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Maryam Rajavi all’Assemblea Nazionale Francese: L’Europa stia con Il Popolo Iraniano Di Fronte Al Regime

novembre 3, 2019 • Medio Oriente, z in evidenza

Redazione –

Membri dell’Assemblea nazionale francese martedì 29 ottobre 2019 hanno invitato la leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi a una conferenza sulla politica europea sull’Iran e si sono pronunciati contro le violazioni dei diritti umani e gli atti di terrorismo internazionale da parte del regime.

La signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, è stata la relatrice principale alla conferenza del 29 ottobre dal titolo “Iran: repressione, belligeranza, necessità di un nuovo approccio”, tenutasi su iniziativa del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico (CPID). La conferenza si è concentrata sull’attuale situazione in Iran e sulla necessità di adottare un nuovo atteggiamento nei confronti di questo regime in seguito al fallimento delle recenti iniziative internazionali per contenere il suo ruolo destabilizzante in Medio Oriente.
I deputati di vari partiti politici francesi hanno ascoltato le raccomandazioni politiche della signora Rajavi.

La signora Rajavi ha affermato che il regime dei mullah, per far avanzare la propria politica, prende ostaggi e usa le sue ambasciate e i suoi diplomatici per commettere attacchi terroristici negli Stati Uniti e in Europa, in particolare in Francia. L’esportazione del terrorismo e la belligeranza sono i mezzi strategici del regime per rimanere al potere. Ecco perché l’Unione Europea e in particolare il presidente francese sono stati frustrati in tutti i loro sforzi per ridurre le tensioni.
La signora Rajavi ha evidenziato che solo attraverso lo stabilimento della democrazia in Iran possono essere ripristinate la pace e la stabilità nella regione. Ha detto che il regime nel suo periodo di potere più critico sta affrontando una crescente rabbia da parte del popolo iraniano, che chiede un cambio di regime. La corretta linea d’azione per l’Europa è quella di sostenere il popolo iraniano in questo.

La signora Rajavi ha affermato che non vi è alcuna possibilità di moderazione in quel regime, che si limita a guadagnare tempo per sé sfruttando le politiche concilianti occidentali mentre continua la sua aggressione nella regione e fa avanzare il suo programma di missili balistici. Nel frattempo, Teheran diffonde all’interno dell’Iran una forte propaganda contro la Francia e l’Europa.

Ha aggiunto che questo regime non cambierà mai il proprio comportamento perché è troppo debole e isolato. Cambiare il proprio comportamento equivarrebbe a cambiare il regime stesso. Non può rinunciare alla belligeranza, ai progetti nucleari o ai progetti missilistici in cambio di concessioni economiche e politiche. Se non viene adottata una politica ferma per affrontarlo, il regime sarà incoraggiato e intensificherà le tensioni e le crisi nella regione.

Il parlamentare francese André Chassaigne ha spiegato gli sviluppi in Iran dopo l’accordo nucleare e ha affermato che da allora l’Iran sta ribollendo di proteste popolari. Ha aggiunto che ciò che occorre fare è sostenere il popolo iraniano di fronte alle violazioni dei diritti umani da parte del regime. Ha evidenziato che è ingenuo cercare di modificare il regime dei mullah.

Michèle de Vaucouleurs, presidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico, ha affermato che questo comitato ha svolto la propria missione di informazione dei parlamentari e dell’opinione pubblica francesi sulla questione dei diritti umani e dei diritti delle donne in Iran e ha toccato i recenti sviluppi in Iran nelle violazioni dei diritti umani, in particolare nel campo della repressione delle donne.

Parlando della propria visita con il collega Hervé Saulignac ad Ashraf III, la base del principale gruppo di opposizione Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI, Mujahedin-e Khalq o MEK) in Albania, quando il MEK ha ricevuto nel proprio complesso più di 350 politici e parlamentari provenienti da 47 Paesi l’estate scorsa, ha affermato che questa città e i suoi residenti sono per gli iraniani una fonte di speranza di liberare il proprio Paese dal giogo della dittatura religiosa.

Philippe Gosselin, copresidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico, ha evidenziato la descrizione della natura del regime iraniano presentata dalla signora Rajavi, riferendosi alla cospirazione progettata dal regime clericale al potere in Iran per far esplodere una bomba al Raduno Generale annuale della resistenza iraniana a Parigi nel 2018, cosa che ha portato all’espulsione di un diplomatico del regime in Francia e all’arresto di un altro diplomatico ancora imprigionato in Belgio in attesa di processo.

Gosselin ha elogiato il piano in 10 punti della signora Rajavi sul futuro Iran per la libertà, la democrazia, la pace e la tranquillità nella regione e nel mondo.

Yannick Favennec, membro della Commissione Difesa del Parlamento francese e vicepresidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico, ha anche parlato delle azioni distruttive e destabilizzanti del regime iraniano nella regione. Ha evidenziato che la soluzione alla questione iraniana può venire solo dagli stessi iraniani, come ha affermato più volte la signora Maryam Rajavi. “La guerra e i negoziati senza fine portano a maggiori aggressioni e minacce. Dobbiamo pensare al cambiamento e dobbiamo sostenere il cambio di regime da parte del popolo iraniano e della Resistenza iraniana” – ha aggiunto.
Il CPID comprende membri del Parlamento di varie affiliazioni politiche.

In concomitanza con la conferenza, per la prima volta una mostra sul massacro di 30.000 prigionieri politici in Iran nel 1988 si è tenuta vicino all’Assemblea Nazionale, sull’Esplanade des Invalides. La grande maggioranza delle vittime del massacro, che è considerato il più grave di questo tipo dopo la seconda guerra mondiale, erano attivisti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI / MEK).

 
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