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Le porte infernali

novembre 15, 2021 • Agorà, z in evidenza

di Davide Cavaliere –

Non credo alle teorie del complotto, soprattutto se imbevute di elementi esoterici ma, per una volta, come Fox Mulder della celebre serie televisiva X-Files, anche io «voglio crederci». Come un paranoico metterò insieme delle coincidenze, fino a formare una trama.

Il punto di partenza è il quindici ottobre del corrente anno. In quella data sono accaduti due eventi importanti: alle scuderie del Quirinale, colle sacro al dio Quirino, protettore delle attività pacifiche degli uomini liberi e antica sede del papato, è stata inaugurata la mostra dell’anno, intitolata Inferno e curata dal più importante critico vivente, il francese Jean Clair. In quel medesimo giorno, che ricordo essere il quindici ottobre, è scattato l’obbligo di «green pass» per accedere al luogo di lavoro, data che coincide con il numero del tarocco del diavolo, solitamente rappresentato come un essere dalla fattezze mostruose che tiene incatenati per il collo un uomo e una donna, metafora dell’umanità. La mostra rientra nelle celebrazioni per il VII centenario della morte di Dante Alighieri. I festeggiamenti danteschi sono iniziati il ventisette marzo, perché aprire la mostra il quindici ottobre? Ma soprattutto: perché celebrare solo l’inferno?

Il trentuno ottobre, giorno dei morti, notte di Halloween, Mario Draghi ha condotto i potenti della terra, riuniti per il G20, per i corridoi del Quirinale, mostrando loro capolavori pittorici raffiguranti Satana e le torture inflitte ai dannati. Il testo che presenta la mostra si apre con una citazione tratta dal libro dell’Apocalisse:

«Il grande dragone fu precipitato, l’antico serpente, che si chiamava Diavolo e Satana, il seduttore del mondo intero; fu precipitato sulla terra, e i suoi angeli furono precipitati con lui».

Dragone, Draghi… chi può affermare che l’ex presidente della BCE non assomigli a un rettile? A ben vedere è anche un seduttore; in Italia ha sedotto tutti, non c’è politico o giornalista che non abbia stima dell’attuale presidente.

La principale attrazione della mostra è di di Auguste Rodin, si tratta di un modello in scala de La porta dell’inferno, un monumentale portale di sette metri, raffigurante scene dell’inferno dantesco. Auguste Rodin, morto prima di terminare l’opera in questione, non era solo un artista, ma anche un mago nero, assiduo frequentatore di cenacoli massonici e satanisti. Era amico e collaboratore di Aleister Crowley, esoterista noto con il nome di «la bestia 666» e fondatore di una setta chiamata Thélema, basata su antichi culti Egizi e riti di Magia sessuale. La sconcertante figura di Crowley ispirò allo scrittore britannico W. Somerset Maugham il personaggio di Oliver Haddo, stregone demoniaco presente nel romanzo Il mago.

Le porta dell’inferno sono un rovesciamento delle Porte del Paradiso del Ghiberti e la loro storia è abbastanza strana: Camille Claudel, amante dello scultore, sorella dello scrittore Paul Claudel, scrisse che Rodin la scolpì per evocare il demonio.

Rodin era amico anche di Gaston de Pawlowski, scrittore, occultista, teorico della quarta dimensione e autore di un libro di enorme successo, oggi completamente dimenticato: Voyage au Pays de La Quatrième Dimension, apparso nel 1912. Il curatore della mostra al Quirinale, Jean Clair, ha studiato il testo di Pawlowski e lo ha messo in relazione con una creazione di Marcel Duchamp, il padre degli orrori dell’arte contemporanea, chiamata Grande Vetro. Scrive Clair:

«Pawlowski immagina un cammino dell’umanità nella sua ascensione verso la felicità attraverso tre tappe, una specie di palingenesi sociale, il cui motore sarebbe la scoperta progressiva delle leggi della quarta dimensione. La prima tappa è quella del Leviatano – spirito anarchico, Pawlowski ha spesso strane premonizioni sull’immediato avvenire della società. La seconda è dominata dalla monarchia assoluta dei Sapienti. Questa tappa, senza alcun dubbio la più lunga, ci offre descrizioni ora affascinanti ora esilaranti delle invenzioni di quegli stessi sapienti: trapianto del cervello, dissociazione della materia, materializzazione di incubi tridimensionali, creazione di batteri giganti, fabbricazione di nani, riproduzione della razza mediante congegni extrauterini, amore industriale, rivolta delle macchine, ecc. La terza parte si apre sull’età dell’Aquila d’Oro, che è l’Età di Eros risorto e rigenerato, sintesi di tutte le scoperte accumulate dall’uomo, ma affrancata dai loro pericoli e, al tempo stesso, presentimento di una sorta di eternità radiosa attraverso la “Coscienza unica” della quarta dimensione».

Se avete l’impressione di vivere tra la prima e la seconda tappa, siete solo suggestionabili (o forse no).

Pawlowski descriveva la quarta dimensione come una realtà dov’era possibile entrare in contatto con entità interdimensionali, nella quale l’essere umano viene condizionato da un metallo e si trova in intima unione con le macchine, nelle parole di Clair: «Per Duchamp come per Pawlowski il senso di questo mutamento è chiarissimo: è la Macchina che ormai ha sostituito il principio divino». Sia La porta dell’inferno di Rodin che il Grande Vetro di Duchamp sono portali. Intendono, forse, propiziare la venuta di potenze oscure?

Inoltre, se il delirio transumanista di Pawlowski vi ha ricordato quelli dell’inventore di Facebook, siete sulla strada giusta. Proprio in questi giorni, Zuckerberg ha parlato di Metaverso, il nuovo social che assorbirà tutti gli altri in una realtà virtuale nella quale ci si muoverà con degli avatar.

Se quanto detto finora lo si mette in rapporto con quanto avvenuto negli ultimi due anni, con una particolare attenzione ai diritti religiosi calpestati, emerge un quadro inquietante, fatto di corpi bruciati per timore del contagio, festività abolite e chiese violentate da dispensatori di gel disinfettante, mascherine e nastri segnaletici.

Il tutto è andato di pari passo con l’avanzare di una nuova spiritualità legata alla Madre Terra, al clima, a Greta e a tutto il circo etnofeticista e neopagano del movimento ambientalista. Come dice il giornalista Laurent Larcher, «il cristianesimo  nell’ecologia è la religione da superare per ritrovare il senso della natura».

Per una qualche ragione, molti oppositori della tessera verde sembrano aver percepito la dimensione satanica delle misure adottate, forse per questo i portuali di Trieste sono spesso con le mani giunte in preghiera a recitare il rosario. Fatto mai visto prima.

L’Italia, da sempre considerata terra sacra a Dio, è al centro di un rito iniziatico di enormi proporzioni o si tratta solo di coincidenze? Al lettore la risposta. 

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