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Cassandra Greta e la sua setta

ottobre 1, 2019 • Agorà, z in evidenza

di Niram Ferretti –

Tra le sette secolari più floride che popolano lo scenario in cui ci muoviamo, una ha come sua ragione d’essere la battaglia contro il riscaldamento climatico e come fondamento il dogma che le emissioni di Co2 determinano irreversibilmente il suo incremento. Chiunque dissenta è bollato come un paria, nonostante siano non pochi gli scienziati assai scettici su una correlazione che ritengono non dimostrata in modo incontrovertibile.

Il pianeta si è sempre riscaldato e raffreddato, il clima cambia senza sosta. Come ha sottolineato Timothy Patterson, direttore del Centro di Geoscienza della Carleton University di Ottawa, “6000 anni fa la temperatura era di almeno 3°C più calda di oggi. Diecimila anni fa, quando il pianeta stava emergendo da un periodo di freddo durato mille anni, le temperature aumentarono di 6°C in un decennio, 100 volte più velocemente del riscaldamento al livello o.6°C che ha così sconvolto gli ambientalisti”. Ma, come scriveva Marcel Proust, “I fatti non hanno accesso nel regno delle nostre fedi”. Fedi che come quelle storiche, hanno sacerdoti e sacerdotesse, papi e papesse.

Scalzato Al Gore, dal trono di grande sacerdote dell’ambientalismo è ora il turno di Cassandra Greta Thunberg, la sedicenne svedese affetta dalla sindrome di Asperger che è ormai diventata una celebrità globale. Anche lei, come Gore e come tutti i sostenitori della teoria del riscaldamento antropogenico, annuncia l’Apocalisse prossima.

A Qumran gli Esseni attendevano la guerra finale tra i Figli della Luce e i Figli della Tenebra, Greta Thumberg, all’ONU, addita come incompetenti e malvagi coloro che non agendo per ridurre le emissioni di Co2 ruberebbero a lei e alle prossime generazioni una vita degna. Potranno essere Figli della Luce se interverranno in tempo ascoltando la sua voce, saranno della Tenebra se non lo faranno.

Chi afferma che l’incidenza del Co2 sul cambiamento climatico non è tale da provocare la devastazione profetata dagli ambientalisti è al servizio delle multinazionali e dei Signori dello Sfruttamento. I cattivi sono sempre coloro che tengono in mano le leve dell’economia e dello sviluppo. Il marxismo non è mai morto è stato semplicemente travasato in altri vasi.

La redenzione laica può giungere solo attraverso un gesto che riduca il consumo di emissioni di Co2, perché la modernità, con i suoi agi ha un prezzo e questo prezzo è la nostra dannazione, insieme allo sviluppo della tecnologia, al carbone e ai suoi derivati che in buona parte hanno dato l’impulso alla civiltà industriale per avanzare. Soprattutto, la colpa è dell’Occidente industrializzato.

Il sottotesto è che la nostra avidità e l’espansione dei confort e dei privilegi determinati dai combustibili fossili necessari all’affermarsi del capitalismo su scala planetaria (vedi alla voce avidità) stanno distruggendo il futuro di Greta e dei suoi coetanei. Un futuro di orsi polari morti, di ghiacciai inabissati, del livello del mare che si alza. Anche se non è vero che gli orsi polari stanno morendo, che i ghiacciai si inabissano, che il livello del mare si sta alzando. L’importante è che così sembri, che il marketing funzioni. Anche l’apocalisse ambientalista può essere promossa come un prodotto ben confezionato. Come ha scritto l’Institue of Public Research, un think tank inglese in un suo resoconto sul riscaldamento globale:

Il compito delle agenzie che si occupano di cambiamento climatico non è di persuadere attraverso argomenti razionali ma di sviluppare e implementare un nuovo “senso comune”…I “fatti” devono essere trattati come se fossero dati per certi in modo che non debbano essere dibattuti.

E neppure Greta Thumberg può essere messa in discussione, come tutti coloro che sono dalla parte del Bene e della Giustizia. Il J’accuse di questa ragazzina creata per additare la cattiva coscienza predatoria dell’Occidente (Greta si guarda bene dall’accusare Cina ed India, i maggiori inquinatori del pianeta), è in perfetta sintonia con la nuova costellazione ideologica postmoderna di cui fanno parte le varie chiese di sinistra, quella del Migrante, dell’Ambiente, del Gender o del Transgender, a sua volta preceduta dalla Chiesa LGBT. Ognuna con i suoi riti, i suoi anatemi, la sua casta.

Bisogna fermare la crescita, bisogna ridurre le emissioni sempre di più, bisogna arrestare lo sviluppo, costi quel che costi, anche se ciò dovesse procurare un’altra apocalisse, economica in questo caso. Un domani luddista è comunque sempre meglio di un domani senza umanità. Tutti a piedi nudi con mulini a vento e carri trainati da cavalli.

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