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Psicopolizia mascherata da socialnetwork

luglio 11, 2021 • Politica, z in evidenza

 

di Stefano Bonacorsi –

«Il politicamente corretto usa le stesse armi che si usavano con il lockdown e le restrizioni: la segnalazione, la delazione. Siamo passati dal buoncostume del Covid al buoncostume dei diritti LGBT». E’ perplesso Luigi Carollo, pastore evangelico e conduttore della sede modenese della Sabaoth Church.

In queste settimane Carollo si è speso moltissimo contro il ddl Zan, fino ad arrivare ad essere intervistato da “Zona Bianca” su Retequattro e persino da suscitare l’interesse del politicamente scorrettissimo Gisueppe Cruciani de “La Zanzara” su Radio 24.

Il problema rientra in uno schema più ampio, segnalato anche da Carlo Lottieri nei giorni scorsi su “Il Giornale”. Lottieri segnala il fatto che Facebook chieda ai suoi utenti di segnalare i contatti estremisti. A chi scrive queste righe, che saltuariamente posta sui social la sua personale rassegna stampa, è capitato di non riuscire a condividerla (e si trattava di due foto delle prime pagine di due quotidiani locali) perché il social più usato al mondo doveva decidere se il contenuto risultava idoneo agli “standard della comunità”.

«Dal mio punto di vista, ci stanno lentamente abituando a questo sistema. Questo è il preludio di quanto potrebbe accadere con la legge Zan» sostiene ancora Carollo il quale, per ragioni di fede e di esortazioni ai fedeli, spesso si trova a condividere sui social i versetti biblici. Solo che ultimamente se li trova bannati, a differenza di tanti altri contenuti sui social che invece non conoscono censure, come le pagine degli intregralisti islamici (tramite le quali avviene anche il reclutamento dei così detti foreign fighters) o i social di chi è autorizzato a dare del “frocione di m…” al sottosegretario Scalfarotto, pur essendo questo sì omosessuale e di sinistra (Italia Viva), ma non più allineato con i fedeli alla linea Zan. E l’insulto arrivava da Rosamaria Sorge una militante PD, per ora solo sospesa.

«La mia domanda è» si chiede Carollo «Chi stabilisce le minoranze? Qui si parla di un disegno di legge che dovrebbe tutelare delle minoranze che sono individuate anche nella comunità LGBT. Ma questo tema c’era nella campagna elettorale del 2018? Mi pare di no e allora significa che siamo di fronte a una manipolazione della realtà, è una questione seria questa, una tratta di voti.

Qui cercano di imporre una linea perché se si votasse domani non sarebbero più certi di riuscire a farla approvare. Manca però una parità di giudizio, un arbitro. Nel ddl ci sarebbe compresa l’offesa religiosa, ma gli insulti che ho ricevuto per aver postato una foto con mia moglie, la scritta papà e mamma sul palmo della mano proprio come avevano fatto i sostenitori del ddl Zan, non li ha censurati nessuno. Avevo mia figlia in braccio in quella foto, alcuni hanno scritto “speriamo che ve la tolgano”».

Siamo di fronte a una polizia del pensiero mascherata da social network e da “standard della comunità”. I social, possono decidere se sei un pericoloso estremista o se stai diffondendo notizie false in merito alla psico pandemia. E rischi il ban anche se posti una frase come “ama il prossimo tuo come te stesso”.

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