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Piemonte al voto

maggio 5, 2014 • Politica, z in evidenza

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In vista delle elezioni regionali del 25 maggio, dopo la caduta dell presidenza Cota a causa delle firme false, pubblichiamo un ‘ intervista al candidato Igor Boni, per la rappresentanza radicale in Consiglio Regionale.

Dottor Boni, in questo momento particolarmente difficile, in un contesto politico confusionario e aggressivo, con la crisi economica che investe tutti i settori produttivi, la disoccupazione e la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica; cosa propone ai suoi potenziali elettori? Quali i vantaggi avrebbero nel posizionamento di un Radicale in Consiglio Regionale?

A differenza di altri noi non facciamo promesse ma proseguiamo con le nostre linee tematiche. Non dimentichiamo che Cota è andato al governo della Regione grazie alle firme false. I radicali sono stati gli unici (con la ex Presidente Bresso) a battersi per ottenere giustizia. Se si torna al voto è merito dei radicali e della Bresso, nessun schieramento si è battuto per questo. Era evidente dal giorno successivo alle elezioni del 2010 che l’elezione di Cota era viziata da una violazione della legge, perché la lista Giovine era stata presentata con le firme false dei candidati, alcune dei quali non sapevano nemmeno di essere candidati.

 Per quanto riguarda il nodo più importante dell’economia piemontese, in forte crisi da diverso tempo, una crisi occupazionale, che anche grazie alle vicende Fiat non accenna a migliorare, voi radicali cosa pensate di fare?

Un dato fondamentale, di cui si parla poco o niente, è che il Piemonte vive una “crisi nella crisi”. La cassa integrazione, e la perdita posti di lavoro è ai primi posti in Italia.

C’è stata una grande attenzione per le grandi aziende dove si andava in cassa, ma i lavoratori precari e partite Iva sono collassati nel disinteresse dei sindacati e della politica. Occorre quindi superare l’apparthided tra i lavoratori protetti e non protetti, considerando che la crisi ha colpito sopratutto i lavoratori privi di ammortizzatori sociali. E’ necessaria una salvaguardia anche per i non garantiti.

In tutto questo le competenze sono si di livello nazionale, però rispetto alla formazione, ci vorrebbe un monitoraggio costante da parte delle istituzioni. Infatti il problema è che la formazione non ha il ruolo di ristrutturazione dei lavoratori al fine di un reinserimento nel mondo del lavoro.

Una leva che ha la Regione è puntare su settori che siano un volano per il lavoro. Perchè le vecchie dinamiche dell’ industria non ci sono più, o sempre meno.

I settori da valutare sono la Green Economy, la valorizzazione del territorio, la produzione, il turismo e i settori agroalimentari, bio energie ecc. che sono pezzi in espansione. È urgente uscire dalle vecchie dinamiche, e coinvolgere settori montani collinari e rurali come nuove economie. Questo non è stato fatto negli anni pasati, lasciando così cadere la possibilità di trarre beneficio da quei settori che sarebbero, se recuperati, fonte di slancio economico attraverso la produzione locale e il turismo.

Energia e ricerca vanno declinate insieme, in Piemonte dobbiamo mettere a sistema gli enti di ricerca e le Università, in primis il Politecnico. Il risparmio e l’efficienza sono i primi obiettivi da perseguire, in questo senso abbiamo ampio spazio per ottimizzare le risorse.

La questione dei diritti civili, coppie omosessuali, aborto e laicità, questi sono punti critici anche a livello nazionale, voi come pensate di poter incidere sulla realtà?

Attualmente in Consiglio i diritti e la laicità sono assolutamente marginali. Nella politica piemontese è necessaria una persona che li metta al primo posto,questo è fondamentale per operare delle scelte:

Garantire il proseguimento e l’espansione dell’aborto farmacologico che in Piemonte c’è grazie a Silvio Viale. Stiamo pensando di presentare una legge per i testamenti biologico in Piemonte, l’abbiamo fatto a Torino, ma vorremmo portarlo a livello regionale.

In questi giorni abbiamo presentato la richiesta di riconoscimento dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero, da riconoscere nei Comuni piemontesi.

Per la Cannabis terapeutica stiamo raccogliendo firme da portare in comune, per promuovere un progetto di coltivazione finalizzato all’uso terapeutico.

Anche per dare attuazione a due ordini del giorno fatti da Viale in Comune che chiedevano questo. Porteremo la questione in consiglio regionale.

Altrettanto urgenti sono le questioni che riguardano i diritti dei disabili, da attuare attraverso politiche di sostegno. L’integrazione dei cittadini immigrati, e contrastare l’invasione delle Chiese nella vita dei cittadini. Inoltre riteniamo di dover attivare il Garante regionale per le carceri.

 La questione della trasparenza e della legalità, come pensate di affrontarla?

 Fuori dal palazzo siamo riusciti a conquistare l’anagrafe degli eletti e dei nominati.

Ora dobbiamo fare 4 passi avanti:

 – Anagrafe pubblica dei candidati, far sapere tutto agli elettori su chi si candida. Io i dati li ho pubblicati su www.igorboni.it

 – Togliere dalle mani dei partiti le nomine nella sanità al rine di valorizzare le competenze e le capacità contro le appartenenze.

 – Pubblicare prima della nomina i curriculum di chi si candida a coprire un incarico di sottogoverno in modo che tutti possano sapere le competenze di chi si candida.

 – La verifica puntuale dell’applicazione del decreto trasparenza, in cui tutte le istituzioni pubbliche mettano in rete tutti i dati di appalti ecc. legge che in Piemonte non è applicata, in particolare dalle  partecipate regionali.

 Grazie alla proposta radicale, diventata legge in Piemonte, oggi possiamo sapere cosa fanno e quanto guadagnano gli eletti e i nominati dalla politica. Ma bisogna fare di più. Per esempio sulla selezione dei manager – a cominciare dalla Sanità – sulla base delle competenze e pubblicazione dei curricula di chi accede ai bandi.

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