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Raffaella Carrà un’artista che ha segnato un’epoca

luglio 7, 2021 • Paralleli, z in evidenza

 

 

di Roberto Zadik –

 

Sicuramente Raffaella Carrà ha segnato un’epoca, un modo di presentare e di stare in scena unico per classe, simpatia, misura e verve passando una vita sotto i riflettori fra gli applausi del pubblico. Non è stata solo un’ abile conduttrice che fra gli anni ’80 e duemila raggiunse il vertice della sua popolarità, ma la bolognese Raffaella Roberta Pelloni all’anagrafe, di padre romagnolo e madre siciliana,  in 78 anni di vita è stata molto più di una semplice presentatrice.

Fin da piccola è stata “bambina prodigio” del cinema cominciando la sua carriera nello spettacolo con un’apparizione a soli 8 anni nel film Tormento del passato e da lì non si è più fermata. Laboriosa e tenace, dopo essersi diplomata al Centro sperimentale di cinematografia iniziò negli anni ’60 oscillando fra radio e la sua passione per la recitazione al fianco di leggende della regia come Mario Monicelli ne I Compagni del 1963 o della star della canzone melodica americana Frank Sinatra ne Il colonnello Von Ryan. Ma la vera celebrità e la consacrazione professionale arrivarono negli anni ’70 quando cominciò a condurre per la Rai programmi in perfetto stile nazionalpopolare come Canzonissima assieme all’amico di una vita e collega, lo storico presentatore tv romano  Corrado Mantoni.

Protagonista instancabile, attirò sempre l’attenzione sia come showgirl brillante e spontanea lontana da eccessi e volgarità che come cantante capace di conquistare il pubblico italiano ma anche internazionale, dalla Francia ala Spagna. Nonostante questo  la sua vera vocazione era presentare, introdurre, intervistare personalità di tutti i tipi, dalla gente comune alle personalità della cultura e della politica. La Carrà era una “tuttofare” e passava con disinvoltura da vari ruoli e atmosfere, dalla serietà all’ironia, dalla musica alla conduzione di trasmissioni, quasi sempre dal tono disimpegnato e perfette per “l’italiano medio” del ventennio fra gli anni ’70 e gli anni ’90 e sembrava non passare mai di moda e non invecchiare mai eccessivamente.

Cantava le sigle dei programmi, presentava e non si fermava mai, Raffaella Carrà, scegliendo come partner e collaboratori fidati, oltre all’amico Corrado, Gianni Boncompagni e il coreografo Sergio Japino al quale è stata legata in una relazione estremamente profonda e duratura e che ne ha annunciato lunedì 5 luglio la scomparsa dopo mesi di malattia. Molto versatile e trasformista, questa vitale donna dello spettacolo, sapeva rivolgersi a tutti, dalle persone importanti alla gente comune, conquistando il pubblico con i suoi modi immediati e cordiali, quel misto di seria professionalità e sottile ironia e quella risata fragorosa che accoglieva le battute di chi la faceva ridere. Ci lascia una vera “signora della tv”che per mezzo secolo ha signorilmente dominato la scena, dalla radio, alla canzone, ottenne grande successo con brani come Fiesta del 1977 e album come Bolero degli anni ’80, alla tv che divenne la sua attività principale.

Da ricordare vari momenti televisivi fondamentali come la trasmissione anni ’90 Carramba che sorpresa, il duello con Benigni e la sua reazione fra l’indignato e il divertito nel monologo erotico comico dell’intrattenitore toscano, il duetto con Renato Zero in una versione brillante del suo successo anni ’70 Il Triangolo e la capacità unica di adattarsi a tutte le situazioni mantenendo sempre contegno, stile e sobrietà. La scomparsa di questa carismatica e riservata presentatrice lascia un vuoto enorme nel mondo dello spettacolo e una marea di ricordi in tutta la mia generazione che seduta davanti alla tv almeno una volta l’ha vista entrare in scena col suo caschetto biondo e il suo sorriso luminoso e benevolo. 

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