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Antinazionalismo, morbo inguaribile della sinistra

agosto 13, 2019 • Paralleli, z in evidenza

 

di Davide Cavaliere –

La sinistra italiana è affetta da un morbo inguaribile: l’odio per l’Italia. Se Freud fosse ancora vivo, si divertirebbe a scrivere un saggio sull’esterofilia e l’antipatriottismo della sinistra del Bel Paese. Una inveterata avversione alla Nazione che affonda le sue radici nel Partito Socialista del primo Novecento.

Alle soglie della Prima guerra mondiale, la maggioranza dei socialisti italiani si schierò su posizioni neutraliste, ricusò l’irredentismo e alla conferenza di Zimmerwald sulla pace, i delegati italiani si schierarono, senza se e senza ma, col pacifismo di  Lenin e Trockij. Al contrario, i compagni operai tedeschi e francesi presero posizione a favore della guerra e della Patria.

La storia dell’anti-italianità della sinistra prosegue con Togliatti e col suo silenzio davanti alla tragedia delle foibe. Gli esuli istriano – dalmati furono equiparati ai fascisti e i massacri dei partigiani di Tito vennero negati o giustificati.

Negli anni le cose non sono cambiate, la sinistra contemporanea è costitutivamente antinazionale, infatti sostiene un europeismo fanatico e si piega senza vergogna al potentato franco-tedesco. L’ultima purulenta manifestazione di questa patologia si chiama Sandro Gozi, renziano, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Alle ultime elezioni si candida col partito di Macron e viene nominato Responsabile degli Affari Europei dal governo francese. Uno schiaffo morale e politico all’Italia. Per il PD è tutto normale.

Gozi non è il solo, attualmente gli fa compagnia il neopresidente del Parlamento europeo David Sassoli, ex scout, ex democristiano di sinistra, ex weltroniano, attualmente paladino delle ONG nell’Unione europea. Inoltre, Sassoli è fra gli europarlamentari che votarono a favore dell’invasione dell’olio tunisino nel mercato europeo contro gli interessi degli agricoltori italiani.

Non c’è da stupirsi, il PD è il partito che striscia sul ventre davanti alla Merkel e a Juncker. Italia delenda est, questo è il motto della sinistra nostrana e il suo programma politico. Cancellare l’Italia e gli italiani dalla scena del mondo, prima volevano dissolverli nell’internazionalismo socialista e oggi nell’impero bancario europeo.

L’Italia e il genio italiano non solo devono essere negati, bisogna impedire che il popolo italiano riacquisti coscienza delle propria identità. Come? Attraverso l’immigrazione, sostenuta e incoraggiata dalla sinistra, quella sinistra che ha consegnato allo straniero il territorio nazionale attraverso il Trattato di Schengen. La sinistra vuole una Nazione «aperta», dilatata, permeabile.

Vogliono una società «multiculturale», ma l’integrazione degli immigrati si tradurrà nella disintegrazione dell’Italia. Dovrebbero essere processati per induzione al suicidio di una nazione: Europa federale, solidarietà europea, bassa natalità, bisogno di manodopera … sono gli strumenti meschini e ricattatori impiegati per eliminarci. Ogni crisi di rigetto davanti all’invasione afroislamica e alla perdita della sovranità è tacciata di razzismo o fascismo.

I mezzi di comunicazione di massa, ampiamente egemonizzati dalla sinistra, martellano continuamente gli italiani: se volete pace e benessere, dovete abbandonare la vostra identità nazionale. Questo è il messaggio in sintesi. L’Italia può essere solo il paese della pizza e del cibo buono, non può e non deve aspirare ad altro.

La sinistra del presente è figlia della gnosi massonico-giacobina e di quella marx-leninista. Due dottrine che aspirano a fare tabula rasa del passato e del presente, per creare Governi Universali o Repubbliche dell’Umanità abitate da uomini senza identità nazionali, etniche, storiche e culturali. Un progetto utopico e allucinato, come si può credere, realisticamente, di governare in modo univoco tutte le nazioni della Terra? La dissoluzione delle nazioni e della Civiltà Occidentale posta in essere dagli eredi di Robespierre e Marx, spalanca le porte all’Islam. Il sole italiano brillerà sui musulmani.

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