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Il fascismo perenne e la sinistra eterna

giugno 20, 2020 • Politica, z in evidenza

di Davide Cavaliere –

Nel 1997, viene stampato il testo Cinque scritti morali di Umberto Eco. Il libro contiene una disamina di quello che il semiologo piemontese definisce «fascismo eterno» o «Ur-fascismo». Eco eleva una precisa e storicamente determinata esperienza politica al rango di entità metastorica e metapolitica. 

Se esiste un fascismo perenne, esiste anche una «Sinistra eterna», la «Ewige Linke» di cui scrive Ernst Nolte nel saggio Controversie, Nazionalsocialismo, bolscevismo, questione ebraica nella storia del Novecento. 

Con «Eterna Sinistra» lo storico tedesco indica quella tensione emotiva e ideale che rigetta l’ordine sociale e politico esistente, poiché lo considera ingiusto e innaturale. Corollario di questo rifiuto delle strutture sociali è la volontà rivoluzionaria di fare tabula rasa dell’ordine presente e instaurare un regno di «giustizia» e «uguaglianza».

 Ogni forma di dominio, ingiustizia, sfruttamento è da ricercarsi nell’organizzazione sociale, l’Eterna Sinistra non compie alcuna analisi della storia e nessuna riflessione sul «legno storto dell’umanità» e i limiti della natura umana, si concentra solo sul sovvertimento da effettuare per soddisfare i suoi propositi morali. 

Per Nolte, questa pulsione pantoclastica attraversa tutta la storia dell’uomo e ha in Spartaco il suo archetipo. Non a caso, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, nel Novecento, chiameranno la loro organizzazione marxista rivoluzionaria «Lega Spartachista». 

La Ewige Linke si manifesta anche nella vicenda degli Zeloti di Tessalonica, nei movimenti ereticali del Medioevo: gnostici, dolciniani, marcioniti; in sette come quella dei Taboriti di Boemia, nella guerra dei contadini condotta da Müntzer, negli anabattisti di Münster, nei Levellers inglesi, nella Congiura degli Eguali di Gracco Babeuf, nel partito di «Sparta» durante la Rivoluzione Francese, nella rivolta di schiavi della Contea di Southampton, nella Comune di Parigi e, ovviamente, nella Rivoluzione d’Ottobre. 

Il tratto comune di tutti questi episodi storici è l’odio febbricitante verso la proprietà privata, la ricchezza, la disuguaglianza e l’ambizione di creare in terra un paradiso di uomini eguali. 

L’attacco dell’Eterna Sinistra non si rivolge solo contro determinate istituzioni sociali ed economiche, ma coinvolge tutto l’esistente, ogni cosa viene travolta dall’impeto rivoluzionario. Il concetto coniato da Nolte e fin qui esposto, presenta numerose affinità con la categoria di «Gnosi» impiegata da Eric Voegelin. 

Lo gnosticismo come odio per un mondo ritenuto corrotto da purificare, come rifiuto radicale della realtà e volontà di estirpare il male per fondare un nuovo ordine sociale. La Ewige Linke è gnostica, poiché respinge la dimensione fattuale e storica della condizione umana, coi suoi limiti insuperabili e le sue naturali contraddizioni, il tutto a vantaggio di una seconda realtà puramente immaginaria di uguaglianza assoluta e armonia universale.

 I suoi membri sviluppano un’alienazione nei confronti dell’esistente e vedono lo stato presente delle cose come un nemico da abbattere in nome di un Bene futuro e superiore. Lo gnostico di Sinistra può compiere qualsiasi violenza, purché sia orientata ad avvicinare nel tempo la società perfetta. 

La violenza e il terrore si praticano in nome di una missione più elevata, instaurare l’uguaglianza assoluta e la piena giustizia sociale. Eliminare ciò che ostacola il Bene supremo è «malicidio» e non può mai essere sbagliato. 

Fin troppo scontato è il riferimento allo scritto di Trockij, La loro morale e la nostra, anche la più abietta delle violenze è giusta se lavora alla parusia egualitaria. I crimini delle ideologie rivoluzionarie non sono, dunque, errori involontari o atti riconducibili alla pazzia del singolo, ma logiche conseguenze dell’allucinazione gnostica e apocalittica. 

Con buona pace di Umberto Eco, anche fascismo e nazismo possono essere fatti rientrare in questo schema. Entrambi i movimenti politici si definivano rivoluzionari, miravano a fondare un ordine rinnovato contro la decadenza e la corruzione del presente. 

In loro era vivo il mito della palingenesi della società. Oggi, l’Eterna Sinistra si presenta sotto le vesti del cosmopolitismo e del messianismo umanitario, il cui scopo è realizzare la «Repubblica dell’umanità» abitata da esseri umani privi di qualunque identità generatrice di discriminazione. 

Come ha osservato lo storico francese François Furet, i diritti umani sono la nuova religione secolare che ha «sostituito la lotta di classe, ma al servizio di un obiettivo identico, l’emancipazione dell’umanità». 

Le analisi di Nolte e Voegelin ci aiutano a comprendere la vera natura della Sinistra, quella di una religione secolare i cui membri si autoidentificano come eletti e apostoli di una nuova alba dell’umanità. Si credono «dalla parte giusta» della storia. La storia, però, insegna anche che tutte le rivoluzione apocalittiche sono destinate al fallimento.

 La rivoluzione divora sempre i suoi figli. L’uguaglianza assoluta non è una realtà umana. I rivoluzionari, di qualunque tempo e luogo, sfidano l’ordine delle cose e risvegliano Anánke dallo sguardo orrendo.

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