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Il nuovo verbo e gli anatemi

giugno 10, 2019 • Agorà, z in evidenza

di Niram Ferretti –

Ormai la contrapposizione è netta, e non poteva essere altrimenti. La Chiesa sequestrata dal bergoglismo sospinge nelle tenebre chi osa dissentire dalla teologia immigrazionista di cui il papa è portavoce. Non è piaciuta no, alla milizia papale che Matteo Salvini abbia fatto uso di simboli cristiani e soprattutto che sia stato votato da cattolici i quali non si riconoscono nel nuovo corso impresso da Francesco.

I dubia, infatti, sono molti tra i fedeli, non solo tra insigni porporati, subito accusati di essere retrogradi e reazionari, e di volere una Chiesa chiusa alla misericordia. Così, il nuovo presidente della CEI, Monsignor Bassetti, dice in una intervista a quello che è uno dei giornali di riferimento della nuova Chiesa riformista, “La Repubblica”, corazzata di carta di stretta fede antisalviniana, che “Non basta dirsi credenti per diventare De Gasperi. Accogliere i migranti non è opera pia ma necessità democratica e priorità civile”.

Al successore di Ruini, andrebbe ricordato, che non basta essere cardinali e a capo della CEI per diventare Giacomo Biffi, il quale, non meno cardinale di Bassetti, non meno teologo, non meno cristiano, in un suo memorabile intervento tenuto il 30 settembre del 2000 alla Fondazione Migrantes, disse con la sua abituale capacità di non aggirare mai la verità:

“Una consistente immissione di stranieri nella nostra penisola è accettabile e può riuscire anche benefica, purché ci si preoccupi seriamente di salvaguardare la fisionomia propria della nazione. L’Italia non è una landa deserta o semidisabitata, senza storia, senza tradizioni vive e vitali, senza una inconfondibile fisionomia culturale e spirituale, da popolare indiscriminatamente, come se non ci fosse un patrimonio tipico di umanesimo e di civiltà che non deve andare perduto…Bisogna perciò concretamente operare perché coloro che intendono stabilirsi da noi in modo definitivo ‘si inculturino’ nella realtà spirituale, morale, giuridica del nostro paese, e vengano posti in condizione di conoscere al meglio le tradizioni letterarie, estetiche, religiose della peculiare umanità della quale sono venuti a far parte”.

Che il defunto e illuminato vescovo di Bologna, fosse un salviniano ante litteram? E forse lo è anche il cardinale guineiano Robert Sarah, Prefetto per la Congregazione del Culto Divino il quale ha dichiarato che è sbagliato «utilizzare la Parola di Dio per promuovere le migrazioni», essendo preferibile «aiutare le persone a prosperare nella loro cultura che incoraggiarle a venire in Europa». Europa, dove la maggioranza di essi si trova a essere priva di lavoro e costretta alla delinquenza o all’abuso.

Come ha evidenziato il teologo americano Thomas D. Williams

“Secondo un reportage, circa l’ 80% delle donne nigeriane che sono approdate in Italia sono diventate prostitute, di solito costrette con la forza. Attualmente, la metà delle prostitute presenti in Italia è nigeriana. Molte giovani donne nigeriane sono sedotte dalla promessa di poter viaggiare in Italia per cercare un lavoro onesto per scoprire poi che tutto ciò che ci si aspetta da loro è di vendersi per la strada. Ciò significa che ogni donna nigeriana che sale su una nave delle Ong e approda in territorio italiano ha l’ 80% di probabilità di prostituirsi, di vendersi come schiava sessuale”.

Eppure tutto questo scompare dalla scena. E’ il grande rimosso della Chiesa bergogliana, così come è rimosso tutto ciò che non è in linea con l’agenda puramente ideologica di questo papa.

Dunque sì, accogliere i migranti è necessità democratica e priorità civile, ma dentro la cornice a cui faceva riferimento Biffi, se no l’accoglienza diventa assai rischiosa come si è visto e si vede in Francia, in Belgio, in Svezia, nel Regno Unito e altrove in Europa, dove gli accolti precedentemente, e bisogna dire anche quelli ivi nati, hanno costituito in nome, mi raccomando dell’utopia multiculturalista, veri e propri ecosistemi totalmente islamici e assai distanti dall’inculturazione con conseguenti problemi sorti, assai cospicui. Ma di questo Bassetti non parla. Opportuno infatti è tacere laddove l’islam viene descritto come luce e bene e chi uccide in suo nome qualcuno che ha smarrito la strada di quella che è l’interpretazione più fedele del Corano, di cui, notoriamente è custode il Vaticano.

 

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