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La realtà abiurata

ottobre 29, 2020 • Mondo, z in evidenza

di Niram Ferretti –

L’onda lunga del jihadismo continua a infrangersi sull’Europa e, in modo particolare, sulla Francia, teatro di alcuni dei più clamorosi ed efferati attentati di matrice islamica che hanno insanguinato il continente negli ultimi decenni. L’ultimo della serie è avvenuto oggi a Nizza, già colpita da un attentato jihadista nel luglio del 2016. Nella cattedrale di Notre Dame, un maghrebino venticinquenne ha sgozzato il sacrestano e decapitato una donna. Un’altra vittima è morta a causa delle ferite riportate. 

Il macellamento è avvenuto all’interno di una cattedrale, simbolo di un cristianesimo che è in ritirata dal nostro scenario ampiamente secolarizzato, e che oggi ha per guida a Roma un papa pauperista che ci dice che il vero problema, l’unico problema con cui confrontarci sono gli umiliati e offesi mentre l’Islam è da abbracciare amichevolmente nella figura di Ahmed al Tayeb, il “moderato” grande imam di Al Azhar, per il quale gli ebrei sono nemici perenni e chi esercita l’apostasia dalla religione del profeta, merita la morte.

Per i seguaci di Maometto che praticano il jihad, pratica da lui stesso praticata e istituita, si è coniato un nuovo termine, “islamisti”, come a dire che sono un’eccezione, una coterie un po’ fanatica che con le proprie gesta sanguinose snatura l’anima pia e quietista dell’Islam, nonostante, fin dall’inizio e nel corso della sua prodigiosa espansione, esso si sia fondato sulla sottomissione dei popoli conquistati, ad Allah e al suo domino incontrastato su ogni aspetto del creato.

Nessun musulmano ortodosso, per il quale il mondo si divide in due ambiti, la Casa dell’Islam e la Casa della Guerra, là dove dimorano i miscredenti che si oppongono al verbo del profeta, si considera “islamista” o  considera “islamista” la sura 9, quella che al-Bukhari, massimo tra gli esegeti musulmani, reputa l’ultima a essere stata rivelata. Essa inizia con l’abrogazione unilaterale di tutti gli accordi di pace stipulati in passato con i miscredenti. L’odio sacro che la impregna è alimento necessario alla resa dei conti tra gli ebrei e i cristiani e alla necessità del jihad contro di loro che vi è annunciata.

Il sindaco di Nizza, dopo l’attentato, ha affermato che non vi sono dubbi sulla sua matrice islamista-fascista, accorpando due aggettivi che travestono la realtà con una mascheratura assai di comodo, anche se ormai logora. Se chi pratica il jihad è fascista, allora dobbiamo rivedere in fretta la cronologia, antecedendo a Medina, nel 622, ciò che pensavamo fosse nato in Italia nel 1919. 

Il problema non è nell’”islamismo”, categoria creata ad arte da intellettuali occidentali e incomprensibile ai musulmani devoti, non è in nessuna deviazione, è invece nell’Islam stesso, il quale ha offerto per secoli e ancora offre una interpretazione sine glossa, soprattutto delle sure medinesi. 

Ma tutto questo è lettera morta. Si continuerà, in un Occidente devastato più che dal Covid-19, dal morbo del politicamente corretto, a fingere che non sia così, ad affermare contro ogni evidenza storica e scritturistica, che nell’Islam la violenza è marginale, periferica, non maggiore di quella praticata da altre religioni, cristianesimo in testa quando poteva contare sulla forza degli eserciti. Si glisserà sul fatto che mentre nel secondo la violenza fu una superfetazione estranea ai testi dei Vangeli e dunque alla parola di Gesù, nel primo essa è dispositivo prescrittivo che rispetta rigorosamente la parola del profeta. 

E così si procederà, come ormai si procede senza sosta a negare la realtà in attesa del prossimo attentato che immancabilmente avverrà. La realtà abiurata

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