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Opposizione non pervenuta

dicembre 1, 2020 • Politica, Uncategorized, z in evidenza

di Davide Cavaliere –

In Italia non esiste alcuna “opposizione”, solo degli alleati “esterni” della maggioranza di governo. Presidenti di regione come Zaia, Cirio e Toti sono parte del problema che viviamo. Sono fanatici sostenitori della “Covid ideologia” non meno di Conte e Speranza. Hanno fatto proprio tutta la narrazione dell’esecutivo sulla pandemia e si sono abiettamente sottomessi alle norme irrazionali imposte da Roma e le hanno fatte rispettare con un eccesso di zelo. I campioni dell’autonomia regionale battono i tacchi davanti al governo centrale. 

A luglio, il super leghista impomatato Luca Zaia affermò senza vergogna: “con qualcuno la soluzione non può che essere il Trattamento sanitario obbligatorio. Il Tso. E bisogna inasprire le pene: qui si parla di vite umane, non di divieti di sosta”. Nella medesima intervista, concessa al Corriere della Sera, lamentava la scomparsa della rilevanza penale per quanti violano le norme contro il virus cinese. Il governatore del Veneto rinchiuderebbe in un manicomio criminale quelli che, durante l’ennesimo confinamento, compiano l’atto folle di uscire per un passeggiata solitaria.

Poi c’è Cirio, un eterno indeciso, talmente insipiente che potrebbe essere il fratello dell’ex ministro Toninelli. Diverse settimane fa, in preda a un delirio securitario, dichiarò: “Abbiamo una situazione che oggi è diversa da quella di marzo, quando il Governo faceva vedere una cartina dell’Italia divisa in zone arancioni, gialle, verdi, rosse. Avevamo misure diverse per province contigue. Noi stiamo dicendo al Governo che fare lo stesso errore di marzo è sbagliato, ormai abbiamo 11 regioni che hanno l’Rt sopra a 1.5, vuol dire che hanno un rischio alto. Le misure devono essere necessariamente nazionali, perché dalla Valle d’Aosta alla Calabria il virus c’è ovunque e sta crescendo ovunque”. 

Insomma, chiese una nuova reclusione nazionale. Cirio avrebbe incarcerato ancora tutti gli italiani sulla base dei dati dubbi forniti dall’esecutivo. Ma le minchionerie proferite dal governatore del Piemonte non finiscono qui. Alla vigilia del passaggio alla “zona arancione”, l’insipido Alberto ebbe l’ardire di affermare che: “se questo passaggio premia lo sforzo che è stato fatto in queste settimane, non equivale certo a un liberi tutti. L’estate ci ha insegnato molto e nessuno in Italia può permettersi di ripetere gli stessi errori”. Dalle dichiarazioni si evince come Cirio sia allineato alla propaganda governativa, secondo cui la responsabilità della presunta “seconda ondata” sarebbe imputabile ai cittadini andati in vacanza col bonus fornito dall’esecutivo. 

Ultimo viene Toti, il governatore della Liguria, che di recente ha informato la popolazione che: “Su sci considerare anche chiusura confini Italia”. Ai federali di Conte non basta chiudere i cittadini in casa o nei comuni, ma devono anche impedir loro di varcare i confini italici. Chiusi in questo lazzaretto montato dai mass media e piegati alla irragionevolezza di Conte e accoliti.

Sorprendono anche i silenzi di Salvini. Il pingue segretario della Lega, che negli ultimi anni ha sproloquiato su tutto – da Sanremo al Medio Oriente – adesso se ne sta zitto zitto. Teme di disturbare Conte? Possibile. Una cosa è sicura: l’opposizione non esiste.

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