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8 marzo, la lotta delle donne iraniane

marzo 8, 2021 • Mondo, z in evidenza

di Loredana Biffo –

Si è tenuta il 5 marzo una conferenza online da parte delle donne dissidente del regime iraniano con alcune parlamentari italiane. E’ stato chiesto il rilascio delle prigioniere in Iran, le quali subiscono torture e condanne attraverso processi farsa.

Secondo le fonti del CNRI (sigla che racchiude diversi gruppi dell’opposizione iraniana al regime degli Ayatollah), 400 donne attiviste sono state uccise in Iran nell’arco di due settimane quando vi sono state le proteste nazionali nel novembre 2019. Inoltre durante il mandato di Rouhani detto “Il Moderato”, 114 donne sono state giustiziate, ed sconosciuto il numero delle scomparse dopo l’arresto.

In Iran la discriminazione e la violenza sulle donne è istituzionalizzata dalla teocrazia dominante, esse vengono sistematicamente private dei diritti più elementari come scegliere l’abbigliamento da indossare. Una nota del CNRI evidenzia la situazione non è mai cambiata dal tempo dell’instaurazione da parte di Khomenini del regime teocratico Islamico. E’ proprio il mondo femminile il più colpito ma è proprio questo che ha reso le donne delle ribelli, hanno creato un’organizzazione forte per opporsi, che ha attivisti esuli in tutto il mondo, oltre che in patria, dove però subiscono arresti e torture e incriminate per “atti contro la sicurezza nazionale” e “mohareb”, ovvero guerra contro Dio. La scrittrice Golrokh Ebrahimi è stata condannata per aver scritto una testimonianza sulla pratica della lapidazione. Le forze di sicurezza avevano fatto irruzione ella sua abitazione prelevandola perché scontasse la sua condanna a sei anni di reclusione, ma non è mai stata rilasciata. Questa è solo una delle tante donne finite nelle fauci di un regime che perdura da oltre 40 anni.

In occasione della conferenza Maryam Rajavy, la leader delle donne resistenti ha affermato che coloro che coloro che non hanno familiarità con la situazione in Iran potrebbero considerare la questione, pur importantissima, della minaccia del programma nucleare e missilistico del regime ma questo non prescinde dalla necessità del rovesciamento di un regime irriformabile. Questo è la minaccia più grande oltre che per la libertà femminile, anche per la sicurezza del Medio Oriente e dell’Occidente.

Hanno partecipato all’incontro online le parlamentari italiane Chiara Gribaudo, Stefania Pezzopane, Barbara Masini, Gianna Gancia e Isabella Tovaglieri.

Per approfondire: 

 

 

 

 

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