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Lo spettacolo inguardabile dei menestrelli di regime

aprile 21, 2021 • Cultura e Società, z in evidenza

di Stefano Bonacorsi –

Che strano mondo davvero, quello dello spettacolo in Italia… Eppure gli americani ci avevano messo in guardia col film “L’uomo dell’anno” col compianto Robin Williams nei panni di un comico che diventava, grazie a un voto elettronico fallato, presidente degli Stati Uniti. Sì, ci avevano messo in guardia dalla democrazia telematica e, appunto, dai comici che potevano diventare presidenti.

Eppure nel bel paese, siamo riusciti nell’impresa di avere un tragicomico attore decaduto, leader di un partito che definire di plastica sarebbe fargli un complimento. Ma la cosa che atterrisce più di ogni altra, è il grottesco favore di cui questo cabarettista figlio putativo di Pippo Baudo ancora gode.

Lo spettacolo inguardabileNon ci si crede infatti che solo Francesco Facchinetti, uno che di professione fa il figlio dei Pooh, si sia espresso all’interno di quello che è il nostro jet set alla carbonara, contro il monologo di Grillo, in difesa del figlio indagato per stupro.

Non ci si crede che le paladine del mee-too, quelle che se fischi al tuo cane femmina ti accusano di catcalling, quelle buone a criticar Salvini o la Meloni, non abbiano alzato una sola unghia mentre erano a farsi la manicure, in difesa di una ragazza presumibilmente violentata e, con ogni probabilità, per sempre segnata a vita da questo episodio.

 La Lucarelli di turno non ha niente da dire in merito, non a chi fa pulire le fughe delle mattonelle, ma a chi ordina di inchinarsi di fronte al proprio membro vinile approfittando di uno stato d’ebbrezza e con la violenza del branco?

Che segreti nasconde Beppe Grillo, che voi artisti da quattro soldi, rigorosamente provenienti dalle Feste dell’Unità, dai teatri stabili e dal canone Rai, avete paura che dica, dato che non avete il coraggio di dirgli che un bel tacer non fu mai scritto? Temete forse i suoi cani da guardia in parlamento? O avete paura della sua vendetta dal momento che, essendo stato lui capace di crearsi un suo movimento, un suo partito e quindi non aver più bisogno di lottizzazioni perché lui stesso è diventato lottizzazione, rischiate di restarne fuori? 

Che strano mondo davvero, quello de spettacolo in Italia… Non facciamo in tempo a scrivere del fatto che manca una colonna sonora per le proteste, sempre più intense di questi giorni (e sempre più sotterranee per i media) che eccoli, belli come il sole a “combattere” nella protesta dei bauli lo scorso 17 aprile a Roma. Eppure erano 14 mesi, come ben ha fatto notare Max Del Papa su Optimagazine, che non muovevano un dito, un sopracciglio, solo Enrico Ruggeri s’era mosso ed era già tacciato di negazionismo. Con lui tanti invisibili che sono rimasti tali anzi, sono stati coperti dai menestrelli del regime, apparsi in piazza non per sostenere, ma per occultare anche le proprie responsabilità.

E’ proprio uno strano mondo, quello dello spettacolo in Italia. Sempre in prima linea, sempre dalla parte dei giusti, sempre ad inginocchiarsi perché “Black Live Matters”, oppure la foto con la manina sporca d’inchiostro come ai tempi dei compiti in classe per non avere bigliettini, con scritto “ddl Zan”.

Andassero a farla a Theran la foto, o si inginocchiassero per Ebru Timtik, morta in carcere in Turchia, di fame e di stenti, per uno sciopero della fame a oltranza, per una condanna ingiusta, per difendere il diritto, quello vero, per un giusto processo. O dicessero che Malika, l’adolescente ripudiata dai suoi famigliari perché lesbica, viene da una famiglia mussulmana, gente che i gay li lapida. 

E’ proprio uno strano mondo, quello dello spettacolo in Italia… uno spettacolo inguardabile.

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