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La ragazza con l’occhio di vetro

febbraio 12, 2021 • Io Leggo

di Nathan Greppi –

Sebbene possano sembrare due elementi in antitesi, amore e morte sono sempre stati molto intrecciati; l’avevano già capito gli antichi greci attraverso i concetti di “eros” e “thanatos”, e ciò viene fuori in molte altre culture, occidentali e non. L’amore, inteso sia come sentimento puro che come desiderio fisico, si mescola perfettamente con il macabro nel libro La ragazza con l’occhio di vetro (e altre storie di amore dark), raccolta di 17 racconti brevi scritti da Stefano Fantelli, pubblicata a fine 2020 dall’editore Cut-Up.

Fantelli, scrittore e fumettista specializzato in storie dell’orrore, immerge letteralmente il lettore in ambientazioni piene di morte e violenza, dove anche il legame di due innamorati presenta tratti molto inquietanti: oltre ai classici rapporti sadomasochistici, ci sono quelli in cui uno dei due amanti presenta un aspetto talmente deforme da rendere difficile persino considerarlo un essere umano; come nel racconto Incantevole, dove un liceale considerato un po’ sfigato riesce a mettersi con una ragazza bellissima, che però nasconde un oscuro segreto.

Nonostante i personaggi e i contesti siano sempre diversi, vi sono tratti comuni a gran parte dei racconti: in molti le protagoniste femminili hanno una pelle chiarissima e i capelli di colori forti, rossi come il sangue o neri come le tenebre, e gran parte delle storie sono ambientate a Bologna, città natale di Fantelli, o nei paesi vicini. 

A volte un personaggio può presentare tratti che lo fanno sembrare un alter-ego dell’autore; nel racconto Passione e morte a San Pietro in Casale (BO), una giovane cameriera aspira a diventare un’autrice di fumetti, proprio quello che fa di mestiere Fantelli. In un altro racconto, intitolato E a una dea pelosa non credere mai, il protagonista si faceva chiamare “El Brujo” (“lo stregone” in spagnolo), che è anche il soprannome dell’autore quando scrive sceneggiature di fumetti.

Tra le fonti d’ispirazione di Fantelli vanno senza dubbio annoverati i racconti horror di Edgar Allan Poe e H. P. Lovecraft, oltre ai più controversi autori erotici francesi come il Marchese De Sade e Georges Bataille. Come spiega nella prefazione il fumettista Moreno Burattini, proprio Bataille sosteneva a suo tempo che l’erotismo si lega alla morte come la riproduzione alla vita; questo perché, mentre la riproduzione crea discontinuità in quanto due vite ne generano un’altra a sé stante, l’erotismo “dissolve” le persone che si uniscono perdendo ciascuno la propria individualità. 

Sebbene in ambito filosofico queste idee sono soprattutto dal ‘700 oggetto di studio in ambito filosofico, soprattutto nel campo della cosiddetta “estetica del brutto”, esse non sono del tutto moderne, ma affondano le loro radici in molte tradizioni del folklore popolare; non a caso, in alcuni racconti compaiono anche personaggi tratti o ispirati da numerose mitologie, da quella greca a quella vichinga, passando per le antiche divinità babilonesi e persino per quelle vudù e azteche.

La ragazza con l’occhio di vetro è un libro consigliato soprattutto agli appassionati di letteratura gotica e horror, che lo apprezzeranno molto, mentre non è per chi ha il cuore sensibile; a questi ultimi, leggere poche righe gli basterebbe per non dormire la notte.

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