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Prossima fermata, secessione

febbraio 26, 2020 • Politica, z in evidenza

di Stefano Bonacorsi –

Più delle ampolle di Bossi, ne poté il Corved-19, per gli amici coronavirus. Può sembrare incredibile ma la pessima gestione da parte di Giuseppi dell’epidemia, con relativo scontro aperto (fonte Dagospia) tra Attilio Fontana Presidente della Lombardia, e il Capo del Governo; potrebbe innescare voglie separatiste che forse, non sono mai state del tutto sopite.

Occorre infatti notare che Fontana, in questi giorni, assieme al suo collega governatore (e di partito) Luca Zaia, hanno più visibilità del loro leader Salvini, oltre a mostrare, cosa non da poco, il lato governativo della Lega. 

Inoltre, sono stati coadiuvati in questo dalle misure, seppur più leggere, di Stefano Bonaccini, unico governatore dell’Emilia Romagna che fra i tre sarebbe tendenzialmente filogovernativo, oltre ad aver un buon rapporto con Giuseppe Sala, sindaco di Milano (e unico esponente di rilievo del Pd ad essere intervenuto nella campagna regionale del Presidentissimo) col quale crea un asse nordista nel partito guidato da Zingaretti, che potrebbe guastare non poco la gestione romano centrica indigesta a molti.

Dopo alcuni giorni, dove sembrava che ci fosse coordinamento tra Governo e Regioni, il Presidente del Consiglio, tramite il ministro per le autonomie Francesco Boccia, ha dichiarato di voler impugnare i provvedimenti “fuori asse” da parte delle regioni.

Non ci fossero abbastanza problemi, è l’ideale mettere in campo anche un bel conflitto di attribuzioni tra Governo e Regioni davanti alla Corte Costituzionale. Solo un fattore politico? Solo un tentativo di Giuseppi, Speranza e compagnia governante di recuperare lustro di fronte ad una crisi che rischia davvero di mandarli a casa? 

Fatto sta che, a parere di chi scrive, lo scontro nord-sud non è mai stato così evidente, con un Governo drammaticamente ostile non solo ai governatori, ma anche ai suoi stessi cittadini. Non ci vuole infatti una laurea per capire che i gli abitanti di una regione sono più portati a fidarsi di chi li amministra da vicino che non di chi dirige le operazioni da lontano.

 E dopo che si è verificata una delle più classiche situazioni da “noi lo avevamo detto”, con un Governo sbugiardato, e un’umiliazione di livello internazionale, compresa la Cnn che riporta di un’ammissione di un “pasticcio” in un ospedale. Dichiarazione dello stesso Conte.

L’economia è stagnante se non in recessione, i danni di questa quarantena cominciano già a sentirsi e ora si aggiunge uno scontro istituzionale. Il tutto nel solito imbarazzante silenzio del Quirinale. Non abbiamo la Catalogna, e nemmeno la Carolina del Sud del 1861, tuttavia allo stato attuale, un neo stato Lombardo-Veneto con una legazione Emiliana a far da cuscinetto (senza contare una Toscana divisa tra Pd e Giglio Magico) con un ipotetica repubblica Romana è un po’ più di un impressione geografica. 

Vorremmo sbagliarci, ma l’isteria da coronavirus, potrebbe risvegliare vecchi sintomi anti risorgimentali, molto più delle ampolle del Po.

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