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80 anni di Mina, la sua voce “esplosiva” e le migliori voci femminili di tutti i tempi

marzo 24, 2020 • Paralleli, z in evidenza

di Roberto Zadik –

Da sempre sono un appassionato di musica, da quando avevo 12 anni, il talento di Mina mi ha subito travolto. La sua grintosa fragilità, il carisma raffinato e potente e quel fascino brillante fin da quando esordiva in una scatenata giovinezza, ai tempi di “Tintarella di Luna” a quando esplodeva in classici come “Se telefonando” o “Amor mio” per poi sfumare sempre di più isolandosi dai riflettori come il suo amico Lucio Battisti e apparendo solo sulle copertine dei suoi album.

Il 25 marzo Anna Maria Mazzini questo il suo vero nome, compie 80 anni e le sue immortali canzoni d’amore come Se telefonando, Sei grande o Io e te da soli scritta da Battisti sono ormai quasi “inni nazionali” anche se troppi giovani o “ex giovani” l’hanno dimenticata. Non intendo limitarmi solo al suo compleanno bensì il suo immenso contributo artistico è fonte di ispirazione  per riflettere su una serie di elementi a mio avviso importanti. Perché fu tanto famosa e lasciò un segno tanto profondo nella storia musicale e culturale di questo Paese? Per diversi motivi: il suo talento trasformista nel look e nelle atmosfere delle canzoni, davvero sublime il suo rifacimento de Il cielo in una stanza, già notevole brano di Gino Paoli che lei seppe portare al suo massimo così come L’immensità del bravo e dimenticato Don Backy, l’ espressività di gesti e intonazioni, quella voce che ti faceva girare la testa e una simpatica verve anche nelle sue apparizioni televisive.

Ma non voglio soffermarmi solo su di lei, bensì approfondire in breve sintesi, alcune fra le migliori artiste femminili di tutti i tempi in questa mia riflessione su musica, femminilità e differenza fra le varie artiste. Qui un piccolo elenco di alcune fra le migliori voci femminili partendo dalla “Tigre di Cremona come la soprannominavano nel suo periodo migliore, quelli anni al bivio fra anni ’60 e primi anni ’70. Prima che sparisse dal video accompagnandoci con la sua voce inconfondibile.Qui una mia breve classifica, spero incisiva e ben fatta, anche se per questioni di sintesi ho dovuto escludere una serie di artiste di enorme talento e spero che i loro fan non protestino. 

Cantanti favolose di tutti i tempi

Aretha Franklin-Immortale Regina del Soul-Femminilità ribelle e incalzante per questa Regina Soul che si dimenava cantando Respect scritta dal suo amico Otis Redding poi sprofondato col suo aereo nella Dock Of The Bay (cantata poco prima) in quel 1967 o che cantava sentimentale Say a little pray for you. La voce, il timbro, la presenza scenica aggressiva o molto magnetica come nella bellissima Think con una versione originale da brivido fine anni ’60 in piena rivoluzione sessantottina e un rifacimento del 1980 discreto per la colonna sonora del bel film Blues Brothers. Poche canzoni memorabili per una vera star, scomparsa ma mai fino in fondo come le leggende che si rispettino.

Edith Piaf- Simbolo della Francia ribelle e sentimentale: In tema di interpreti del passato e non solo angloamericane non potevo dimenticarmi della sorniona, ribelle e vibrante cantante parigina Edith Piaf. Esile fisicamente e possente musicalmente, indimenticabile e versatile interprete di canzoni rabbiose come Milord, entusiaste e romantiche come la sua più famosa La vie en rose, idealista e battagliare nella splendida Je ne regrette rien (Non rimpiango niente), la sentimentale Tu me fais tourner la tete (Mi fai girare la testa) ha lasciato un segno molto profondo, è stata imitata e emulata da varie artiste e in Italia conobbe molta fama come poche cantanti non angloamericane ma europee e della vicina ma sconosciuta scena musicale francese. 

Ornella Vanoni-Un dolente sentimento di nostalgia: Se Mina rappresentava una femminilità più esplosiva e avvolgente, questa artista invece esprimeva la sua raffinata malinconia. Quella voce magnetica, sempre un po’ sospirante, quel sentimento dolente e nostalgico che richiama la Saudade brasiliana di classici come L’appuntamento, il suo capolavoro dove emozionante racconta fra liriche preziose la sua gamma di emozioni. Un crescendo di attesa e di desiderio caratterizza questa melodia come la bellissima La musica è finita (che sembra una citazione del successo dei Doors When the music’s over) dove torna quella vena sofferente che ha spesso caratterizzato la sua produzione e confermata dalla splendida “Domani è un altro giorno” dove riflette sulla tristezza di “ricordare la felicità”. Una voce unica, una interpretazione appassionata e composta e un fascino delicato e particolare contraddistinguono questa artista unica. 

Caterina Caselli-Vivace e intensa, la sua femminilità energica ha travolto gli anni ’60 con classici come Nessuno mi può giudicare. Un talento esplosivo, diretto e insofferente a regole e costrizioni come nella bellissima Insieme a te non ci sto più capace di accenti di grande lirismo come nella disperata “Perdono”. Travolgente, spumeggiante e vitale questa interprete è ancora oggi di grande effetto per il brio e la freschezza delle sue interpretazioni, che sembrano passate solo per il bianco e nero di alcuni filmati. 

Patti Pravo-L’originalità nella classe:Uno strano e coinvolgente magnetismo, una voce e un look fuori dagli schemi, un modo di essere a volte combattivo e ribelle altre sentimentale e misterioso. Questa cantante colpisce subito per quella voce un po’ mascolina e quella sua interpretazione molto simile a Cher tanto che esordì con la versione italiana di un suo successo tradotto come Ragazzo triste, una delle sue canzoni più famose. Successivamente adottando uno stile sempre più personale si impose con brani come Bambola, una delle sue canzoni più belle, per arrivare a uno stile sempre più maturo e cantautoriale nei decenni successivi, da Pensiero stupendo, una delle sue migliori, a “I giardini di Kensington” rifacimento di un classico come “Walk on the wildside” di Lou Reed. Negli anni Novanta da segnalare la sua apparizione sanremese con la bellissima “E dimmi che non vuoi morire” scritta da Vasco Rossi. 

Janis Joplin-Al limite fra disperazione e vitalità: Icona dell’era hippie e della disperata vitalità di quella generazione, la terza celebre 27enne scomparsa assieme a Jimi Hendrix, due settimane dopo e a Jim Morrison, l’anno successivo. La voce rauca e emozionante della viziosa e bravissima Janis ha impressionato una generazione. Quel blues psichedelico, quella vena drammatica di capolavori come Piece of My Heart e Kozmic blues le hanno fatto raggiungere un successo fulminante che come tanti talenti fragile, l’ha di fatto fulminata. Ironia della sorte morì dopo aver cantato “Buried alive in the blues” (Sepolta nel blues) e come tanti talenti, da Morrison alla Winehouse cantò la sua fine. Unica per espressività e tensione lirica, la Joplin divenne celebre anche per rifacimenti di classici jazz come “Summertime” di Gerschwin o per classici come “Me and Bobby McGee”.

Cher-Femminilità e versatilità: Non si poteva saltare certo la bravura di una certa Cherilyn Sarkisian, americana di origini armene, meglio nota come Cher. In coppia col marito, Sonny Bono, fu parte integrante della vena spensieratamente romantica anni ’60, divenne famosa per “But you are mine” che in Italia raggiunse alti livelli nella cover di Patti Pravo e per altre meraviglie come “Bang bang” o “I got you babe” (forse la mia preferita). Notevoli anche la sua carriera solistica dove interpretò le sue canzoni con sentimento e vivacità, rivelandosi spesso estremamente trasformista e versatile passando dal pop alla musica da discoteca, splendida “Believe” successo internazionale  e realizzando duetti come con Eros Ramazzotti in “Più che puoi”.

Patti Smith –una sensibilità corrosiva e intellettuale: Non solo una semplice cantante, ma un personaggio interessante, dissacrante e vitale, una intellettuale e poetessa che sembra la reincarnazione di Sylvia Plath nel suo tormento o di Emily Dickinson mischiata alla vena trasgressiva della Joplin. Un cocktail di poesia,rock, sensibilità di grande fascino e canzoni esplosive come “Horses” o “Rock n’roll nigger” che fecero molto discutere e emozionarono il pubblico fine anni ’70. Da segnalare diverse sue collaborazioni, con i Rem per la dolente “E-Bow letter”, con Bruce Springsteen nel suo capolavoro “Because the night” e brani pieni di speranza come “People have the power.”

Le cantanti moderne:

Madonna- Un ciclone di talento e incisività: Una star contestata e interessante, una trasformista sempre intuitiva e a volte preveggente, una icona di spensieratezza anni ’80 che ha saputo seguire le mode e le epoche con una bravura paragonabile solo a quella di un genio come David Bowie. Louise Veronica Ciccone, questo il suo vero nome, è stata un ciclone e non solo una brava artista. Fin dal suo nome d’arte e dalle sue provocazioni, Like a Virgin o Like a prayer, splendida ma scandalosa per molti, alle sue evoluzioni in artista matura e consapevole negli anni ’90 alla parentesi discotecara e folle di Ray of Light, alle sue interpretazioni cinematografiche,non certo memorabili. Carismatica, magnetica, a modo suo simpatica, raramente volgare e sempre ribelle ma con concretezza e lucidità, la cantautrice 62enne è diventata celebre a metà anni ’80 per successi internazionali come “La isla bonita” (La bella isola), per la colonna sonora di “Austin Powers” la bellissima “Beautiful stranger” e per la sua vita sentimentale a dir poco burrascosa e sempre sulle prime pagine dei tabloid.

Tina Turner: Esplosione di talento: Personalità e energia, sono le parole chiave di questa incredibile artista e della sua lunghissima carriera. Ha cominciato con il marito Ike, per poi sganciarsene e diventare una solista di grande efficacia. Da ricordare classici come “What’s love got to do” a “You dont need another hero” per arrivare al tormentone pieno di ottimismo “The best” una delle sue migliori interpretazioni che denotano la sua incredibile verve e la vitalità espansiva e aggressiva della sua personalità.

Whithney Houston-Sentimento e sofferenza: Una voce indimenticabile e una personalità complicata e inquieta. Divenuta internazionalmente famosa per la qualità delle sue performance e una estensione vocale, degna di una cantante lirica e brani come “I will always love you” colonna sonora del film romantico, anche un po’ trash, anni ’90 “Bodyguard” lo dimostrano. Di genere sentimentale, con una spiccata vena nostalgica, come dimostra la splendida “One moment in time” questa cantante oscillò dal pop a successi ballabili, prima della sua morte tragica che ne conclude la brillante ma discontinua carriera.

Maria Friedriksson, la classe emozionante del pop dei Roxette-Scomparsa lo scorso dicembre, questa bravissima cantante svedese ha segnato un’epoca con il suo gruppo imponendosi come una delle poche star scandinave uscite dai confini del suo Paese assieme a Nina Persson e ai suoi Cardigans.Una voce particolare e fortemente espressiva, canzoni melodiche e avvolgenti, come la sentimentale “Crash boom bang” uno dei loro brani migliori o la vivacissima “The look” e una grinta notevole le hanno permesso di affermarsi nella scena musicale fine anni ’80 e anni ’90. 

Gianna Nannini-Ribellione e romanticismo: Assieme a Vasco, ai Litfiba, negli anni ’80 il rock in Italia venne portato anche dalla brava Gianna Nannini. Disinvolta e tenace, combattiva e speso ironica questa cantautrice ha sfornato una serie di brani diretti, dal pop commerciale e di facile ascolto e di sicura presa emotiva. Dalla vivace “Bello e impossibile”, alla bellissima e struggente “Un giorno disumano” a una delle sue migliori “Meravigliosa creatura”.

Alanis Morrissette-La verve della profondità: Attualmente a giugno compierà 46 anni, questa incredibile cantautrice canadese, dotata di vivacità e profondità e di un enorme magnetismo e capacità nei suoi live entusiasmanti. Emersa a metà degli anni ’90 con il bellissimo “Little jagged pill” e successi come “You oughtta know” e brani originali come “Ironic” espressi con una verve e una freschezza davvero sorprendente, da segnalare anche “Joinin you”brano rock di eccezionale livello

Dolores O Riordan-La voce dell’Irlanda del Nord: Una cantante di eccezionale espressività, di sentimentale profondità, mai banale e sempre efficace. Assieme al cantautore Van Morrison, agli U2, a Sinead O’Connor, sparita dopo il suo hit “Nothin compares to You” bellissima ode amorosa scritta da Prince, e a gruppi come i Pogues, Dolly O’Riordan e i suoi Cranberries sono stati gli irlandesi più famosi. Un’autrice colta e intimista come dimostrano capolavori come Ode to my family o When you’re gone, o polemica e coinvolgente come nella sua hit politicamente “scorretta” “Zombies” e in “Salvation” che ci mancherà molto per la sua voce e il suo sottile carisma. Morta improvvisamente a soli 46 annie una delle migliori interpreti anni ’90. 

Giorgia-La dolcezza tenace in canzoni d’amore uniche-Romantica ma anche grintosa, vivace ma anche malinconica questa brava cantante romana ha esordito  a metà anni ’90 con la sentimentale “Come saprei” successo sanremese, ma nella sua produzione ci sono tante canzoni notevoli. Dalla dolente “E poi”, alla speranzosa “Riguarda noi” fino a brani ritmati come “C’è da fare”, un’artista di forte espressività e intensità.

Anastacia: Una voce unica e una carriera discontinua: Esplosa col successi fra pop e disco e diventata cantautrice matura e intimista con brani come la bellissima “Heavy on my heart” e “I belong to you” un magico duetto con Eros Ramazzotti, questa vocalist spicca per estensione vocale, sound particolare e vivacità in brani come “Cowboys and kisses”.

Amy Winehouse-una star cupa e indimenticabile in stile anni 50’: La cantante ebrea londinese Amy Winehouse ha cantato poche canzoni lasciando un segno artistico inedelebile. Una voce stile anni ’50, un look appariscente e un carisma felino nell’interpretare inni a ritmo soul come “Rehab”, canzoni dark di estremo coinvolgimento come “Back to black” o la solitudine che lei provava, ricordando molto la Joplin e morta anche lei a 27 anni, in brani come la struggente “Wake up Alone”.

Elisa-un talento italiano dalla vena cosmopolita-Una bravissima artista questa Elisa Toffoli, la prima cantautice italiana a cantare in inglese e a attirare l’attenzione nientemeno che di Tina Turner. Grinta, carisma, una timida tenacia che da più di vent’anni le ha spianato le impervie strade della musica, questa artista è unica nel suo genere e spesso sottovalutata. Album come il suo esordio “Pipes and Flows” e la travolgente “Labyrinth” e poi il suo lavoro più bello “Pearl days” e melodie fantastiche come la title track, la coinvolgente “I Know”, la malinconica “City Lights” e successivamente altri lavori e cover preziose come “Halleluja” del grande Leonard Cohen. 

Carmen Consoli- Il lato alternativo della Sicilia: Un’artista originale, dallo stile estremamente personale, che come il geniale Battiato o Geraldina Trovato ha proposto una Sicilia diversa dai soliti stereotipi e decisamente interessante musicalmente. Rifacendosi alle cantautrici americane, con la sua sottile vena cerebrale e intellettuale presente in testi bellissimi come “Eppur si muove”, “Venere” o “L’eccezione” questa “Cantantessa” come si faceva chiamare ha elaborato un suo universo artistico decisamente interessante e versatile. Esordendo a 22 anni con la sua “Confusa e felice” ha proposto un cantautorato particolare e capace di passare da brani molto sentimentali come “Blu notte” a melodie travolgenti come “Eco di sirene”.

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