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Il Caucaso, altro focolaio di odi interetnici

agosto 12, 2015 • Articoli, Mondo, z in evidenza

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Redazione

Oggi è chiaro a chiunque che il Medio Oriente è una fucina di rivalità profonde e pericolose fra gruppi che convivono da secoli, ma sono divisi da lievi varianti di culto, o dalla convinzione di appartenere a etnie diverse

. Altre zone hanno caratteristiche simili: parti dei Balcani e la regione del Caucaso, l’Af-Pak, come si definisce per brevità l’insieme di Afghanistan e Pakistan, nonché la Nigeria, il Ruanda-Burundi … ogni area del mondo in cui ci siano tre condizioni: un radicato sottosviluppo economico; la presa di coscienza che si può vivere ben diversamente, come si vede attraverso internet o la TV; l’assenza di progetti e prospettive di sviluppo locali. Le popolazioni del Caucaso, apparentemente tranquille e integrate sotto l’Unione Sovietica, oggi sono alla ricerca di indipendenza e di rivincita.

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Anche i Circassi vogliono uno stato:

Mukhamed Cherkesov, leader di Adyghe Khase, organizzazione di Circassi, ha annunciato che il gruppo terrà presto un Congresso per stilare la richiesta di una Repubblica Circassa autonoma all’interno della Federazione Russa. La Russia è preoccupata. Probabilmente il Cremlino risponderà con la repressione e cercherà di spezzare i rapporti che gli attivisti circassi hanno stretto all’estero.

I Circassi sono presumibilmente il gruppo indigeno più antico del Caucaso settentrionale. Un tempo pagani, poi cristiani, ora sono prevalentemente islamici sunniti. In Russia ne sono rimasti circa 700 000, mentre dai 4 agli 8 milioni vivono all’estero. Nel XIX secolo, dopo la conquista della regione da parte dell’Impero russo, i Circassi fuggirono o furono deportati, per lo più in Turchia, ma anche in Giordania e in Siria. Da decenni i Circassi chiedono che quanto accaduto al loro popolo venga definito genocidio, ma la comunità internazionale non acconsente.

Nel periodo sovietico il Cremlino adottò una politica volta a dividere i gruppi etnici e a mischiarli con etnie rivali. Perciò i Sovietici suddivisero i Circassi in tre diverse repubbliche autonome – Adygea, Kara?aevo-Circassia e Kabardino-Balkaria. Cercarono inoltre di sviluppare in loro una forte identità sovietica, per evitare che si unissero ad altri gruppi musulmani della regione, come i Ceceni o gli Abcasi, che li consideravano “fratelli”. Per mantenere la divisione e impedire la formazione di un gruppo abbastanza forte da insorgere, i Sovietici proibirono gli spostamenti dall’una all’altra regione.

Negli anni ’90, dopo la caduta dell’URSS, secondo un sondaggio il 65% dei Circassi voleva restare nelle repubbliche in cui viveva, ma nel 2010 il 77% dei Circassi dichiarava di volere una propria repubblica. In questi anni i Circassi si sentono vittime di discriminazioni. Nella repubblica Kara?aevo-Circassia sono il 16% della popolazione ma non hanno seggi in parlamento; in Kabardino-Balkaria sono il 57% ma hanno meno del 10% delle terre residenziali, agricole e commerciali.

La repubblica di Adygea, dove alla fine dell’epoca sovietica i Circassi erano meno del 25% della popolazione, è totalmente circondata da territorio abitato da Russi e qui i Circassi sono sempre stati ben integrati. Così i Russi hanno permesso che un Circasso, Aslan Tkhakushinov, ne diventasse il presidente, 15 anni fa. Tkhakushinov ha mobilitato la diaspora circassa per promuoverne il ritorno nel Caucaso, così negli ultimi quindici anni i Circassi sono diventati il 48 % della popolazione dell’Adygea, ed è proprio qui che le rivendicazioni hanno preso forma organizzata.

Tutte le repubbliche del Caucaso stanno risentendo degli effetti del declino economico della Russia. Nelle tre repubbliche circasse la produzione industriale è scesa mediamente di un terzo negli ultimi due anni e gli investimenti si sono dimezzati. I sussidi federali si sono ridotti, eccetto che in Cecenia e Inguscezia, dove il Cremlino investe molto per tenere a freno il malcontento e le possibilità di insurrezioni islamiste. Questo però non piace alle repubbliche limitrofe, tranquille e ordinate, che invece vedono calare il tenore di vita dei cittadini.

Il movimento separatista circasso si è consolidato negli ultimi sette anni, dando origine a diversi gruppi giovanili che gestiscono siti e blog via internet, superano le barriere territoriali e unificano le rivendicazioni. Prima delle Olimpiadi di Sochi del 2014 i Circassi hanno organizzato manifestazioni di protesta, affermando che i Giochi si sarebbero svolti sul suolo della loro patria storica. Dozzine di politici attivisti e giornalisti circassi furono arrestati e i siti internet bloccati. Ora il Cremlino inizia a temere che si possa scatenare un altro conflitto, e che si saldi la solidarietà fra Circassi e Ceceni. A dicembre 2013 anche l’Emirato del Caucaso, organizzazione cecena, ha accusato la Russia di organizzare le Olimpiadi nelle terre in cui giacciono i resti delle vittime di un genocidio, quello circasso, e con questa scusa ha lanciato un attacco sulla città russa di Volgograd.

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