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La donna nell’arte. La femminilità di ieri e di oggi, le principali artiste e il ruolo dei sentimenti e dell’immaginazione

marzo 18, 2020 • Paralleli, z in evidenza

di Roberto Zadik –

Sospese fra femminismo e tradizionalismo, fra indipendenza e bisogno di sicurezze materiali e sentimentali, fra bisogno di dolcezza e aggressività, l’universo femminile odierno è più che mai confuso e inquieto nel mondo e soprattutto nel nostro Paese. Troppe le violenze e gli abusi, l’immagine maschilista di “donna oggetto” e il successo solo di un tipo di donna bella, maliziosa e spregiudicata a scapito di persone intelligenti e fantasiose ma troppo timide, poco piacenti e moralmente serie e spesso molto derise dalla gente e ignorate dalla società.

Ma solo la bellezza deve contare e la cosiddetta “parità” per quali criteri passa? Qual è il ruolo del femminile nell’arte? Con questo articolo intendo occuparmi di questo argomento poco esplorato e a mio parere importante, visto il grande ruolo dei sentimenti e del rapporto uomo-donna, spesso molto tormentato che caratterizza la quotidianità di tutti noi. Amiche, matrimoni, flirt, dalle conquiste ai “due di picche”, ma anche madri, sorelle, nonne, nessun uomo  può sottrarsi al confronto col lato femminile del mondo. Come affrontare questo tema? Prima di tutto esplorando il complesso mondo di sogno, attrazione, ispirazione che le donne spesso hanno evocato in artisti di fama mondiale e tanti sono gli esempi. 

Come gli artisti uomini vedono le donne

Dalle poesie amorose passionali e vitali dei lirici medievali italiani o dei romantici inglesi e morti giovanissimi come Keats o Shelley, alle sfortunate e brucianti passioni del Don Chisciotte di Cervantes per la sua Dulcinea, di Leopardi per Silvia o per Fanny Targioni Tozzetti, all’ossessione di Catullo per la sua Lesbia,  a Rostand col tormentato e non corrisposto amore fra Cyrano e la capricciosa Rossana al cinema francese d’autore, cosa avrebbero fatto Truffaut o Chabrol senza le donne o il geniale e  controverso Woody Allen senza le sue riflessioni sull’amore,  i dipinti più o meno “casti” e le composizioni di grandi come Beethoeven e la sua “Per Elisa”, ai romantici notturni di Chopin,  fino a una interminabile serie di canzoni d’amore italiane e straniere che dagli anni ’50 ad oggi hanno scandito questo mezzo secolo di musica leggera, da John Lennon, a Battisti, da Elvis Presley a Bob Dylan la lista è chilometrica.

Gli artisti sembrano intrinsecamente legati al mondo femminile, sia per un bisogno di sentimento e per la fragilità che spesso caratterizza i creativi che per la semplicità testuale e concettuale che contraddistingue l’argomento “amore” che spesso sfocia nella banalità più conclamata e raramente nel sublime anche se è pieno di splendide canzoni d’amore. Gli artisti e le donne? Spesso si divisero in autentici playboy, da Dalì, a Franz Kafka, da Bob Dylan a Leonard Cohen a Lenny Kravitz che ne conobbero diverse nella loro vita o il filosofo Agostino Da Ippona che ironicamente chiese a D-o “dammi la castità, ma non subito”,  al donnaiolo Voltaire fino alla sfortuna amorosa di single incalliti che sognarono donne irraggiungibili come Immanuel Kant, Nietzche o Leopardi. Arte e sentimento sono spesso e volentieri indissolubili nel loro legame ma altrettanti furono coloro che rifiutarono il tema amoroso, più cerebrali che emotivi, specialmente i filosofi, ma anche gli scienziati e diversi pittori e scultori che preferirono la tecnica all’anima. 

Grandi talenti femminili, dall’educatrice Maria Montessori, alla Montalcini, fino alle superstar Marylin Monroe

Per secoli il mondo intellettuale fu dominato dal “maschio” e poco o nullo era lo spazio per le donne creative. Questo fino all’Ottocento ma vi furono grandi donne che si distinsero per le loro capacità. Dalla favolosa poetessa greca Saffo e le sue appassionate poesie amorose, alla castissima e bravissima poetessa americana Emily Dickinson che rifiutò la sessualità scrivendo odi meditative di altissimo livello nei suoi Silenzi, per arrivare a grandi scrittrici novecentesche come Sibilla Aleramo, legata all’inquieto poeta toscano Dino Campana, alla brava Elsa Morante che fu la compagna del grande Moravia, a Natalia Ginzburg lucida e nostalgica autrice di “Lessico Famigliare”.

E che dire di personaggi stimolanti e poco trattati come la bravissima Sylvia Plath, tormentata e inquieta poetessa anche lei statunitense di origine tedesca e suicidatasi a 36 anni e coi suoi versi dolenti e vibranti come Lady Lazarus o Ariel e legata da un tortuoso legame col suo editore Ted Hughes, alla scrittrice inglese Virginia Woolf autrice di capolavori come Gita al Faro e Orlando. Non solo, la scienza ebbe la polacca Marie Curie, l’educazione Maria Montessori per arrivare alla musica leggera e al cinema novecentesco dove le donne si sono espresse al massimo livello.

Artiste jazz di alto livello come Ella Fitzgerald e la sua voce poderosa in coppia col geniale Louis Armstrong, le star anni ’60 come la scatenata Aretha Franklin e le sue hit come Think e Respect, l’intensa Dionne Warwick con” Dont make me over”, cantautrici dell’era hippy come Grace Slick dei Jefferson Airplaine e soprattutto Janis Joplin con le sue sofferenti e splendide interpretazioni come la cover del grande Gerschwin “Summertime” o l’intensissima “Kozmic Blues” e autrici estremamente interessanti e originali fra rock e poesia come Patti Smith.

Questi solo alcuni esempi fino alla disco music e Gloria Gaynor e Donna Summer per arrivare a icone come Madonna distintasi per la maliziosa leggerezza del suo stile pop e a cantautrici di spessore come la viscerale e straordinaria  Alanis Morrissette o la malinconica e energica Dolores O’Riordan dei Cranberries suicida improvvisamente come Amy Winehouse e simboli di talento e masochismo. Alla musica israeliana e etnica, da Noa a Ofra Haza, per le vibrazioni yemenite, a Naomi Shemer a Chava Alberstein di origine Est Europea.

E che dire del cinema con le varie femminilità del grande schermo, dalla candida e espressiva Marylin Monroe, da sempre sottovalutata nel suo grande talento, alla carismatica Meryl Streep versatile e trasformista nel suo passare dalla tragedia alla commedia, al cinema europeo con attrici francesi memorabili, da Annie Girardot, a Isabelle Huppert , tedesche come Hanna Schygulla e italiane come la bravissime  Mariangela Melato, a Monica Vitti a Gina Lollobrigida. E nell’arte? Diversi talenti anche li da collezioniste e mecenati come Peggy Guggenheim e Margherita Sarfatti, donna coraggiosa e talentuosa che raccolse opere artistiche promuovendo artisti e esposizioni, per arrivare a intellettuali sottostimate come Fernanda Pivano, grazie alla quale possiamo leggere autori americani favolosi, da Saul Bellow a Kerouac, a Hemingway, visto il suo ruolo di traduttrice e di promotrice di talenti.

Insomma brevemente, le donne da sempre hanno seguito il mondo dell’arte, ne sono state carburante negli artisti come fonte di passione, ispirazione e anche tormento o come mogli e compagne fedeli,  che come artiste, intellettuali, creative e interpreti di un messaggio di profondità, delicatezza, fantasia e fascino decisamente importante e interessante.

L’universo femminile, sconosciuto e indispensabile, frainteso e a volte vittima di pregiudizio e sopruso, esaltato oppure demolito è necessario per tutti noi e quindi bisogna analizzarlo con lucidità e obbiettività e senza generalizzazioni e stereotipi,che spesso sono le uniche cantilene a cui troppi si aggrappano, sbagliando e nuocendo più che comprendendo e magari migliorando lo stato attuale delle cose. 

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