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La sinistra iperglicemica

febbraio 16, 2020 • Politica, z in evidenza

di Davide Cavaliere –

Il Partito Democratico sezione Lazio ha prodotto un «meme» smaccato e orribile: un bambino nero dietro a delle sbarre e la scritta «anche lui vuole ballare al Papeete». È l’ennesima trovata propagandistica di una Sinistra in crisi iperglicemica. 

Qualche giorno fa, nell’ameno salotto di Giovanni Floris, la cantante Tosca ha intonato Bella Ciao e gli occhi di Luigi Bersani si sono fatti languidi e umidi. La cantautrice romana ha inoltre tessuto l’elogio delle Sardine, che a suo dire starebbero compiendo una «rivoluzione gentile», parlerebbero «in maniera gentile ed elegante» e avrebbero «abbassato i toni mentre tutto andava verso la violenza». 

Un tempo esisteva la «Sinistra al caviale», oggi abbiamo la «Sinistra al glucosio», un coro di prefiche e beghine che predicano la morale «racketiana» in sostituzione di quella kantiana. «Con i buoni sentimenti non si fa letteratura» diceva André Gide, nemmeno grande politica e infatti la Sinistra odierna è interessata solo a dare corpo ai suoi banali e inservibili sentimenti. 

Il Partito Democratico e gli altri pezzi vaganti della Sinistra producono continuamente siparietti e narrazioni caramellate, che sommergono la ragione sotto un flusso di banalità lacrimevoli. È una sorta di «stalkeraggio» emotivo verso gli italiani, perseguitati dall’invito ad «accogliere» e a «essere solidali» contro i loro interessi personali e nazionali.

Il popolo italiano viene continuamente incitato a «donarsi» al prossimo, soprattutto se straniero. A subordinare i propri interessi a quelli degli immigrati o dell’Unione Europea. Gli italiani sono costretti a vedere il proprio denaro scialacquato in programmi di cosiddetta «solidarietà» e a osservare il loro territorio nazionale, la loro casa comune, invasa da stranieri e suoi militari trasformati in crocerossine. 

La Sinistra ha soppiantato al doveroso e giusto egoismo nazionale, che spinge le classi politiche di tutto il mondo a perseguire, primariamente, i propri affari nazionali con un messianismo umanitario animato dalla volontà di «aprire» l’Italia all’immigrazione di massa e agli euroburocrati.

Qualunque voce di protesta si sollevi, ogni affermazione positiva della propria identità viene, immediatamente, condannata come aggressività, odio, fascismo e razzismo. È un ricatto emotivo: «Non accogli? Sei contro l’immigrazione? Allora sei razzista e godi nel far soffrire i bambini africani». Poco importa che la quasi totalità degli immigrati sia composta da maschi in età da lavoro, la logica non serve, i fatti men che meno, conta solo il sentimentalismo becero. 

La Sinistra ha corrotto il linguaggio e ha svuotato di senso vocaboli pregnanti. Fascismo, ad esempio, è una parola densa di significati, ma è talmente abusata che oggi non significa più nulla di preciso. I turiferari del Bene e del Progresso, tacciano di «sovranismo» chiunque avanzi le più normali richieste di ordine e sicurezza. Dire che ci sono immigrati irregolari che spacciano nei giardini pubblici, diventa un’offesa all’Umanità, un sintomo di imminente ritorno dello schiavismo e dell’apartheid. La Sinistra divide il mondo in Fascismo e Antifascismo trasformati in categorie metafisiche e metastoriche. 

L’universo progressista ha un problema con la discriminazione, non sa più «discriminare» ovvero «fare differenze»: Salvini non è diverso da Hitler, la madre preoccupata per gli spacciatori africani sotto casa non è dissimile da Mussolini. Vivono immersi nella celebre notte hegeliana in cui tutte le vacche sono nere anzi, in camicia nera. 

Il lessico della Sinistra e le sue strategie comunicative sono un miele velenoso, che induce a ritenere «vera» l’allucinazione no borders e quella europeista. I militanti dei partiti e delle associazioni progressiste e «antifasciste» si sono autoeletti custodi del Bene e con spirito totalitario respingono nell’area grigia del non-considerato quanti hanno idee non in linea con la loro concezione di Progresso. 

È necessario uscire dalla trappola lessicale della Sinistra, non prestarsi al suo ricatto emozionale, abbandonare la sua logica manichea di un mondo diviso in buoni e cattivi, scardinare i suoi stilemi ricattatori e patibolari. La Sinistra vuole decostruire la civiltà occidentale, è arrivato il momento di decostruire e disarticolare la Sinistra.

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