MENU

Vittorio Mathieu, il filosofo che difese il valore dell’individuo

ottobre 3, 2020 • Agorà, z in evidenza

di Davide Cavaliere –

Il filosofo Vittorio Mathieu ci ha lasciati, era inconfondibile. Non solo per quel cognome così raro, dal suono francese, ma anche per la sua barbetta luciferina, che gli conferiva un’aura da accademico serio e malinconico di fin de siècle. 

Per decenni fu docente di Filosofia teoretica e poi di Filosofia morale, ma i suoi interessi non si arrestavano alla “legge morale dentro me”, poiché si estendevano al “cielo stellato sopra di me”, dunque alla filosofia della scienza, all’esperienza estetica e alla politica. Immanuel Kant, come il lettore avrà potuto intuire dalla citazione sopracitata, era uno dei suoi filosofi di riferimento, insieme a Henri Bergson. 

Docente universitario dalla fine degli anni Cinquanta, Mathieu fu tra i pochi accademici a non simpatizzare per il totalitarismo comunista. Mentre professori e studenti si cimentavano in esegesi infinite de Il Capitale, dei Grundrisse, di Che Fare? di Vladimir Ulianov Lenin, lui si dedicava a Leibniz e a una sintesi innovativa tra Kant e Bergson, chiamata “stratificazione dell’essere”. 

Se la sua gnoseologia può apparire eccessivamente specialistica, la sua filosofia politica non lo era affatto. Sulla scia di José Ortega y Gasset difese il valore dell’individuo minacciato dalla “tirannia della maggioranza” e dalle ideologie totalitarie, scientiste e nichiliste. Uno dei suoi saggi più belli, Cancro in Occidente, reca come sottotitolo “Le rovine del giacobinismo” ed è una serrata critica alle ideologie rivoluzionarie che mirano a fare tabula rasa del presente, in nome di una futura società razionale e armonica.

Il suo robusto e deciso anticomunismo lo portò a essere minacciato ripetutamente dalle Brigate Rosse e ad essere tra i fondatori di Forza Italia, in compagnia di un altro filosofo, Lucio Colletti.

Pensatore liberale, cristiano ma non confessionale, antitotalitario, innamorato di Goethe e dell’idea di Europa contro le nevrosi nazionaliste, l’originalità di Mathieu non è stata ripagata. Le suo numerose opere sono introvabili e fuori catalogo, in compenso, i suoi avversari marxisti sono ovunque, sugli scaffali di tutte le librerie d’Italia.

Esiste torto peggiore?

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »