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“Modern Educayshun”, la rischiosa deriva del politicamente corretto

giugno 21, 2020 • Mondo, z in evidenza

 

di Nathan Greppi – 

Nelle ultime settimane, hanno causato numerosi scandali e polemiche le distruzioni di statue di personaggi storici in vari paesi occidentali, poiché avevano opinioni sulla razza e sui sessi normali per le loro epoche ma che al giorno d’oggi sono ritenute scandalose da molti.

Questi fatti sono parte di un fenomeno più grande: la diffusione dell’odio di sé degli occidentali e del politicamente corretto, che una parte del mondo politico e culturale vorrebbe imporre con la forza. 

Questa deriva è molto più diffusa nei paesi anglosassoni che in Italia, e anche per questo già nel novembre 2015 era uscito un video su YouTube che aveva previsto con un certo anticipo ciò che stiamo vivendo ora: Modern Educayshun, cortometraggio diretto e interpretato dal comico australiano Neel Kolhatkar.

Nel corto, che dura 7 minuti, uno studente (interpretato dallo stesso regista) si dirige in una classe per partecipare a una selezione per un importante summit sulla matematica.

Tuttavia, ben presto scopre che le regole di selezione sono ben diverse da quelle normali: se sei bianco o maschio perdi punti, mentre se sei donna, gay o di colore ne guadagni.

Gli altri studenti sono ipersensibili a qualunque parola o frase che possa essere interpretata come discriminante, e alla fine lo studente, per non volersi adeguare a questo modo di fare, subisce una “punizione” degna del peggior regime totalitario.

Già il titolo è volutamente scritto in modo scorretto per spiegare il contesto: un ambiente culturale in cui la cultura, la razionalità e l’impegno non contano, mentre chi appartiene a una determinata categoria viene premiato a prescindere, in nome di una concezione distorta dell’uguaglianza.

In tal modo lo studente che aveva ideato un progetto rivoluzionario da usare in ambito medico viene penalizzato per il colore della penna con cui scrive, mentre ad essere premiato è un adolescente asiatico e omosessuale con il quoziente intellettivo di un bambino dell’asilo, incapace perfino di scrivere la parola “uguaglianza” correttamente.

Una scena che ricorda quella del recente campionato italiano, in cui un afroamericano ha cantato l’inno nazionale dimenticando le parole.

Lo stesso protagonista, pur essendo inquadrabile in una minoranza favorita, si ribella a questa mentalità. Fa riflettere in tal senso la biografia di Kolhatkar: 26 anni, è nato in Australia da genitori indiani, e forse proprio il fatto di essere un millennial figlio di immigrati gli permette di vedere da vicino la deriva che stiamo vivendo.

In un’intervista del 2016 sullo stato della comicità nel suo paese, ha affermato che “in anni recenti le persone non riescono a capire le cose e si rifiutano di scavare a fondo in ciò che sentono o vedono.”

Aggiunse che se un comico fa una battuta ritenuta offensiva o di cattivo gusto la gente può semplicemente smettere di ascoltarlo, “e nessuno ha il diritto di distruggere quello che per altri è divertente solo perché non corrisponde ai suoi gusti personali.”

Sul suo canale YouTube si trovano anche altri cortometraggi che criticano il politicamente corretto, seppur meno riusciti di questo.

Nei suoi lavori ricorre spesso un’altra giovane attrice di talento, Cait Burley, che interpreta in maniera molto convincente la femminista isterica che strilla appena qualcuno la contraddice.

Quando è uscito su YouTube, Modern Educayshun sembrava parlare di un futuro distopico; ma dopo neanche 5 anni, quel futuro sembra essere diventato già presente.

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