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L’eredità di un grande intellettuale

novembre 11, 2015 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Loredana Biffo

Luciano Gallino, tra i più grandi sociologi contemporanei, ci ha lasciato un’eredità preziosa. Ha scritto e fatto ricerca fino all’ultimo, numerosi sono stati i suo testi. Di seguito la pubblicazione dell’ultima lezione nel settembre del 2013 all’università di Torino:

 

Guardiamo cosa avvenuto negli ultimi tre anni nel mondo, con una crisi economica, le promesse mancate della democrazia liberale di Bobbio sembrano poche mai attuali. E non solo per la persistenza dei poteri oligarchici.
La rivincita degli interessi che si fanno rappresentare e si sovrappongono alla rappresentanza politica, i limitati spazi sociali in cui vige la regola del voto. Bobbio ricordava che ne sono esenti l’impresa economica, o il potere burocratico amministrativo, la persistenza dei poteri invisibili, uno dei più potenti è il sistema finanziario ombra.

In primo piano abbiamo la persistenza dei poteri oligarchici, che rispondo alla preoccupazione di Bobbio, l’oligarchia trasversale a tutti i paesi economicamente importanti, quella economica, il governo dei pochi che hanno un potere immenso su milioni di persone.

L’oligarchia economica contemporanea, che i sociologi chiamano classe capitalistica transnazionale, costituisce il reale governo del mondo, perchè le cose che contano per la vita delle persone sono i beni e servizi che si producono, e in quale modo vengono realizzate.
Per certi aspetti la classe transnazionale, rappresenta la “testa del governo dell’economia del mondo”, perchè in grado di decidere della vita di milioni di persone.
Come è composta, quanto sia grande, non è facile dare risposte con dati, perchè non esistono. Perciò abbiamo solo alcuni punti. Uno importante, sono gli indiviui che nel mondo detengono gli attivi finanziari, che sono tutto ciò che si può trasferire in banca, trasferire in borsa, esclude però alcuni patrimoni personali come arredi, collezioni di arte ecc.

Escludendo gli attivi finanziari, secondo alcuni rapporti su patrimoni immobiliari che si possono disporre in qualsiasi momento, si contano nel mondo poco più di 10 milioni di persone, questi non sono più i super-ricchi.
Si usa definirli nel linguaggio delle banche, “individui ad alto valore netto” quelli che a testa hanno un milione di dollari in attivi finanziari, quelli che dispongono di 20, 30, 40 milioni a testa, si dicono “individui a valore netto super alto”.

Stando a questa classifica, la ricchezza di queste persone ammontava a quaranta trilioni di dollari, il Pil del mondo nel 2007, stato di 54 trilioni di dollari, questo 10 milioni di persone che sono lo 0,15 (cioè il quindicesimo di punto percentuale). Detengono i tre quarti del Pil del mondo, circa quaranta milioni di dollari pro capite. Di questi individui, 3 milioni in Europa, 2,8 milioni in Asia sud orientale, un po’ meno di 2 milioni in paesi emergenti. Come si suddivido questi 10 milioni di individui, in quattro sottoclassi:

In primo piano i capitalisti famigliari, si detto che il capitalismo famigliare defunto, non è vero, in realtà è formato da un insieme di famiglie suddivise in tutto il mondo, che hanno un grande potere, e controllano enormi capitali.
Olmart, supermercati degli Usa, i fratelli Wolton controllano la più grande catena di supermercati del mondo.
Il gigante dei grandi servizi finanziari un uomo solo, Worren Bosset, la Microsoft è stata sotto il controllo di una persona sola per decenni. In Germania famiglia Karghen, in la Bmw, famiglia Quandor, Porche una sola famiglia. Sempre in Germania una catena di discount, la Al di, di due fratelli di 82 e 85 anni, che avevano un patrimonio di 50 milioni di dollari. La Michelin in Francia nata nel 1853, la Peugeot, Pinot. Sono tutte grandi famiglie che controllano con il 25% delle azioni, l’intero mercato. L’Ikea, in Italia Agnelli, Riva, Ferrero, Benetton, Berlusconi, Caltagirone ecc.
Anche i paesi emergenti sono ricchi di imprenditori che si sono fatti da soli o che hanno ereditato. L’uomo più ricco del mondo, battendo Banfet, Bill Gate, il messicano Carlos Imaed, propietario di Metdel Messico, le sue proprietà nelle telecomunicazioni. Un indiano Mittal che pochi anni fa ha acquisito il controllo della francese Arselod; idem Cina.
Sono famiglie molto ampie, Agnelli 200 mebri, due milioni e mezzo di persone distribuite tra stati uniti e America latina.
Un’altra parte di questa oligarchia economica, sono i gestori degli enti, gli investitori sezionali, gli investitori sezionali sono la più grande invenzione del sistema finanziario internazionale degli ultimi venti anni, sono investitori fondi pensione, fondi di investimento, compagnie di assicurazione, hanno drenato praticamente l’intero risparmio dei lavoratori del mondo.

Versamenti pensionistici, polizze vita, fondi di investimento, fino venti trenta anni fa le famiglie acquistavano azioni, ma l’80% delle azioni detenute da privati erano acquistate da famiglie, da noi quelle Fiat, Pirelli, ora si sono inseriti gli investitori sezionali che hanno preso il posseso dei capitali del lavoro perchè la gran parte risparmio è privato, hanno un patrimonio pari al Pil del mondo, formato da quello che è il capitale del lavoro. Sono alcune decine di migliaia; quelle che contano e pesano, sono alcune centinaia, che con gli altri di minor peso sono gestiti da manager professionisti, le cui decisioni di investimento hanno un peso enorme nelle economie mondiali, ma non rispondono della natura dell’investimento che riguarda i propietari ultimi che sono lavoratori, insegnanti tecnici commessi ecc.

Questi capitalisti per procura sono stimabili intorno alle 500/600 mila persone, una terza parte di questa oligarchia economica formata da alti dirigenti assunti dagli azionisti per governare le aziende quotate, le corporation, quelle che sono dette la  proprietà pubblica, che è la più ingannevole delle etichette perchè di pubblico non hanno nulla. Public corporation, in americano, significa semplicemente che le azioni sono disponibili per essere acquistate nelle borse. Si tratta di presidenti, amministratori delegati, direttori generali, cariche che in Germania e Italia sono sottopagate, ma che in Francia in genere sono nel ruolo di presidente, direttore generale, nel lessico americano, si parla di principale presidente esecutivo, direttore operativo, hanno acquisito molto potere in cifre i capi dirigenti.

Questo gruppo di persone ha enormi compensi due o tre milioni di euro, fino a dieci cento milioni di dollari,stipendi bonus. Vengono definiti capitalisti che lavorano contrariamente ai lavoratori poveri che sono quelli che guadagnano 500-600 euro al mese, mentre qui siamo intorno a dieci, venti, trenta milioni.
Ma quanti sono i lavoratori ricchi? Più o meno, in base al censimento dell’ Onu, le corparation transnazionali sono circa ottantamila, e hanno nel mondo circa ottocentomila sussidiarie, una sussidiaria per ciascuno di questi o consociate o altre imprese controllate o finanziariamente o per motivi geopolitici, tecnologici o altro. Ci sono anche delle transnazionli piccole, secondo l’ Onu trasnazionale qualunque impresa che produca reddito in due paesi, quindi una fabbrichetta di Treviso con 30 dipendenti che apra un’altra fabbrichetta a Timisoara è una transnazionale, la maggior parte sono enormi, molte tra le prime 100, hanno alcune migliaia di sussidiaria. Supponendo che ciascun consulente amministrativo sia formato di 10 -15 persone dirigenti e, si può stimare che questa parte di classe capitalistica transnazionale abbia circa 3 milioni di membri nel mondo.

In fatto di promesse mancate della democrazia liberale, le famiglie che controllano le grandi imprese, i top manager delle imprese transnazionali, formano una classe su base strettamente economica, ma anche strettamente intrecciata con le oligarchie politiche dei diversi paesi; il primato della commistione tra oligarchie economiche e politiche, mantenuto dall’ America, uno degli intrecci più solidi sono stati quelli delle due amministrazioni Bush 2001/2009, perchè il vice presidente veniva dalle file del top managment di società come Alli Borton e altri, il segretario di Stato aveva fatto parte del consiglio di amministrazione Chevron, il segretario alla difesa Russel stato direttore di Kellon. Anche nei governi democratici compreso quello di Clinton numerosi ministri facevano parte della oligarchia della classe capitalistica internazionale. E’ comune anche il percorso inverso, uno fa il ministro e poi va a fare il banchiere.
In Francia e Europa in genere ne sappiamo meno. Nel regno unito non è stato diverso Tony Blair, ha formato 320 gruppi di lavoro, e più del 35% di questi, che dovevano gestire questioni squisitamente politiche, erano manager del settore privato, il ministro per il commercio era stato presidente della British petrolum, il ministro per la scienza era stato Lord Snsbury propietario della omonima catena di supermercati.
In Francia la carriera di Sarkosy, è stata contrassegnata da strettissimi rapporti con le famiglie dell’industria francese.

Qui c’è di mezzo l’aspetto che riguarda la teoria politica, la politica in senso più ampio, e la teoria sociologica, se uno afferma che una classe sociale, 10 milioni di persone divise in 3-4 sottogruppi governa l’economia del mondo, si implica una cosa molto forte, che questa classe sia in condizioni di agire come un soggetto unitario, non basta che sia una classe in sè ma una classe per sé, cioè in grado di agire in modo relativamente unitario. Questa classe è fortemente unificata – come mai è avvenuto in passato – da due fattori: Il primo che lo sviluppo delle multinazionali, transnazionali, han fatto si che la cultura dell’impresa, i paradigmi che presiedono la gestione dell’impresa, i criteri della contabilità che è un importante fatto sociale prima che economico, i modelli di contabilità delle imprese, hanno fatto si che si siano diffuse in tutto il mondo in modo unitario.

Ci hanno pensato le facoltà di economia, le facoltà di busines amministration e master, che hanno diffuso nel mondo il medesimo linguaggio di gestione, una impresa brasiliana piuttosto che danese, cinese, viene gestita esattamente con gli stessi criteri. Questo vuol dire che il manager che va all’estero, non conosce la lingua del luogo, ma conosce la lingua economica, della corporation e nel giro di pochi giorni in grado di operare come a casa.

C’è un altro aspetto che è molto importante quando si parla di cultura, di ideologia, di studenti, la unitarietà della classe, assicurato da un numero molto elevato (anche se poi quelli che contano sono meno) di fondazioni, di club, di istituti, di camere commercio internazionali, che forniscono alle quattro frazioni di classi, un flusso ininterrotto di analisi, incontri, di luoghi, rapporti pubblici e privati. Molto di quello che appare sui quotidiani, non è stato voluto dai quotidiani, è stato pensato in uno dei Tink-tanks dei luoghi deputati a fabbricare idee e pensieri, che fanno capo alla casse capitalistica transnazionale della oligharchia economica del mondo. Non si tratta soltanto di messa a disposizione di documenti, per cui il manager di confindustria deve fare bella figura quando fa un discorso e quindi un tink tank che gli prepara un dossier, no, questo al massimo lo fa la segreteria della corporation.

Questi luoghi in cui si formano i pensieri e le idee, per affermare più che mai gli interessi e la loro rappresentanza, forniscono indicazioni di policy, di politica generale, come si smantella lo stato sociale, come si riducono le pensioni, come si privatizza la scuola o l’acqua, come si imbastiscono politiche economiche-sociali che contribuiscono ad unificare le ideologie della classe in questione, a coordinare le persone che ne fanno parte.

I grandi istituti che influenzano attraverso l’oligarchia economica attraverso connessioni con l’oligarchia politica, sono meno di 50, alcune hanno influenza speciale su 4 o 5 di esse, una la camera di commercio internazionale fondata a Parigi nel 1919, conta circa 7000 membri e associazioni industriale di 130 paesi, un posto unico e capace di combinare una visione molto conservatrice del libero mercato, ha capacità di promuovere pratiche industriali di unità dietro grandi accordi.
Ci sono studi della Commissione internazionale che si distingue per la capacità di collegare le piccole e medie imprese in una prospettiva capitalistica globale. Molto importanti sono le conferenze del gruppo Bildeberg che è il nome di hotel di una cittadina olandese Osterbek, sono cominciate subito dopo la guerra, nl 1952 e riuniscono ogni anno 120 manager, politici , intelletuali, militari universitari, gruppo ristrettissimo, che promuovono politiche consensuali per l’insieme dell’occidente e paesi aderenti alla Nato, Sono incontri riservati. Un terzo gruppo di peso è la Commissione Trilaterale, una affiliazione delle conferenze Bildeberg, nata nel 1970, per iniziativa di David Rokefeller uno degli esponenti del capitalismo famigliare del ventesimo secolo.
Questo è un forum, per mezzo del quale si mettono insieme i leader dei maggiori paesi capitalistici della cosiddetta triade Europa Nord occidentale, Nord America e Giappone.
Questi sono enti dove si fabbricano le idee del neo liberalismo, che sono il cemento, il collante dell’oligarchia economica mondiale, Davos il forum economico mondiale che li si riunisce da quaranta anni con quaranta mila persone. I membri fondatori sono mille imprese globali di eccezionale rilevanza, mentre gli altri sono invitati, scienziati, capi governo, esponenti pubblici, editori stampa, tg, e rappresentanti di Ong.

Uno degli ultimi nati il Consiglio economico mondiale per lo sviluppo sostenibile nato nel 1995, di orientamento marcatamente neo liberale, un po’ più idel forum di Davos, questo si è assunto il compito di far comprendere alle imprese che l’ambiente può essere fonte di buon affare, da cui il predicato sostenibile che fa capo a tutte le imprese a cui si riferisce.
Un tratto distintivo di questa classe capitalistica, oligarchia economica strettamente intrecciata con il potere politico, è che è riuscita a coinvolgere -in modo che non era mai avvenuto in passato- nei propri interessi, con corretti poteri di rappresentanza. Gli interessi economici di una massa di persone, che per il loro profilo, per la posizione sociale, un tempo si sarebbero collocate tra i suoi oppositori, per quanto riguarda per esempio gli investitori finanziari, il loro potere di drenare il risparmio delle famiglie, e di investire a loro totale discrezione trilioni. Fatto salvo solo l’impegno di un certo rendimento che non sempre ha a volte oscurato per le commissioni bancarie, dai dieci dodici soggetti che devono essere retribuiti per gestire il risparmio del mondo.

Resta il fatto che con lo sviluppo, già nei primi anni settanta-ottanta, dei fondi pensioni e di investimento si era parlato di avvento del socialismo, si diceva – se il socialismo significa proprietà dei mezzi di produzione, i mezzi di produzione sono oggi proprietà dei fondi pensione, ergo è arrivato il socialismo in America.
In realtà non è successo nulla del genere, i gestori dei fondi pensione, cercano di conseguire un rendimento elevato per il capitale a loro affidato senza altri interessi, i risparmiatori sono stati persuasi -grazie a 20 o 30 pensatori del mondo- che era loro interesse che i fondi degli investitori prosperassero, perchè questo vuol dire investimenti un po’ più redditizi dopo una vita di lavoro. Quindi questa classe capitalistica transnazionale controlla grandi ricchezze delle corporation ad alto valore netto, al di là dei 30 miliardi di dollari. Fattostà che i destinatari ultimi del risparmio, non hanno alcun potere per beneficiare in modo giusto del proprio capitale.

Abbiamo detto che questa classe governa il mondo, governa tutto, decide quali sono gli investimenti, ciò che si produce nel mondo, decide con le sue operazioni finanziarie, qual è il costo delle derrate alimentari primarie il costo del mais, del riso, prezzi che sono vitali per circa la metà della popolazione del mondo.
Quando questi prezzi di alimentari di base aumentano di un punto percentuale, secondo i calcoli della Fao, 15 milione di persone entrano nel numero degli affamati.
Tra il 2006 e 2008, per le speculazioni finanziari, presentate in modo allegro da uno della Doich Bank invitava i piccoli risparmiatori a comprare titoli delle derrate alimentari, il risultato che il numero degli affamati in due anni, aumentato di 100 milioni, e nel 2008 hanno passato il miliardo. Se si pensa che questa classe governa il mondo..

Il governo dell’economia mondiale presuppone un forte aggancio con la politica, esistono norme relative all’economia, ai prodotti finanziari. Le leggi le fanno i politici che stanno nei parlamenti nazionali, e che influiscono sulla nomina di coloro che influiscono stipulano accordi internazionali, dal vecchio accordo di Bretton Woods sino agli accordi interbancari di Basilea uno e Basilea due, che ora ha partorito Basilea tre. L’accordo generale sulle tariffe e sui servizi, su cui per esempio protestano gli ambulanti di Porta Palazzo, stipulano gli accordi dell’organizzazione mondiale del commercio e influiscono massicciamente sulle decisioni di organismi sovranazionali come la Commissione europea.

Il Problema sono soprattutto le corporation finanziarie e transnazionali, ma lo stesso vale per gli investitori finanziari, ma anche per aziende non quotate, si pongono il problema di come far nascere delle leggi in modo che non sia necessario combatterle o ratificarle, come farle nascere già conformate in modo tale da fare i loro specifici interessi.

Gli strumenti utilizzati sono molti, vanno dalla lobby (significa letteralmente corridoio, cioè battere il corridoio cercando di pescare il deputato il senatore, il segretario ecc per far passare i messaggi), lobbing palesi o occulte.
Le due aziende private di Woscinton e Bruxelles sono le lobby delle grandi corporation, a Woschinton sono circa 60 mila persone. A Bruxel si presume che i lobbisti che hanno come compito specifico quello di influenzare le leggi, sono circa 15000 persone a tempo pieno.
Ci sono gli uffici legali che dispongono i disegni di leggi, comunicati, nel momento più critico della crisi, nel giugno 2008, il G20 si riuniva a Londra ed emanava un comunicato per porre rimedio al disastro incombente, era un rapporto della federazione finanziaria internazionale con sede a Londra.
Ci sono anche i contributi finanziari, che sono elementi imprescindibili della politica negli Stati uniti, non esiste nessun parlamentare americano che sia anche democratico, che non abbia ricevuto milioni di dollari dalle corporation.

Le ultime campagne presidenziali sono costate più di 500 milioni di dollari, che vengono dalle grandi corporation, la stima che nelle ultime elezioni, su 500 m circa il 55% sia andato al candidato repubblicano e il resto a Obama, che poi ovviamente ha difficoltà far passare le riforme, perchè nei corridoi c’è sempre qualcuno pronto a ricordare da che parte sono venuti i fondi per le elezioni.
Ci sono poi le trasmigrazioni, per cui si stima che almeno il 30% che lasciano la carica per esaurimento del mandato, assunti con stipendi da 1 o 2 milioni l’anno dalle corporation delle quali hanno fatto parte in precedenza, l’intreccio tra economia e politica strettissimo.

Questi intrecci sono stati molto evidenti per il passato, non sono cosa nuova, anche con le banche. Molto di questi, la maggior parte delle azioni che questa classe finanziaria transnazionale compie,avvengono all’interno di leggi, di norme, quasi tutto perfettamente legale. Ci sono anche delle devianze, errori, perchè anche le mele marce non potrebbero compiere quel cammino di degrado, se non operassero grazie a leggi che consentono di fare una lunga strada prima di arrivare al bilancio falsificato, alla truffa nei confronti di azionisti, o a bancarotte per 50 miliardi di dollari dei fondi di investimento di Madoff, condannato a 150 anni di carcere, ha operato per più di 10 anni con un suo fondo personale che prometteva e pagava soldi mirabolanti. E’ stato per molti anni presidente della borsa tecnologica più famosa del mondo, Nasdak, ha operato sotto gli occhi di tutti, ha subito almeno tre ispezioni federali, che hanno segnalato che c’era qualcosa di incongruo in uno che, dove tutti pagano interessi del 5 7 % pagava interessi del 15. Ma anche queste eccezioni in senso di frodi, non si potrebbero verificare se non ci fossero leggi accondiscendenti che proteggono la classe capitalista transnazionale compie frodi ogni giorno in modo perfettamente legittimo.

Anche l’Europa ha fortemente contribuito a far si che il mondo sia governato dallo 0,15 % della popolazione mondiale, mentre ci sono quelli che ne pagano le conseguenze in termini di disoccupazione, perdita della casa, prezzi troppo elevati del cibo. Questa asimmetria, tra una una oligarchia piccolissima su un totale di 6 miliardi e mezzo del mondo, reso possibile dal fatto che anche sul piano culturale, politico, della invenzione delle proposte di legge, essa ha avuto e conseguito un grandissimo successo .

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