MENU

L’antropologia di Augias

novembre 24, 2019 • Cultura e Società, z in evidenza

di Niram Ferretti – 

 

Ora sappiamo cosa significa essere di destra, ce lo ha spiegato, finalmente, Corrado Augias, che ci ha anche spiegato in passato, con l’ausilio del biblista progressista Mauro Pesce chi era Gesù Cristo, così come ci ha spiegato, con l’ausilio del filosofo marcionita Marco Vannini chi era la Madonna.

Ospite del ridanciano Giovanni Floris, l’anziano giornalista di La Repubblica ha dichiarato quanto sia facile essere di destra, poiché esserlo è pari a un impulso animale, ovvero all’ “andare incontro a quelle che sono le spinte istintive che tutti hanno” mentre essere di sinistra significa elevarsi dalla condizione inferiore del primate per operare in quella superiore del raziocinio, governata dalla hegeliana fatica del concetto.

Laddove nell’uomo e nella donna di destra è tutto un groviglio di istinti primari, nell’uomo e nella donna di sinistra essi vengono educati “magari meglio, dal ragionamento, dalla conoscenza degli argomenti, da un senso di nobile altruismo”.

Insomma, per Augias che sicuramente ha fatto del nobile altruismo una delle caratteristiche principali della sua esistenza come chiunque collabori a La Repubblica, ci sarebbero due tipologie umane, quella superiore-“pneumatica” per usare un termine caro agli gnostici- degli uomini e delle donne di sinistra, nobili, razionali, illuminati, e inevitabilmente indirizzati al progresso della specie, e quella “illica”, gravata dalla materia bruta, di uomini e donne di destra brancolanti in una sorta di oscurità istintiva.

Augias, con la sua faccia da senatore romano triste, non lo dice, non lo può dire, ma l’umanità di destra è composta da untermenschen, da educare forse, da condurre verso la luce con pazienza, un po’ come hanno cercato di fare gli illuministi cercando di liberare l’umanità dalle presunte superstizioni della religione per portarli, attraverso l’uso preciso della Ragione, alla loro compiuta condizione di animali razionali, di cui Augias rappresenta sicuramente un esempio vivente e un modello per molti.

Dobbiamo a Corrado Augias nella semplificazione brutale e razzista della sua spiegazione, la messa in luce di qualcosa di cui da tempo eravamo a conoscenza, ovvero, che chi si colloca a sinistra ritiene veramente e senza fallo di essere situato sopra un alto monte da cui domina vallate ampie in cui contemplare il Senso della storia e dunque la direzione che l’umanità dovrebbe prendere. Un po’ come hanno saputo fare Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot, Fidel Castro, Che Guevara e, più recentemente, Chavez e Maduro.

E’ l’accesso privilegiato al logos, alla conoscenza delle cose, alla liberazione dagli istinti primari irriflessi, ciechi, che ha portato loro e altri lì, mica come a destra, dove guardano tutti le ombre proiettate sulla parte di roccia della caverna in cui si trovano, scambiandole, poveri allocchi, per le cose vere.

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »