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La neutralizzazione della democrazia

luglio 25, 2021 • Politica, z in evidenza

di Stefano Bonacorsi –

Strano paese l’Italia, quello dove in questi giorni si “celebra” l’anniversario del G8 di Genova, con
tanto di speciali sulla democrazia sospesa in quei tre giorni di follia voluta sia dal movimento No
Global, sia da forze dell’ordine con mani mai così pruriginose. Che gli abusi da parte di polizia e
carabinieri ci siano stati è fuor di dubbio, che siano stati cercati e persino provocati lo è ancora
meno. Allora come oggi, ripetono che i poliziotti stavano picchiando dal lato sbagliato della strada,
che i facinorosi erano altrove, che se la son presa con chi non c’entrava, addirittura falsificando
prove e quant’altro. Tutto vero, tutto finto, ci sono stati i processi, esiste una verità ufficiale e
un’altra no. Quello che si sa è che la tensione fu voluta e cercata.

Quello che fa strano semmai è che oggi si ricordi una sospensione dei diritti, invero abbastanza
circoscritta a una grande città e per alcuni giorni, comunque in una situazione straordinaria come
un vertice mondiale, il G8, che era stato preceduto, almeno dal vertice WTO di Seattle del 1999 e
fino a quel momento, da episodi di violenza simili però senza morti; mentre oggi nessuno alza un
dito che sia uno per esprimere almeno perplessità relativamente a una reale sospensione del
diritto e della democrazia in virtù di una pandemia, ma soprattutto di protocolli sanitari che niente
hanno a che fare col diritto l’economia e i tanto sbandierati diritti sociali.

Nel 2001 si contestava il globalismo che oggi va di gran moda, ma è un globalismo strano quello
che abolisce le frontiere ma allo stesso tempo fa sì che per varcarle occorra dimostrare un
patentino d’immunità rispetto a un virus contagioso sì, ma che solo in minime percentuali è letale.
E mentre magari si grida al razzismo per qualsiasi malinteso possibile, o al sessismo anche solo
per un apprezzamento minimo, si prova ad instaurare un regime di apartheid, per dividere il mondo
in buoni, quelli che si sono sottoposti all’esperimento di massa; e cattivi, coloro i quali, senza
essere necessariamente degli elettori di Sara Cunial, esprimono perplessità circa l’importanza del
contenimento del contagio, sottoposto però a restrizioni di libertà.

Vent’anni fa i cattivi erano manganellatori, certamente fascisti e autoritari, del resto in Italia c’era
appena stato il varo del Berlusconi II, in Francia c’era il gollista Chirac, in Gran Bretagna Blair (ma
sappiamo quale era il suo laburismo), e negli Stati Uniti c’era George W. Bush, che di lì a poco.
sulla scia dell’attentato alle Torri Gemelle avrebbe scatenato la guerra in Afghanistan e
successivamente quella in Iraq. Tutti regolarmente eletti con mandato popolare pieno.

Oggi invece abbiamo le democrazie illuminate al comando, eterodirette dall’Unione Europea che
ha un parlamento ma non ha rappresentatività, dominano figure non meglio determinabili come
Macron, negli Stati Uniti c’è Joe Biden che ha probabilmente scippato la vittoria elettorale al maiale
Trump, in Gran Bretagna c’è il conservatore Boris Johnson ma non è più nella UE e per questo è
brutto e cattivo, in Italia abbiamo Mario Draghi eletto da nessuno ma riconosciuto santo e apostolo
più o meno da tutti.

Eppure, con questo bel fiorire di personalità, assistiamo a una sospensione delle libertà personali,
a un’autentica neutralizzazione della democrazia rappresentativa che il G8 di Genova può solo
accompagnare. Non vedete scontri di piazza? Non vedete morti ammazzati?
E allora cosa dite delle proteste di chi non ha potuto lavorare in lockdown, di chi ha perso il lavoro,
di chi si è suicidato, di chi è entrato in ospedale non ha più visto parenti e quant’altro e poi ne è
uscito in un mucchietto di cenere, con buona pace dei loro cari?
E che cosa dite di questo meraviglioso lasciapassare che dovrebbe servire a tracciare il contagio,
proprio nel momento in cui non valgono più i contagi per stabilire le restrizioni, ma i ricoveri
ospedalieri? Tutta meravigliosa democrazia che fiorisce?

La realtà dei fatti, è che la democrazia, che dovrebbe essere il migliore dei sistemi possibili, ha la
possibilità di scegliere i suoi nemici e oggi, quei nemici, sono coloro che insinuano dubbi
sull’imposizione di un trattamento sanitario, quando ancora non sono stati stabiliti protocolli di cura
efficaci, risolti i problemi delle classi pollaio a scuola, assunzione di sanitari, potenziamento di
ospedali, sovraffollamento dei trasporti.

Dietro al green pass, e alla sospensione della democrazia,
c’è l’inefficienza di uno Stato che cambia i volti del potere, ma non i modi di agire.
E se è pacifico constatare che a Genova nel 2001, lo Stato abusò del suo potere, vent’anni dopo è
grottesco ricordarlo, senza tenere in considerazione la modalità più subdola adottata dai “buoni” di
oggi.

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