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Il Dio unico

ottobre 10, 2019 • Cultura e Società, z in evidenza

 

di Niram Ferretti –

Dall’ articolo di Eugenio Scalfari su papa Francesco e il sinodo sull’Amazzonia,  pubblicato su La Repubblica del 10 ottobre, giorno in cui gli ebrei hanno festeggiato la festività più solenne e santa del calendario ebraico, Yom Kippur, abbiamo appreso che l’attuale pontefice avrebbe “lanciato ormai da anni l’idea del Dio Unico. E’ una idea ovviamente rivoluzionaria”.

Strano, pensavamo che la concezione del Dio unico, rigorosamente unico, fosse stata “lanciata” dagli ebrei più o meno tremilacinquecento anni fa. Ma Scalfari teologo ci sorprende sempre con le sue affermazioni e ciò che vuole intendere è in realtà altro, che infondo il presupposto cardine della fede cristiana, che Gesù sia Dio, è stato accantonato e al suo posto l’attuale papa avrebbe messo un Dio Unico (con la U maiuscola) che possa piacere un po’ a tutti, magari anche a un ateo come lui.

Questo Dio Unico è, ovviamente, ecologista, sicuramente immigrazionista. E’ l’Unico Dio Unico che non deve essere troppo connotato, ma pensato forse come un Unicum sorgivo come l’Uno plotiniano che non chiede a nessuno adesioni troppo specifiche.

Dopo averci annunciato tempo fa, che papa Francesco aveva abolito il concetto di peccato, ora, il massimo esegeta laico della teologia bergogliana ci informa che il pontefice avrebbe lanciato questa nuova idea.

Però, bisogna dire che, tutto sommato, il venerando fondatore di Repubblica non ha tutti i torti, perché il cristianesimo declinato da Francesco è così all’acqua di rose, così poco scandaloso, così perfettamente in linea con le istanze progressiste promosse dal quotidiano fondato da Scalfari, che non si capisce bene se è Repubblica a essere diventata un house organ dell’attuale Chiesa, o se sia l’attuale Chiesa ad avere fatto di Repubblica più de l’Avvenire o de l’Osservatore Romano, il proprio principale quotidiano di riferimento. Il quotidiano del Dio Unico.

Certo, un documento come il Domine Iesus, emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2000, quando l’allora prefetto era Joseph Ratzinger, nella Chiesa del Dio Unico non sarebbe e non è più concepibile.

In quella dichiarazione si affermava un fatto ovvio, o perlomeno che è stato ovvio per duemila anni, ma che, a un certo punto, ovvio non è stato più così tanto se l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e futuro pontefice, sentì la necessità di dare corpo a quella dichiarazione, ovvero che nella prospettiva cristiana, solo attraverso Cristo l’umanità intera giunge alla salvezza.

Questa era ed è ciò che dovrebbe essere ed è stato per secoli il cardine del cristianesimo. Ma i tempi sono cambiati e un cristianesimo che oggi si declinasse con questa perentoria fermezza sarebbe troppo poco al passo con questi tempi in cui il politicamente corretto è stato elevato a pinnacolo dell’evoluzione umana.

Ribadire chiaramente una identità è diventato, si sa, sinonimo di razzismo, quando non di fascismo. E una Chiesa che dichiarasse perentoriamente che solo Cristo è il supremo mediatore tra uomo e Dio deve essere respinta senza indugio.

Dunque eccoci al Dio Unico. Il Dio Unico annunciato da Scalfari, o meglio, il Dio Unico che secondo Scalfari, annuncerebbe Bergoglio. Questo Dio, non mette nessuno in particolare difficoltà. Ognuno può conferirgli i connotati che crede, basta che non siano troppo marcati. L’importante è che siano in sintonia con il Verbo del Progresso: Estrema preoccupazione per il riscaldamento del pianeta e conseguente battaglia per la riduzione di C02, incondizionata apertura alla migrazione, impossibilità di dare giudizi morali troppo severi (chi sono io per giudicare?), e dure reprimende a chiunque voglia salvaguardare confini, identità specifiche, memorie e tradizioni consolidate. Le sferzate contro i guasti del capitalismo stanno a monte e non possono mai mancare.

La tutela del matrimonio eterosessuale è ancora sentita dal Dio Unico, ma si vedrà in seguito, il Dio Unico non vuole discriminare troppo. L’importante è non offendere nessuno, non essere eccessivamente esigenti. Abbracciare tutti. L’amore e la misericordia non conoscono differenze ma solo una grande uniformità in cui le vacche nella notte sono tutte egualmente indistinguibili.

 

 

 

 

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