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Christian Live Matter

ottobre 31, 2020 • Agorà, z in evidenza

di Stefano Bonacorsi –

Se la prima cosa che balza all’occhio, dopo le tragiche vicende di Nizza, è il fatto che non si riesca a chiamare il terrorismo islamico col suo nome (il Presidente Mattarella ha parlato blandamente di “fanatismo di qualsivoglia matrice”), la seconda cosa che purtroppo in pochi notano, è che la mattanza è avvenuta in un contesto cristiano.

Sì certo, hanno detto che è morto un sagrestano, è stata decapitata una donna e un’altra è morta per le ferite riportate, e tutte e tre queste persone erano dentro alla chiesa di Notre Dame di Nizza. Qualcuno ha accennato al fatto che erano là dentro per pregare e non per fare ciò che oggi viene chiamato assembramento.

Però sul cristianesimo attaccato in casa sua, dentro ai suoi templi, nessuno ha fiatato. Attacco all’occidente sì, questo l’hanno detto, ma a cosa deve l’occidente la sua grandezza? All’ideologia marxista? All’illuminismo? No, l’occidente, se oggi è quello che è, pur se in via di decomposizione, lo deve alla cristianità, alle fondamenta greco-giudaiche che poi si sono unite nel cristianesimo.

E’ forse un caso che i testi originari della Bibbia siano in ebraico e in greco antico? Ed è forse un caso che nel mondo civilizzato la spiritualità dominante sia quella cristiana?

Quando l’Islam attacca simboli economici (le Twin Towers), o simboli della cultura (il Bataclan) un seppur timido moto d’indignazione sale, pur se edulcorato dal politicamente corretto e trincerato dietro a una non meglio definita integrazione.

Ma quando si parla di persecuzione cristiana, in occidente è come se si assistesse a un ingiustificato contrappasso. Per la serie voi avete fatto le crociate o avete sterminato i nativi americani e ora subite. Non è così, come ha ben scritto Niram Ferretti, la violenza attribuita ai cristiani fu “una superfetazione estranea ai testi dei Vangeli e dunque alla parola di Gesù” mentre nell’Islam la violenza è un “dispositivo prescrittivo che rispetta rigorosamente la parola del profeta”.

Ora, è scritturale ed è così dall’inizio della loro esistenza, che i cristiani debbano subire persecuzioni a causa del Vangelo, ma anche solo per riconoscenza, oltre che per fattori culturali, l’occidente, che tutto deve al Cristianesimo, dovrebbe anche solo per ringraziamento difendere e anzi, schierarsi apertamente in difesa dei cristiani perseguitati. Ma così non è, perché?

Perché la persecuzione (e la conseguente decadenza dell’occidente) passa dal laicismo, dall’imposizione del relativismo e, soprattutto, dallo sfottò perpetuo ai cristiani di qualsiasi confessione facciano parte.

Fateci caso: se Charlie Hebdo ridicolizza Gesù nessuno s’indigna, anzi si soffia sul fuoco, laddove invece sono tutti pronti a prostrarsi a Maometto quando anche solo ci ci ponga in termini ironici. Il dibattito è ancora acceso su Islam moderato vs Islam radicale, ma se si parla di cristiani questi sono bigotti punto e basta. Avete mai sentito un santone laico inneggiare all’aborto con un Imam? E avete mai intavolato una discussione di bioetica con dei mussulmani per sapere cosa ne pensassero?

Invece se esponenti del mondo cattolico o del mondo evangelico dicono la loro sul mondo LGBT (che i coranici buttano giù dai palazzi e poi lapidano), se dicono la loro su utero in affitto e adozioni, se dicono la loro sul fine vita, ecco che parte l’inquisizione al contrario, che le suore vengono trasformate in streghe e chi volge lo sguardo a Gesù viene considerato come una persona rimasta ferma, mentalmente, ai sentimenti della prima comunione.

La persecuzione inizia da qui, non stupiscano i magrebini che transitano per l’Italia e vanno a tagliare le gole in Francia gridando “Allah Akbar”, perché la strada è stata spianata dal politicamente corretto, da un’idea di Chiesa come organizzazione che pensa solo ai soldi (e anche qui, andrebbe fatta distinzione tra Cristianesimo e Chiesa) e da un’idea distorta di ciò che predica la Bibbia con versetti presi a caso e utilizzati al comodo proprio (vedi alla voce accoglienza ai migranti).

Così, quando i copti vengono assassinati in medio oriente, vengono internati in Corea del Nord o perseguitati in Cina, la notizia passa sotto anestetico, come se le vite dei cristiani non contassero nulla. Quando invece valgono, almeno quanto le altre, se non qualcosina in più.

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