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SS9 Beat (Strada Statale 9 Beat)

luglio 19, 2021 • Io Leggo

di Nathan Greppi – 

Anche se oggi i gusti sono cambiati molto, c’è stato un tempo in cui la musica beat fece una vera e propria rivoluzione in Italia, rinnovando il panorama musicale italiano nonostante fosse disprezzato dalle vecchie generazioni. Nonostante i gruppi più famosi del genere fossero stranieri, e in particolare inglesi, non sono mancati in Italia gli artisti che si sono cimentati con successo in questo genere ottenendo un buon riscontro a livello locale e nazionale, specialmente tra gli anni ’40 e i ’70. Una storia che è stata raccontata da una prospettiva locale e vicina al territorio nel libro SS9 Beat (Strada Statale 9 Beat), scritto da tre autori e pubblicato nel 2019 dalla casa editrice Gemini Grafica. 

L’area geografica dalla quale provengono la maggior parte dei musicisti citati, così come gli autori del volume, è la zona sud della provincia milanese; non a caso la pubblicazione è stata patrocinata da due comuni importanti del posto, Melegnano e Vizzolo Predabissi.

La prima parte del libro è stata scritta da Vitantonio Palmisano, giornalista del quotidiano locale Il Cittadino di Lodi e docente di storia e filosofia in istituti tecnici, e racconta la storia dei principali gruppi musicali beat che, in un arco di tempo che va dal 1944 al 1971, sono nati in particolare nelle provincie di Milano, Lodi e Cremona. Tra i gruppi che in quei decenni ebbero più successo a livello locale troviamo i Fagin, Giampiero “Gigo” Grandi e I Golg 77, tutti originari di Melegnano. 

Ci furono poi casi di artisti che iniziarono esibendosi nell’hinterland milanese per poi diventare famosi in tutta la penisola; è il caso ad esempio di Adriano Celentano, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber. Un altro caso particolare è quello dei Doctores, quartetto attivo negli anni ‘50: di loro nessuno si ricorda, ma quello che al tempo era il loro cantante e bassista decenni dopo sarebbe diventato una delle figure più importanti della politica e dell’imprenditoria italiana: Silvio Berlusconi.

La seconda parte è scritta da Graziano Vergnaghi, già autore di diversi articoli e saggi per riviste sulla storia del beat italiano. Il suo testo si occupa dei gruppi beat attivi a Lodi e provincia negli anni ’60 e ‘70, e crea un affresco su come i piccoli centri della provincia italiana devono essere stati investiti dalla rivoluzione culturale che in quegli anni stava attraversando il nostro paese. Molti di questi gruppi, pur rimanendo attivi soprattutto a livello locale, a volte incrociarono le strade con figure importanti, siglando accordi anche con Leo Wachter, l’impresario che portò a suonare in Italia grandi celebrità del calibro dei Beatles, dei Rolling Stones e di Jimi Hendrix.

Infine, la terza parte è stata scritta da Luciano Passoni, giornalista e scrittore che si occupa in particolare di cultura e storia per il giornale locale Il Melegnanese. A differenza dei primi due, Passoni racconta la storia del beat dal punto di vista di chi l’ha vissuto in prima persona, in maniera autobiografica: infatti, egli fu uno dei membri del gruppo Junior Clan, fondato a Melegnano nel 1967 e in seguito ribattezzato Il Branco. Pur partecipando e vincendo dei premi a vari concorsi musicali sul territorio, il gruppo durò solo due anni fino al 1969, quando i giovani membri vennero chiamati uno ad uno per il servizio militare.

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