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Scossi dal sonno del compiacimento del Covid-19?

aprile 14, 2020 • Mondo, z in evidenza

 

di Daniel Pipes –

 

http://www.danielpipes.org/19313/shaken-out-of-complacency

Traduzione di Angelita La Spada

C’è un risvolto positivo nell’interruzione causata dal virus Covid-19? Gli osservatori notano una serie di possibili vantaggi, dal calo  a lungo termine del  prezzo del petrolio al miglioramento della qualità dell’aria, dall’indebolimento dei movimenti estremisti a un allentamento delle normative non necessarie. Ma questi potenziali benefici impallidiscono accanto a un vantaggio davvero grande: scuotere gli americani dal loro compiacimento e aprire le loro menti all’eventuale disastro.

Un virus diffusosi ovunque nel mondo, che ha cambiato la vita di quasi tutti e ha sconvolto l’economia, fornisce un terribile monito sulla fragilità delle catene di approvvigionamento, sulla vulnerabilità della salute pubblica e sulla precarietà della democrazia. Questa esperienza inquietante avrà conseguenze positive se apre le menti compiaciute alla possibilità di attuare un cambiamento radicale. Due minacce esistenti spiccano come le più probabili: gli impulsi elettromagnetici  (EMP) e il declino della civiltà occidentale.

Gli EMP potrebbero provocare un disastro immediato friggendo i sistemi elettronici, lasciando le economie moderne paralizzate. Come spiega Peter Pry, ex capo dello staff della Commissione di esperti di EMP del Congresso, “se pensate che il coronavirus sia spaventoso, allora aspettate a dirlo fino a quando una super tempesta solare o gli impulsi elettromagnetici spegneranno una rete elettrica nazionale, facendo crollare l’economia e le infrastrutture essenziali per cibo e acqua, e 9 americani su 10 moriranno di fame”. Da notare questa cifra: la morte del 90 per cento degli americani.

In epoca moderna, si sono verificate due super tempeste solari nel 1859 e nel 1921; una terza ha mancato la Terra nel 2012.  Jonathan O’Callaghan scrive in Scientific American che un’altra super tempesta “è inevitabile nel prossimo futuro”.

E che dire di un attacco? La Commissione di esperti di EMP del Congresso  americano ha scoperto che qualsiasi governo in Cina, nella Corea del Nord, in Russia e forse in Iran  potrebbe compiere un attacco a impulsi elettromagnetici contro gli Stati Uniti anche utilizzando un piccolo numero di armi nucleari. Ciò “provocherebbe danni diffusi e duraturi alle infrastrutture nazionali essenziali statunitensi, agli stessi Stati Uniti come Paese vitale e alla sopravvivenza della maggioranza della sua popolazione”.

Un mese fa, la maggior parte degli americani ha respinto una tale minaccia esistenziale. Scossi da un virus che ricorda le epidemie medievali, siamo ora pronti a prendere tale minaccia sul serio e a spendere denaro – circa 1 trilione di dollari – per proteggerci dall’energia solare e dalle azioni nemiche?

Passiamo ora alla civiltà occidentale. Jeffrey Hart del Dartmouth College ritiene che essa sia nata dalla “tensione creativa tra Atene e Gerusalemme”. Si è poi evoluta per circa due millenni nella forza dominante del mondo, incidendo su quasi ogni popolazione in pressoché ogni ambito della vita. La modernità, come sostiene il sociologo Rodney Stark, è “interamente frutto della civiltà occidentale”.

La sua traiettoria ascendente sembrò certa fino allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914, la tragedia che dette il via a un’ondata di guerre, rivoluzioni e rabbia ideologica che hanno portato all’attuale sconforto culturale. Le insicurezze, la vergogna per la pelle chiara e il senso di colpa per una storia di imperialismo inducono la maggioranza degli occidentali a considerarsi la rovina e la piaga del pianeta. Da qui i numerosi punti deboli, soprattutto demografici e culturali.

Con la sola eccezione di Israele, nessun Paese occidentale si avvicina ai 2,1 figli per donna necessari per sostenere una popolazione. Se l’attuale tasso di fecondità totale di 1,3 figli per donna in nazioni come  Spagna e Italia rimane stabile e non vi è immigrazione, la loro popolazione di donne fertili diminuirà di circa il 60 per cento delle loro dimensioni attuali entro il 2050, del 36 per cento nel 2080 e del 22 per cento nel 2110. Dato che i tassi di natalità continuano a diminuire nel tempo, queste proiezioni sono probabilmente troppo elevate.

Ma l’immigrazione è in atto in Occidente, soprattutto da parte dei musulmani. Spinti dalla sovrappopolazione, dalla povertà, dalle dittature e dalle guerre civili nei loro Paesi d’origine, questi migranti arrivano in Occidente con un forte senso di superiorità religiosa e di fiducia nella propria cultura. L’imposizione dei costumi islamici richiede tempo, ma molti segnali indicano che è in corso un cambiamento, come la costruzione di grandi moschee nelle capitali occidentali, le critiche mosse all’Islam che diventano tabù, la diffusione della poligamia, i finanziamenti statali degli enti di beneficenza islamici e perfino il cambiamento delle regole nelle piscine comunali. Questo processo è implacabile e silenzioso come il declino demografico delle popolazioni indigene.

La protezione da una catastrofe causata dagli EMP richiede solo denaro, mentre il mantenimento della civiltà occidentale esige un grande cambiamento del senso di sé e di identità. A differenza di un impulso EMP che agisce in un istante, l’evoluzione culturale avviene lentamente nel corso dei decenni.

Se qualcosa di sconosciuto può trasformare la nostra vita in soli tre mesi e avere presumibilmente enormi conseguenze, forse gli americani sono ora ricettivi alla possibilità di maggiori pericoli fuori dal comune. O dovremmo essere sorpresi anche da questi? La nostra opportunità di attuare una pianificazione è arrivata: utilizziamola.

 

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