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“Free Iran. The Alternative”, convegno 2018 a Parigi

luglio 1, 2018 • Cultura e Società, z in evidenza

 

di Loredana Biffo –

Si tè svolto a Parigi il dodicesimo convegno internazionale Free Iran The alternative, sono stati commemorati i prigionieri uccisi durante il massacro del 1988; hanno partecipato le delegazioni di vari paesi: Belgio, Algeria, Giordania, Marocco, Siria, Arabia Saudita, Yemen,Stati Uniti, Francia, Canada, Messico, Italia, Germania, Albania, Polonia,  Romania, Estonia, Slovacchia Kurdistan e molti altri.

La presidente eletta della Resistenza Maryam Rajavi ha dichiarato:

La rivolta non si ferma, i giovani iraniani sono incontenibili rinnovo il saluto ai miei connazionali assetati di libertà. La voce degli iraniani è unica per tutte le città dell’Iran. La resistenza è per la vittoria, per questo dona tutta se stessa perché la caduta del regime è inevitabile. Salutiamo Ashraf numero tre, la dimora delle anime in pena, la dimora di 3400 mujahedin in Albania che fino a pochi anni fa viveva in Iraq bersagliato da diversi attacchi missilistici, dai militari iracheni filo regime. Sono sicura che presto ci riuniremo al popolo iraniano, stiamo vedendo la prua della rivoluzione democratica. Questa realtà della resistenza può polverizzare il fascismo religioso intraprendendo la lotta, per primo punto resistendo ad ogni prezzo. Secondo segnale del periodo di rovesciamento è che da sei mesi gli iraniani continuano  a protestare nonostante i dissidenti “fatti suicidare” nelle carceri del regime, i cittadini di Isfahan nella preghiera di venerdi hanno dato le spalle ai mullah dichiarandolo “il nemico”. Poi si è sollevato il kurdistan con un grande sciopero.

 Ksoserun la città della rivolta, del fuoco e del sangue di donne coraggiose che hanno respinto il nemico armate fino ai denti seguendo il copione di Ashraf. In 135 città per 12 giorni il popolo ha fatto tremare le fondamenta del regime, tutti i negozianti, studenti e lavoratori sono scesi nelle piazze. L’Iran sta rialzando la testa con tutte le sue etnie che vogliono la libertà. Sbarazzarsi della dittatura è la priorità del popolo iraniano. Il terzo segnale dell’inevitabile caduta del fascismo religioso è dato dai problemi socio economici irreversibili, i mullah non hanno soluzioni, non vogliono e non possono risolvere i problemi, il regime è in bancarotta, vivono momenti di grandi defezione il regime sprofonda nelle sabbie mobili di una faida intestina. O il governo invisibile si impadronisce dei settori chiave del governo o retrocederà

La terza cosa è che gli USA non dà più al regime l’appoggio, si è annientato lo scudo del regime. Lo scudo nucleare si è volatilizzato, le sanzioni belliche sono state riavviate parzialmente.

Il quinto segnale: e il più importante che è quello più temuto è l’unione della rabbia degli oppressi con la resistenza organizzata. Un fatto più volte confermato dagli innumerevoli esponenti del regime iraniano. Un po’ prima di questi tempi, nel 2013 nella presa e uccisione di dissidenti si era disegnato l’organizzazione della rivolta dei ribelli della città. I centri della resistenza nazionale rappresentano la freccia del rovesciamento del regime. Come ha detto Massoud, se l’Iran resiste, il mondo intero resiste con noi al nostro fianco. Si è alzata in Iran una generazione piena di entusiasmo aprendo nuovi orizzonti, confermate agli oppressi dal regime la vostra presenza e sostegno. Avete visto il coraggio del popolo contro i feroci mullah invasori. Un’organizzazione compatta potrà porre fine al regime sfidando il principio di velayat e-faqih, ricordiamo quando khomeni disse conquistiamo Gerusalemme passando per Kerbala, se senza la denuncia dei diritti umani e il riconoscimento dei diritti del popolo del governo di transizione, è una notte lunga 40 anni; questo sogno è ipotizzabile vivendo l’invasione dell’Iraq, il rovesciamento richiede una solida e stabile alternativa. Nessuno è all’altezza dei mojahedin che hanno pagato un caro prezzo per la libertà. Invochiamo le forze ad ispirazione repubblicana. Dobbiamo tracciare un confine con la dittatura e la discriminazione di genere, libertà di abbigliamento, stato laico, abolizione di pena capitale, libertà di associazione e di stampa. Autonomia del Kurdistan iraniano è un esempio mondiale. Un Iran libero denuclearizzato con collaborazione regionale e internazionale per la pace. Trasferimento della sovranità al popolo, secondo il programma della resistenza dopo la caduta verrà formato un governo di sei mesi. In due anni l’assemblea dovrà scrivere la costituzione e farla votare al popolo.  Saluto le donne coraggiose che sono in prima linea nella rivolta contro il regime. Vi esorto iraniani ad un appoggio pratico della rivolta, potete fare tantissimo, questo è un nostro impegno per il popolo dell’Iran, dobbiamo mettere tutto a disposizione della rivolta e farla progredire; commemorando tutti i martiri e i prigionieri. So perfettamente dei vostri sentimenti per i prigionieri e combattenti, le vittime dell’eccidio nelle carceri iraniane nel 1987 di cui oggi ricorre l’anniversario.

Rudy Giuliani in rappresentanza degli Usa e come avvocato di Trump, nel suo intervento ha ricordato l’importanza che ha l’Iran nella sua influenza sulla regione mediorientale:

Gli iraniani stanno andando avanti per ottenere la libertà e oggi possiamo dire che l’amministrazione americana precedente ha girato le spalle al popolo iraniano, oggi non è più così, l’amministrazione americana è a sostegno dell’Iran libero e democratico.

 Io direi a tutti i paesi che fanno affari con il regime iraniano, che lo stanno alimentando nonostante questo non rispetti i diritti umani, in particolare delle donne. Lo so che il polo iraniano sta pagando un prezzo altissimo, i martiri sono il prezzo per la agognata libertà. Ci sono notizie che la gente vende gli organi per contribuire alla caduta del regime. Il presidente americano Trump ha dichiarato che non collabora con il terrorismo mediorientale, quando il grande potere economico mondiale definisce le sanzioni per indebolire il regime, l’esperienza insegna che la libertà ottenuta non sempre in paesi con dittature non è andata bene, in Iran non sarà così, perché c’è già un’alternativa. La politica di accondiscendenza a favore di questo regime è finita, non sosteniamo questo regime corrotto che ha ottenuto tantissimi soldi da tutto il mondo dai partner internazionali per via degli accordi commerciali, ma dove sono finiti questi soldi, a sostenere il terrorismo internazionale. Vorrei ringraziare personalmente il governo albanese che ha accolto i membri della resistenza che sono il motore della rivolta popolare in Iran. Al posto degli ayatollah arriva una donna coraggiosa, dove la discriminazione delle donne, il regime deve collassare sotto i colpi della resistenza femminile.

I veri amici del popolo iraniano sono qui sul palcoscenico, si presentano in America e lavorano per l’eliminazione del regime, saranno registrati nella storia contemporanea per la libertà in Iran, sono stati accanto alla lotta per la libertà nei momenti più bui del popolo iraniano.

La vostra resistenza sfocerà in un governo democratico rappresentato dalla signora Maryam Rajavi.

Maryam: vi ringrazio per il vostro appoggio all’insurrezione nelle città iraniane, andiamo avanti finchè esiste il regime. Sono certa che il cambio democratico è pronto e sarà fatto tramite la resistenza organizzata. Abbiamo avuto in America un governo passato che addirittura dava soldi al governo iraniano, ora invece aumenteremo la pressione per far cadere il regime, noi diciamo ai governi europei che tutti i soldi che date al regime iraniano, sono soldi che vanno contro il popolo, Iran Libero è il miglior slogan esistente. Come aveva detto Giuliani quando è crollata unione sovietica, il regime è molto più debole. Non porta benessere al regime iraniano, per me sentire Rajavi parlare del suo progetto liberale e profondo è oggi molto importante. Facciamo sapere al popolo iraniano che siamo con loro che stanno andando verso la giusta direzione della storia per il rovesciamento e l’arrivo della primavera; vi siete il cambiamento storico. Direi a tutti i paesi del mondo di dare solidarietà all’Iran.

Bill Richarson esponente del governo del Messico ha dichiarato:

Con i colleghi americani abbiamo una diversità politica ma siamo tutti concordi nel sostenere il rovesciamento del regime: mi rivolgo agli ayatollah, voi dovete sapere che siamo accanto al popolo che lotta per la libertà del paese, voi siete il sistema corrotto, siete destinati a perdere . se voi dite che ci sono delle diverse idee della politica americana, sappiate che l’America tutta sta con il popolo iraniano, non troverete spaccature, il vostro regime non ha futuro.

Stephen Harper per il Canada:

In questi anni molti politici canadesi hanno appoggiato la linea morbida nei confronti del regime, oggi questo non è più possibile, è necessario appoggiare la lotta del popolo iraniano per la libertà. Appoggiamo la signora Rajavi per la sua futura presidenza al governo democratico in Iran. Gli iraniani devono decidere liberamente per il loro futuro governo senza ingerenze estere, il nostro governo ha sempre difeso i valori della democrazia e i diritti umani che oggi vengono violati in tutta l’area mediorientale. Noi abbiamo bloccato un forte rifornimento per un regime che sostiene il terrorismo internazionale, abbiamo chiusa l’ambasciata iraniana in Canada e abbiamo cacciato il regime. Ci hanno dimostrato la loro disumanità e incapacità, sono contro la pace, la libertà di pensiero e le donne che vengono considerate una proprietà privata. Il progetto nucleare è una minaccia mondiale e interferisce nella politica mediorientale . dopo accordo nucleare il regime ha ottenuto tanti soldi che ha investito unicamente nel suo progetto militare distruttivo. Noi abbiamo scelto una strada difficile ma giusta che è quella per la libertà. Gli iraniani devono sapere che hanno appoggi in tutta la comunità internazionale che aspira ad avere un Iran democratico.

Sono stati numerosi gli interventi e tutti unanimi – anche sottolineando le diversità politiche – a sostenere un cambio di governo in Iran, l’auspicio di tutti i relatori è stato che il regime possa cadere al più presto e che il popolo iraniano torni ad essere sovrano. Proprio mentre era in corso il convegno è stata data notizia di una nuova rivolta in corso nel paese con una partecipazione straordinaria in tutte le città iraniane al grido di “morte al dittatore”.

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