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Tommaso e Sophia, una storia di generosità

dicembre 23, 2017 • Agorà, z in evidenza

 

di Loredana Biffo –

Quella di Tommaso e Sophia, la sua cagnolina, è una storia di solidarietà che ancora funziona, in uno stato dove le persone che perdono il lavoro vengono abbandonate e lasciate in mezzo ad una strada. E’ il caso di Tommaso che faceva il macellaio, perdendo il lavoro si è ritrovato senza aiuti e viveva in strada da due anni con Sophia, poi uno di questi giorni pre-natalizi Michela Antonioli passa davanti a loro e chiede a Tommaso e gli chiede se ha bisogno di crocchette per il cane, lei gestisce un negozio on line di prodotti per animali e racconta: “Ho incontrato Tommaso un giorno. Non mi ero nemmeno accorta che chiedesse l’elemosina finché non ho visto il bicchierino per raccogliere le monete – racconta – Con lui c’era Sophia, una cagnolina tenuta benissimo. Ho chiesto se avesse bisogno di crocchette per lei, Tommaso mi ha risposto che gli serviva un lavoro, un posto dove andare con la sua cagnolina. Era pronto a darla in adozione a una famiglia e separarsene purché lei trovasse una cuccia calda”.

Michela non esita a pubblicare la foto di Tommaso e Sophia su facebook e a lanciare un appello che raggiunge 20mila condivisioni, nel giro di poche ore si avvia un tam tam di solidarietà per i due vengono immediatamente ospitati in una stanza d’albergo offerta dal propietario per farli stare al caldo, dopodichè all’uomo viene offerto vitto e alloggio con relativo lavoro a Padova, dove si occuperà della cura di cani disabili; con grande commozione racconta: “Ho fatto il macellaio per oltre 30 anni a San Mauro, avevo una casa e tutto quel che mi serviva. Poi mi hanno lasciato a casa e in quattro anni mi sono ritrovato sul marciapiede con Sophia”. Non tutti i dormitori accettano i cani, echi li prende spesso li lascia a dormire in cortile. “Non l’avrei mai fatta dormire al freddo lontano da. E’ lei la mia migliore amica oggi. L’avrei affidata a una famiglia che la amasse solo per il suo bene, ma avrei sofferto tanto”.

In Italia di storie come quella di Tommaso ce ne sono tante, sono sempre più in aumento a causa della crisi, abbiamo 6.000 (seimila) connazionali che dormono per strada, anche in inverno ; abbiamo 4.000.000 (quattro milioni) di poveri assoluti che un alloggio e un lavoro non l’hanno più, rinunciano pure un regolare pasto caldo ; altri 4.000.000 (quattro milioni) sono poveri “border line”, cioè non sono in grado di spendere 50 euro “extra”, qualora ne avessero esigenza; abbiamo migliaia di terremotati alloggiati ancora in container.

Questo è l’unico auspicio che si possa avere e chiedere ad uno Stato assente che si diletta nel teatrino equestre della politica, che gli italiani indigenti vengano considerati e presi in carico per poter restituire loro quella dignità che gli è stata tolta e dall’indifferenza delle istituzioni sempre più anacronistiche.

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