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Lo schema Ponzi

novembre 3, 2021 • Io Leggo, Uncategorized

 

di Nathan Greppi – 

Visti gli ultimi eventi che hanno segnato la società e la politica statunitense, nonché la crisi economica globale, le generazioni più giovani potrebbero faticare a immaginare che c’è stato un tempo in cui erano in molti a credere nel “sogno americano”: l’idea che ogni uomo che immigrasse negli Stati Uniti, a prescindere dalle sue origini, potesse arricchirsi e realizzarsi attraverso il duro lavoro. Sicuramente ci credevano i numerosi italiani che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento emigrarono nelle grandi città della costa est, come New York e Boston.

Ben presto però anche loro dovettero fare i conti con una realtà meno rosea rispetto alle aspettative, tanto che i loro sogni furono spesso sfruttati da arrampicatori sociali che li ingannarono per il loro interesse personale: uno di questi fu senza dubbio Carlo “Charles” Ponzi (1882 – 1949), considerato uno dei più grandi truffatori della storia e noto per aver inventato un sistema di frode che prende il suo nome, lo “Schema Ponzi”, con il quale si fece dare con l’inganno un totale di circa 15 milioni di dollari da 40.000 investitori.

La sua storia è stata recentemente raccontata nel romanzo biografico Lo schema Ponzi. Romanzo di una truffa, scritto a quattro mani da Paolo Bernardelli e Filippo Mazzotti e pubblicato dalle Edizioni Piemme.

La storia si svolge prevalentemente a Boston, dagli anni ’10 del secolo scorso al 1920: Carlo Ponzi, inizialmente un immigrato semisconosciuto e senza un lavoro stabile, un giorno mise in piedi una società che prometteva a chi gli prestava soldi di restituirglieli con interessi del 50%. La voce si sparge, e così dopo una riluttanza iniziale delle prime persone che contatta riesce a coinvolgere dapprima la comunità italiana di Boston, poi altri ceti medio-bassi, arrivando all’alta società WASP e persino a diventare il maggiore azionista della principale banca locale. Tuttavia, alla fine le sue promesse di rendere tutti più ricchi si riveleranno una colossale menzogna, portando ad un triste epilogo sia per lui che per coloro che gli stavano vicino.

In ogni capitolo la storia è narrata in prima persona da un personaggio diverso, che per qualche ragione ha avuto a che fare con Ponzi e lo descrive dal suo punto di vista: la moglie Rose che lo amava pur sapendo poco di lui; il giovane immigrato Emanuel che si mise al suo servizio per aiutare la famiglia e la sua innamorata; l’aspirante giornalista Edda che finì per imbattersi nella sua storia.

Ognuno esprime un punto di vista diverso, ma da tutte le loro versioni si riesce a ricostruire l’immagine di un uomo che ha mentito per tutta la vita, sia negli affari che in famiglia, e che sognava di diventare più ricco e potente di chiunque altro.

Questa sua ambizione lo portò dapprima ad una grandiosa ascesa, e in seguito ad un rapido declino che lo condusse alla rovina. Infatti, quello che per alcuni mesi era stato un milionario finì in prigione più volte, e dopo varie traversie morì in un ospedale per poveri a Rio de Janeiro.

Ai racconti dei vari personaggi si alternano lettere e messaggi per telegrafo relativi a Ponzi e alle discussioni su di lui. Il co-autore Mazzotti, che con Ponzi ha in comune il fatto di essere nato il 3 marzo a Lugo di Romagna (in provincia di Ravenna), ha sviluppato la storia partendo da un soggetto scritto in origine per il cinema, al corso di sceneggiatura della Scuola di scrittura Belleville. Non a caso, l’altro autore Bernardelli è uno sceneggiatore, avente esperienza anche come giornalista.

La storia si svolge un secolo fa, ma potrebbe benissimo essere ambientata ai giorni nostri: lo schema venne utilizzato anche da Bernie Madoff, che nel 2008 fu arrestato per aver raggranellato con lo stesso metodo decine di miliardi di dollari. Negli anni altri truffatori hanno emulato Ponzi in giro per il mondo, dalla Cina alla Tunisia, a dimostrare che il tema è ancora fortemente attuale.Lo schema Ponzi

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