MENU

Un inafferrabile momento di felicità

settembre 10, 2021 • Io Leggo

di Nathan Greppi –

 

Isaac Bashevis Singer, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1978, è stato uno dei più grandi scrittori di lingua yiddish: nella sua narrativa si può trovare dramma, umorismo, ironia, e non ultima un’alta concentrazione di eros. Il tutto avvolto da quel senso del mistico che per secoli è stato alla base di tutto un mondo ebraico che oggi non esiste più, quello degli shtetl nell’Europa orientale spazzati via dai nazisti. 

A trent’anni dalla sua morte avvenuta nel 1991, e in occasione della pubblicazione postuma di due opere rimaste inedite fino a pochi anni fa, Il ciarlatano e Keyla la Rossa, pubblicate in Italia in anteprima mondiale, esce nelle librerie un saggio che racconta con grande passione la natura della letteratura di Singer: Un inafferrabile momento di felicità. Eros e sopravvivenza in Isaac B. Singer, scritto dalla giornalista Fiona Diwan e pubblicato da Guerini e Associati. 

Il libro, sviluppato a partire dalla tesi di laurea dell’autrice per il corso di Studi Ebraici dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), presenta anche un’introduzione di Roberta Ascarelli, docente di Lingua e letteratura tedesca all’Università di Siena, e una postfazione della scrittrice armeno-italiana Antonia Arslan.

Nella prima parte del saggio la Diwan, che dopo aver lavorato per quotidiani e riviste nazionali oggi dirige il mensile Bet Magazine della Comunità Ebraica di Milano, parte dalla giovinezza dello scrittore, quando da ragazzo viveva nel quartiere ebraico di Varsavia che divenne tra le prime fonti d’ispirazione per i suoi romanzi e racconti. Viene analizzata la sua passione per la scrittura, sviluppatasi di pari passo con il suo crescente interesse per lo studio della Torah da un lato e per le relazioni con le donne dall’altro, in un paradossale intreccio tra sacro e profano che segnerà tutta la sua carriera.

La seconda parte è incentrata in particolare sul suo romanzo Il ciarlatano, pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista ebraica newyorkese Forverts tra il dicembre 1967 e il maggio 1968, e la cui prima traduzione non solo italiana ma a livello mondiale è uscita solo nel 2019 per Adelphi: il protagonista, Hertz Minsker, è un alter ego dell’autore, un immigrato ebreo polacco a New York durante la Seconda Guerra Mondiale. In lui sono presenti molte caratteristiche del vissuto personale di Singer, comprese le sue imprese da seduttore.

Infine, la terza e ultima parte si concentra sull’altro romanzo inedito, Keyla la Rossa, pubblicato anch’esso a puntate sul Forverts presumibilmente tra il 1976 e il 1977, e tradotto in italiano sempre dall’Adelphi nel 2017, facendone la sua prima pubblicazione come volume unico a livello globale.

Ambientato agli inizi del ‘900 prima a Varsavia e poi nel Lower East Side di New York, come ha spiegato la Ascarelli su Bet Magazine, è una gangster story che l’autore non volle pubblicare nel timore di reazioni antisemite. Di entrambi i romanzi, la Diwan racconta la genesi e le vicende tramite un’attenta e minuziosa ricostruzione storica.

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »