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Il terrorismo antirazzista

marzo 19, 2020 • Agorà, z in evidenza

 

di Davide Cavaliere –

Il Comune di Torino, in preda a uno sfogo filantropico e xenofilo e in piena emergenza sanitaria, lancia l’ennesima guerra santa contro il razzismo quindi, una nuova jihad pro-immigrazione e filo-islamica, dopotutto, è noto il vincolo d’amore e interesse che lega la giunta Appendino all’Islam piemontese.

Il Comune ha approvato un «Piano d’azione cittadino contro i crimini d’odio razzisti» e lanciato un appello pubblico per un «Patto di collaborazione sull’antirazzismo». Il razzismo criminogeno è un fenomeno marginale.

Stando alle statistiche ufficiali, gli atti violenti a sfondo razziale coprirebbero lo 0,002 per cento dell’intera popolazione italiana. Da dove nasce, allora, la necessità di questo magniloquente «Piano d’azione cittadino contro i crimini d’odio razzisti»?

Il progetto della giunta comunale sorge da una precisa ideologia che sta infettando tutto l’Occidente, l’«antirazzismo» militante, estremista, oicofobico, rivoluzionario e pseudo-religioso. Una setta politica che ambisce a rigenerare l’umanità per mezzo dell’immigrazione.

Gli antirazzisti sono il circolo per eccellenza della gnosi politica. Sono convinti di abitare un mondo corrotto, bacato dall’idea di Razza e, per arbitraria estensione del concetto, dall’idea di Nazione. Questo orbe depravato e capovolto, può essere rimesso in piedi negando l’esistenza di ogni etnia, di ogni carattere nazionale e di ogni autoctonia. In particolare, sentono la necessità di negare la razza bianca, europoide e caucasica. I bianchi occidentali hanno inventato il razzismo, il nazionalismo, praticato il colonialismo; sono gli artefici della degenerazione del mondo, della caduta nel settarismo. Sono la stirpe lutulenta che ha spezzato l’armonia universale originaria dell’umanità. I bianchi devono sparire, macchiarsi e contaminarsi nella colorazione del meticciato globale. In questa prospettiva, il ruolo di Messia spetta all’immigrato, figura metafisica, luminosa, sacra, chiamata ad assolvere un ruolo storico: centrifugare l’umanità. Il Nero apolide senza documenti è il Salvatore, il veicolo per la ricomposizione del mondo, colui che richiuderà quelle cicatrici sul pianeta che sono i confini.

Per lo gnosticismo antirazzista, l’immigrato incarna la neolegge dell’Amore coatto, lo Ius Podologico: dove metto i piedi, divento cittadino, perché il pianeta è di tutti. Nessuno può rivendicare una proprietà, una casa nazionale o un focolare esclusivo. «Il mondo è di tutti» proclama l’apostolo immigrazionista.

Ogni gnosi è, per sua natura, genocidaria. La definizione di genocidio recita: «Sistematica distruzione di una popolazione, di una stirpe, una razza o una comunità religiosa», gli antirazzisti auspicando e incoraggiando il travaso delle masse africane, magrebine, asiatiche e arabe in Europa stanno compiendo un genocidio morbido, non solo etnico e fenotipico, ma anche culturale, dato che favoriscono l’islamizzazione del vecchio continente.

L’immigrazione incontrollata di massa è un occasione per far esplodere le odiate Nazioni con il loro corollario di frontiere, eserciti, muri e confini. Il Bene, la società dell’umanità emergerà spontaneamente dalle macerie fumanti del mondo arcaico. Da tale convinzione discende la vocazione pantoclastica dell’antirazzismo militante, i loro antenati bolscevichi cantavano «del passato facciam tabula rasa», oggi non intonano L’Internazionale, ma l’obiettivo rimane il medesimo.

Come ogni ideologia, anche l’antirazzismo è disancorato dalla realtà e, di conseguenza, destinato a produrre catastrofi. La società dell’umanità fraterna e angelicata è un’allucinazione imbevuta di odio di sé, il valore attribuito agli stranieri è inversamente proporzionale all’odio che si nutre per i propri connazionali.

Quanti sognano un’umanità futura, disprezzano quella presente. Ritenere che l’oblio di sé conduca a una riconciliazione con l’Altro è una follia, si tratta di un cupio dissolvi, un nichilismo generalizzato che spalanca le porte dell’Europa al totalitarismo progressista e alla barbarie islamica e tribale. 

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