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In ricordo di William Hurt, attore di rara espressività

marzo 30, 2022 • Paralleli, z in evidenza

 

di Roberto Zadik –

La sua scomparsa improvvisamente annunciata, dopo quattro lunghi anni di malattia, ha gettato nel “Grande Freddo” , citando uno dei suoi film più famosi , il pubblico internazionale, specialmente la mia generazione fra i 40 e i 50 anni, che ben se lo ricorda in interpretazioni memorabili come “Il bacio della donna ragno” , “Turista per caso” o “Smoke”.

Il carismatico ed enigmatico “camaleonte del cinema” William Hurt attore raffinato, profondo e di rara espressività ci ha lasciato domenica 13 marzo, una settimana prima di compiere 72 anni.

Prevedibilmente, diluvi di omaggi hanno inondato il web ma pochi ne hanno approfondito la complessa, magnetica e introversa personalità. Chi era  davvero e perché è stato così importante per il cinema degli ultimi 40 anni?

Figlio di una famiglia benestante, assieme ai genitori , girò il mondo cambiando spesso residenza  sempre in cerca di sfide e di risposte esistenziali; forse per questo motivo si iscrisse alla facoltà di Teologia. Alla ricerca nuovi orizzonti ,dalla fine degli anni ‘70, si imbarcò nell’incerto e scintillante mondo del cinema.

Nonostante la tenacia e la professionalità nel suo lavoro di attore, elogiata da vari colleghi alla sua scomparsa, Hurt è sempre stato refrattario alle mondanità, alle interviste ed alle frivolezze hollywoodiane, preferendo la pace della vita famigliare allo scintillio dei riflettori. Quale era la sua reale personalità dietro le mille maschere dei suoi ruoli, dal già citato” Grande Freddo”, affresco generazionale di eccelso livello, all’erotismo di “Brivido Caldo” fino alle palpitanti interpretazioni come nell’inquieto “Dentro la notizia”?

Un bell’articolo della rivista “Esquire”, firmato dal giornalista Jack Kroll nell’ottobre  1986 , fornisce alcuni succosi dettagli sul suo complesso carattere. Insicuro e modesto, nonostante fosse all’apice della sua fama, nel suo decennio più fortunato, gli anni ‘80, William Hurt arrivò ad affermare “non sono un uomo di talento ma solamente molto focalizzato sul suo lavoro”. Estremamente riservato e refrattario nel rilasciare interviste, come altri divi molto schivi, da Bob Dylan a Lou Reed, a Freddie Mercury al nostrano Battisti, a quanto pare quando si lasciava andare sapeva sorprendere l’intervistatore con la brillantezza e l’arguzia delle sue risposte.

Antidivo dichiarato, nell’articolo in questione, definì, con il suo caustico ed elegante senso dello humour , Hollywood come “una torre di Babele”; da vero intellettuale, più incline all’astrazione e alla fantasia che alla concretezza, infatti disse “preferisco sostituire la guerra con l’immaginazione”. Estremamente sincero e a volte sarcastico, l’articolo sottolinea come Hurt detestasse le risposte facili ed i luoghi comuni, le ipocrisie e la retorica.

Un attore estremamente onesto e di grande spessore che, stando a quanto ha affermato sempre nello stesso articolo l’amica e collega Sigourmey Weaver, famosa per film come “Alien”, “non temeva di apparire sgradevole”. Ebbene la stessa personalità combattiva e sensibile, riflessiva e schietta ha caratterizzato i suoi film e la scelta di ruoli e registi “impegnati” e di alto livello culturale.Per citarne alcuni, l’amico Lawrence Kasdan, talentuoso regista ebreo americano con cui girò alcuni dei suoi titoli migliori, da Il “Grande freddo “a “Turista per caso”, il  maestro dell’horror ,suo correligionario ,David Cronenberg in “An history of violence”ed il bravo Michael Apted che lo volle per il thriller “Gorky Park”.

Negli ultimi anni si cimento’anche in ruoli più “leggeri” , come nella sua unica produzione italiana, diretto da Franco Zeffirelli in “Jane Eyre” . Fra i suoi tanti film , non si possono non citare due delle sue parti più difficili come quelle interpretate nello stravagante “Stati di allucinazione” ,diretto dal geniale Ken Russell famoso per opere rock come “Tommy” , e nel “Il bacio della donna ragno” del regista brasiliano Hector Babenco .

Tra i vari ruoli e generi nei quali si è cimentato, ha avuto una spiccata predilezione per parti drammatiche e decisamente “forti” quali la dark comedy “Ti amerò fino ad ammazzarti”.Hurt seppe mantenere grande espressività, senso della misura e classe, evitando volgarità e ruoli declassanti; molto versatile ed intenso, sullo schermo e  nella vita, era colto e poliglotta.

Hurt fu estremamente irrequieto nella sua vita privata, si sposò più volte, una delle quali con la famosa attrice francese Sandrine Bonnaire, separando però sempre la sua carriera dalla privacy , lasciandoci il ricordo di un interprete memorabile, capace di entrare nell’anima dei suoi personaggi, di svelare la psicologia altrui rivelando poco o nulla di sé.

Consumato dal tumore alla prostata,  diagnosticato nel 2018, vincitore di vari Oscar, padre di quattro figli, Hurt ha vissuto una vita ed una carriera estremamente intensa ma con discrezione, classe e garbo.  Dopo Monica Vitti e Lina Wertmuller, un altro grande del cinema ci abbandona in un mondo dello spettacolo sempre più scuro, sul quale talenti come lui, illuminavano tutto quello che li circondava.

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