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Nuova ondata di arresti in Iran

settembre 6, 2018 • Mondo, z in evidenza

 

 

 

Redazione –

La maggior parte degli arresti viene effettuato dagli agenti in borghese dei pasdaran e dell’Ufficio di Khamenei.
Secondo le notizie raggiunte dall’Iran, nel corso della rivolta ad agosto, in tutto il Paese sono stati arrestati almeno 1000 giovani e rivoltosi. Il ministro degli Interni del regime ha dichiarato che la rivolta ha avuto luogo in 27 città e in 13 regione del Paese.

(L’agenzia governativa Irna, 21 agosto) Inoltre molti arrestati di dicembre liberati in seguito ad una cauzione, sono stati nuovamente arrestati e condannati a lunghe detenzioni.

Ad agosto in molte città iraniane, tra cui Yazd, Behshahr, Birjand, Ghenaveh molti giovani, in particolare i simpatizzanti dei Mojahedin del popolo, sono stati arrestati.

La maggior parte degli arresti viene effettuata dagli agenti in borghese dei pasdaran e dell’Ufficio di Khamenei, che si infiltrano come manifestanti e individuano gli attivisti, con foto e filmati e li arrestano nei luoghi distanti dalle manifestazioni o irrompono nelle loro abitazioni.

In alcune città come Karaj, gli agenti in borghese con slogan devianti trascinano parte dei manifestanti nei luoghi e vicoli desolati e li arrestano.
In molti casi i rivoltosi riconoscono gli agenti, gli sequestrano le telecamere e pubblicano le loro foro sulle reti social.
Molti degli arrestati vengono trasferiti nelle case di sicurezza e vengono interrogati, percossi e torturati dai pasdaran, e solo successivamente trasportati nelle carceri.

Molti arrestati a Karaj e Teheran sono stati trasferiti nella sezione 8 del carcere Gouhar-dasht. Non c’è alcuna possibilità di contatto con questi. Gli agenti di questa sezione sono diversi dagli altri agenti e non fanno parte dell’ente carcerario. Gli arrestati vengono introdotti in questa sezione con gli occhi bendati in modo che non di non possano riconoscere il luogo.

In agosto in parallelo all’intensificazione della rivolta, i capi del regime iraniano hanno espresso la loro rabbia e paura nei confronti del Mojahedin del popolo. Pasdar Mohammad Kousari sostituto della sedicente base Sarallah ha dichiarato che: “L’America, il regime sionista, I sauditi che sostengono i Mojahedin del popolo si illudono che i Mojahedin del popolo possono fare un miracolo”. (Sepah news, 4 agosto) La TV dello Stato, canale 1, il 12 agosto, ha riportato: “La valutazione delle provocazioni nei mesi recenti mostra che i Mojahedin del popolo fanno da sponsor di questo scenario”.

Mullà Ahmad Salek, membro della Commissione culturale del majlès del regime ha dichiarato che: “Gli slogan lanciati sono quelli pianificati dai Mojahedin attraverso i mass media stranieri” (L’agenzia della Forza Qods, Tsniam, 2 agosto).

La Resistenza Iraniana si appella a tutta la popolazione , in particolare ai valorosi giovani, a solidarizzare con gli arrestati, e chiede al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e al Consiglio dei Diritti Umani e altri organo di competenza delle Nazioni Unite di intervenire per il rilascio immediato dei prigionieri politici in Iran, in particolare degli arrestati della recente rivolta, e condannare il regime dei mullà per la violenta repressione effettuata nei confronti dei manifestanti.

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