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Una nuova ondata di proteste in Iran

agosto 6, 2018 • Mondo, z in evidenza

Redazione –

Iran – Maryam Rajavi: “I manifestanti non troveranno riposo fino a che il popolo e la nazione iraniana non saranno liberi”

Le proteste dilagano, le città ribelli serrano i ranghi e il grido di libertà cresce assordante

Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha salutato le proteste di oggi del popolo di Tehran, Isfahan, Shiraz, Mashhad, Ahvaz, Karaj, Arak, Shahin-Shahr, Najafabad e di altre città.

“Sfidando ancora una volta le criminali Guardie Rivoluzionarie, i Bassij e gli agenti in borghese, oggi le donne e i giovani ribelli rappresentano una generazione fiera che non troverà riposo fino a che il popolo e la nazione iraniana non saranno liberi. Essi hanno dimostrato la rabbia e l’odio del popolo iraniano nei confronti della dittatura religiosa al potere in Iran”, ha detto Maryam Rajavi.

La gente in diverse città si è riversata nelle strade oggi, giovedì 2 Agosto 2018, gridando “A morte il dittatore!”, “Cannoni, carri armati e mitragliatrici non funzionano più! I mullah devono essere uccisi!” e “Questo è il mese del sangue!” Khamenei verrà rovesciato!”.

Le città ribelli stanno serrando in ranghi una dopo l’altra. Il grido della gente che vuole la libertà sta crescendo assordante e le proteste dilagano ogni minuto che passa.

Le forze repressive usano gas lacrimogeni, pallini da caccia e cartucce a salve nel tentativo di domare la rivolta. Nonostante il ferimento e l’arresto di tanti manifestanti questi giovani ribelli hanno dimostrato unità e perseveranza nell’affrontare le forze di sicurezza. Nessuna forza è più forte dei giovani uniti e compatti.

Migliaia di persone rivoltatesi a Karaj, in particolare giovani uomini e donne, hanno manifestato nella prima piazza di Gohardasht venerdì sera, 3 agosto, con gli slogan “morte al dittatore”; “morte a Khamenei”;”la nostra vergogna è il nostro capo”; “dignitosi iraniani, supporto, supporto”; “L’iraniano muore ma non accetta l’umiliazione”; “cosa è successo ai nostri soldi? È speso per i Bassijis (milizie dell’IRGC)”; “carro armato, cannone, petardo, il mullah deve sparire”; “combatteremo, moriremo, riprenderemo l’Iran!”

Queste proteste sono continuate fino a mezzanotte passata. Decine di guardie rivoluzionarie, guardie anti-sommossa e criminali in borghese hanno brutalmente fatto irruzione contro i manifestanti per schiacciare queste proteste e per impedirne la diffusione, e le hanno bersagliate con pallottole che hanno ferito uno dei giovani. I giovani coraggiosi hanno fronteggiato i mercenari dando fuoco a un certo numero di loro motociclette.

Le dimostrazioni del popolo di Eshtehard hanno portato anche ad un conflitto con i Basij e gli agenti in borghese assassini e antisommossa, Dopo aver punito i mercenari, i giovani son riusciti dopo due ore ad entrare nella scuola coranica della città e distruggere il suo contenuto.

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