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La rete terroristica di Teheran in Europa

ottobre 30, 2019 • Medio Oriente, z in evidenza

di Redazione –

Nuove rivelazioni smascherano la rete terroristica di Teheran in Europa: i Mojahedin del Popolo il loro principale obiettivo.

Nuove rivelazioni dimostrano ancora una volta che il terrorismo del regime clericale è un’operazione coordinata dei diversi organi del regime, inclusi il Ministero delle Informazioni e della Sicurezza Nazionale, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e la sua Forza Quds, ed il Ministero degli Esteri, che fornisce le coperture logistiche e diplomatiche necessarie a queste operazioni terroristiche.

Queste rivelazioni inoltre sottolineano ulteriormente la paura che il regime ha dei Mojahedin del Popolo e del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana come forza trainante per un cambio di regime ed alternativa democratica che gode di consenso popolare in Iran. Queste nuove informazioni sono un importante avvertimento, che ricorda ai leader europei che mentre loro sono impegnati nelle negoziazioni con Teheran, il regime è ampiamente impegnato in attività terroristiche sul suolo europeo.

È innegabile che gli interlocutori dell’Europa a Teheran siano gli stessi che conducono o supportano questi atti terroristici, e molti di loro sono personalmente responsabili di crimini contro l’umanità, incluso il massacro del 1988, in cui il regime giustiziò 30.000 prigionieri politici nell’arco di pochi mesi. E’ tempo che gli stati membri dell’UE adottino una politica decisa nei confronti del regime clericale al potere in Iran, e che si schierino con il popolo iraniano e la sua resistenza.

La cellula terroristica: Il 23 Ottobre 2019 le autorità albanesi hanno divulgato nuove informazioni su un cellula terroristica diretta da Teheran, con lo scopo di portare avanti attacchi terroristici ai danni dei Mojahedin del Popolo operanti in Albania. Ardi Veliu, Direttore della Polizia di Stato, ha dichiarato: “È stata scoperta in Albania una rete terroristica guidata dal regime iraniano. L’obiettivo della rete era portare avanti attacchi ai danni del movimento di opposizione iraniano (Mojahedin del Popolo).”

Un cellula terroristica attiva dell’Unità Operazioni Estere della iraniana Forza QUDS è stata recentemente scoperta dagli organismi di sicurezza albanesi. Secondo la dichiarazione: “La cellula terroristica è diretta da un agente della Forza QUDS conosciuto come PEYMAN. PEYMAN è un residente permanente dell’Iran, e dirige una serie di operazioni in Albania ed in altri paesi dell’Europa centrale ed occidentale. Tra le altre cose, fu lui ad avviare ed attuare il tentato attacco del Marzo 2018. PEYMAN controlla diversi agenti, alcuni adibiti alla raccolta d’informazioni, ed altri alla realizzazione di attacchi terroristici.”

Agenti del regime: La dichiarazione rivela inoltre che: “Uno di questi agenti è Alireza NAGHASHZADEH […]. NAGHASHZADEH fu inviato in Albania da PEYMAN per la raccolta di informazioni, ed intraprese a questo fine diversi separati viaggi, parte di un piano che fu alla fine interrotto.”

“Un altro agente è Abdolkhalegh MALEK ZADEH, cittadino iraniano residente in Turchia ed a capo della cellula operativa. Negli ultimi due anni MALEK ZADEH (noto anche per connessioni criminali sotto lo pseudonimo di “Ferhat”) ha continuativamente lavorato con Abdulselam TURGUT, figura ben nota della criminalità organizzata turca, per pianificare attacchi terroristici, su ordine di PEYMAN e della Forza QUDS… TURGUT ha anche rapporti di lunga data con la criminalità organizzata albanese.”

La dichiarazione inoltre riporta: “Dal 2018 ad oggi, sono stati inviati in Albania diversi agenti criminali con base nei Balcani, subordinati di TURGUT o di un trafficante di droga turco a lui collegato, per portare avanti la pianificazione di attentati ai danni dei Mojahedin del Popolo, come ordinato da MALEK ZADEH e dalla Forza QUDS. Le autorità albanesi hanno identificato questi individui ed hanno potuto, grazie ai dati riportati dagli informatori all’interno delle organizzazioni criminali, sventare il complotto del Marzo 2018, ed anche altri eventuali attacchi contro i Mojaheidn del Popolo, commissionati dal regime iraniano a figure del crimine organizzato.”

Secondo le nuove informazioni, la Forza Quds avrebbe un’unità “dedita solo ed esclusivamente alle organizzazioni che si oppongono al regime” e che si avvarrebbe di “mercenari”.

La dichiarazione delle autorità albanesi si conclude così: “Constatiamo che queste vicende hanno avuto origine quando nel 2014 l’Albania accolse, in coordinazione con le Nazioni Unite e gli Stati Uniti, una parte dei membri dei Mojahedin del Popolo, un’organizzazione che si considera un’opposizione in esilio e che costituisce una valida alternativa al regime iraniano, ragione per la quale il regime la vede come una seria minaccia alla propria sopravvivenza. I Mojahedin del Popolo sono l’obiettivo chiave delle forze di sicurezza iraniane, che tendono ad attaccare i membri dell’organizzazione ovunque essi siano, operando all’estero. Gli organismi di sicurezza albanesi sono costantemente impegnati per fermare queste operazioni.”

Maggiori informazioni su Naghashzadeh: Alireza Naghashzadeh fu espulso dall’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo nel 1999, quando si trovava a Camp Ashraf, in Iraq, per via del suo comportamento sospetto, ma egli chiese di restare, domandando che gli venisse data una seconda occasione per diventare parte dell’organizzazione.

Nel Luglio del 2004 venne definitivamente espulso dall’Organizzazione ed il 31 Luglio 2007 si recò in Iran, dove inizio una una collaborazione con l’Associazione Nejat, una filiale del Ministero delle Informazioni. Il 19 Dicembre 2010 l’Associazione Nejat pubblicò una lettera di Naghashzadeh al Segretario di Stato americano, in cui egli chiedeva che i Mojahedin del Popolo non venissero cancellati dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

Naghashzadeh fu poi inviato in Austria sotto la copertura di “rifugiato” per attività di propaganda contro i Mojahedin del Popolo, e sotto le mentite spoglie di “ex membro”, affinché raccogliesse informazioni per la forza Quds.

Dal 1997 l’ambasciata del regime a Vienna svolge a tutti gli effetti la funzione di centrale dei servizi segreti del regime. Assadollah Assadi, diplomatico del regime arrestato nel corso delle vicende inerenti al complotto terroristico contro il raduno per un Iran Libero del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana del Giugno 2018, aveva base a Vienna. Egli si trova attualmente in carcere in Belgio, in attesa del processo.

Per qualche tempo Naghashzadeh partecipò alla campagna di disinformazione del regime contro i Mojahedin del Popolo, collaborando con una rete di agenti del regime in Europa. Appartenevano a a questa rete Javad Firouzmand, Jahangir Shadanlou, Ali Akbar Rastgou, Mohsen Abbaslou, Ghorbanali Hossein-Nejad ed altri.

Dopo il trasferimento dei membri dei Mojahedin del Popolo in Albania, la sua missione divenne la raccolta di informazioni in Albania, dove si recò più volte, cercando di contattare coloro che non erano più all’interno dell’organizzazione per interrogarli e reclutarli affinché lavorassero con l’ambasciata del regime a Tirana.

 

 

 

 

 

 

 

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