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La longa mano del regime iraniano sulle elezioni  spagnole

febbraio 1, 2019 • Mondo, z in evidenza

di Loredana Biffo –

Podemos, il partito di sinistra che è andato alla ribalta nelle controverse elezioni spagnole, è stato accusato di essere finanziato dal regime iraniano attraverso un importante uomo d’affari di nome Mahmoud Alizadeh, che grazie alla rete televisiva spagnola Hipan TV avrebbe sostenuto il candidato comunista spagnolo anche con soldi provenienti dal regime degli ayatollah.

Non è certo la prima volta che la Repubblica Islamica interferisce e sostiene attività di comunicazione all’estero, ne abbiamo scritto alcuni giorni fa su questa testata( http://caratteriliberi.eu/2018/12/28/mondo/iran-lopera-di-disinformazione-globale-e-funzionale-allesistenza-del-regime/)

Già nel 2016 il sito web di notizie El Confidenciel aveva rivelato che uno dei partiti spagnoli aveva ricevuto più di 5 milioni di euro tramite una stazione televisiva spagnola gestita appunto da Alizadeh; asserendo che il denaro sarebbe stato versato attraverso fatture gonfiate da Podemos per le apparizioni del leader del partito in Tv. L’onorevole Iglesias era stato ospite di un talk show politico  dal titolo Rort Apache.

Nel sistema spagnolo è illegale per i partiti ricevere denaro da governi stranieri. Il circolo politico spagnolo ha quindi favorito delle false accuse per depistare la verità, facendo passare di essere stato finanziato dalla Resistenza Iraniana formata dai dissidenti del regime degli ayatollah, che oltre a finanziare diversi gruppi terroristici in Medio Oriente, interferisce nelle politiche estere.

Nel mese di maggio 2018, durante la campagna elettorale irachena venne diffuso un video di denuncia che mostrava milioni di dollari confiscati al confine con l’Iran; il denaro era contenuto in diverse scatole di cartone coperto dai poster elettorali di Hahdi Ameri.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana con sede a Parigi, si dissocia totalmente dalle calunnie del regime, dichiarando di non aver mai interferito nella politica e nelle questioni interne di altri paesi, relativamente alla Spagna, non esiste nessuna prova che la Resistenza abbia agito in tal senso, mentre sono note le ramificazioni del Regime nella politica estera e nella comunicazione sia web che sui giornali.

Le affermazioni dell’agenzia stampa del regime e le insinuazioni delle varie testate giornalistiche sono inaccettabili, soprattutto in riferimento ad Alejo Vidal Quadras che per 15 anni è stato vicepresidente del Parlamento europeo (dal 1999 al 2014)  e ha sostenuto il diritto degli iraniani alla libertà dal regime che da quasi quarant’anni opprime il popolo.

Dal 2003 al 2016 dopo l’invasione dell’Iraq, durante i bombardamenti, gli attacchi missilistici, 29 attacchi terroristici, tra cui 7 massacri ai danni dei membri della Resistenza – detti mojahedin del popolo – a Camp Ashraf e camp Liberty, il Professor Vidal Quadras li ha difesi senza aspettarsi nulla in cambio e pagando per questo un alto prezzo politico.

Inoltre è di vitale importanza impedire al regime dei mullah di usare simili menzogne per coprire le proprie interferenze illecite negli altri paesi, si pensi piuttosto a contrastare l’uso che questi fa del terrorismo e dello spionaggio ai danni dei suoi oppositori negli altri paesi e la repressione interna all’Iran dove le manifestazioni di dissenso al regime hanno come conseguenza arresti arbitrari, torture e impiccagioni.

Più di 4000 parlamentari delle due sponde dell’Atlantico hanno sostenuto le iniziative del Comitato Internazionale in Search of Justice (ISJ) guidato da Alejio Vidal-Quadras, per un Iran libero e democratico e né PMOI, né il CNRI interferiscono negli affari politici di partiti e paesi; la politica della Resistenza Iraniana ben nota già da quattro decenni è sempre stata alla luce del sole, contrariamente a quella del regime.

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