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La dissidenza iraniana rivela l’esistenza di un nuovo sito nucleare in Iran

ottobre 17, 2020 • Medio Oriente, z in evidenza

 

 

 

di Loredana Biffo –

Si è tenuta ieri negli Usa, una conferenza stampa dove la dissidenza iraniana, National Council of Resistance of Iran detto anche NCRI, ha dichiarato ancora una volta, che il regime iraniano non ha mai smesso di portare avanti il suo programma nucleare approfittando dell’accordo JCPOA che ha fortemente avvantaggiato il governo degli ayatollah. L’NCRI ha sottolineato attraverso la dichiarazione di Soona Samsami, rappresentante del CNRI in America che la dissidenza possiede le prove dei tentativi del regime di occultare le prove delle loro attività nucleari e dei siti segreti.

Il Ministero della Difesa iraniano, è un’emanazione del regime e totalmente controllato dall’IRGC (le guardie del regime); l’Organizzazione per l’Innovazione e la Ricerca difensiva ((Sazman-ePazhouheshhaye Novin-e Defa’i) conosciuta anche con l’acronimo persiano SPND, è preposta da sempre alla costruzione e gestione dei siti nucleari disseminati per il paese.

Purtroppo la politica di accondiscendenza dell’Occidente, nonché l’informazione completamente distorta hanno permesso al regime di accelerare in questi anni la costruzioni di armi nucleari (ampliando la rete del SPND) mentre negoziava con le potenze mondiali.

La posizione di questo nuovo sito, si trova a nord del sito KHojir, si tratta del più grande complesso di produzione di missili balistici per l’industria missilistica  denominata Hemmat e Bakeri Missile Industry.  Mr. Jafarzadeh ha inoltre aggiunto: “Teheran ha costruito il suo nuovo sito per SPDN nella zona dei complessi coinvolti nella costruzione di missili che fornirebbe una copertura sicura per il nucleare. Ha inoltre aggiunto che che si tratta del più grande complesso di produzione di missili balistici per l’industria e che si trova a nord di Damavand Road, dove c’è la sede del comando dell’Organizzazione Aerospaziale del Ministero della Difesa e delle Industrie Meccaniche dell’Organizzazione Aerospaziale Mahallati Industries nella zona di Hakimiyeh.

Già nell’aprile 2017 Teheran aveva costruito il suo nuovo sito per la SPND in una zona di complessi coinvolti nella costruzione di missi atti a copertura ritenuta sicura per la proliferazioni delle sue armi nucleari. Il progetto di costruzione del nuovo sito risale al 2012, ma la sua realizzazione ha richiesto diversi anni. Nel 2017 alcune sezioni sono state completate; trasferendo parti della SPDN è stata ampliata la costruzione di diverse sezioni, inoltre trattandosi di un’area militare, ha avuto una copertura adeguata per poter mantenere il personale pendolare e l’identità dello stesso che vi lavora in segreto.

Un’altro sito denominato Marivan Site, si trova vicino alla città di Abadeh nella provincia di Esfahan. Questo è stato segnalato dal CNRI già nel 2017. Risulta essere stato costruito sotto la supervisione di Ali Shamkhani, ora segretario generale del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazi0nale , già ministro della difesa durante la presidenza di Mohammad Khatami.

La dissidenza (NCRI) ha dichiarato più volte che il regime non ha mai rispettato gli impegni assunti ai sensi del JCPOA e che le attività nucleari dei mullah non sono legate al ritiro degli Stati Uniti dal JCPOA nel 2018.

I tentativi del regime di ottenere un’arma nucleare fanno parte della strategia dei mullah per la sopravvivenza. Ora, tra le crescenti proteste all’interno dell’Iran, in particolare dopo le principali proteste del novembre 2019, e per quanto riguarda il nuovo cambiamento dell’equilibrio delle forze regionali contro il regime e le sue ripercussioni sulla sopravvivenza dei mullah, Il regime ha bisogno di una bomba atomica più che mai. Ne consegue che è fortemente a rischi l’intera area mediorientale e le conseguenze potrebbero essere disastrose considerato che il regime iraniano è il finanziatore della maggior parte dei gruppi terroristici.

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