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Il finto duce e le sue finte vittime

maggio 19, 2019 • Politica, z in evidenza

di Niram Ferretti –

La fascistizzazione di Matteo Salvini passa attraverso varie modalità, tra le quali anche il plagio degli adolescenti, come è avvenuto nella scuola di Palermo in cui i ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III, il Giorno della Memoria di quest’anno, producono delle slide sotto la supervisione dell’insegnante Rosa Maria Dell’Aria.

Nelle slide il decreto sicurezza promosso da Salvini è paragonato alle leggi razziali fasciste del 1938 contro i cittadini ebrei italiani e di seguito, l’incontro di Innsbruck del 2018, durante il quale Salvini specificava la quota dei migranti da accogliere in Italia, con la Conferenza di Evian del 1939 in cui, a seguito delle Leggi di Norimberga, si doveva trovare una soluzione per i profughi ebrei dalla Germania.

Come è ormai noto, perché è diventato un caso nazionale fortemente amplificato dalla sinistra, a causa di questi accostamenti, la professoressa Dell’Aria è stata sospesa per due settimane.

La professoressa Dell’Aria, aria mite ed eloquio compito e rassicurante, in un video ha rivendicato il suo amore per la scuola, onorato da anni di buona attività. Appare perfetta come effige del capro espiatorio, la vittima da imputare al Truce (copyright Il Foglio), alla sua voglia di silenziare il dissenso. Un altro tassello a comporre il quadro quasi, no, leviamo il quasi, lombrosiano, del ministro dell’Interno.

La Dell’Aria, in questa temperie dura e ribollente di umori pre-dittatoriali, terrebbe compagnia a un’altra “vittima” del regime in fieri, il guru dell’immigrazione senza sì e senza ma, nonché Coscienza Civile del paese, Roberto Saviano. Per lui sono scesi in campo diversi scrittori a difesa del suo diritto di diffamare il ministro dell’Interno dandogli del mafioso, scambiando la diffamazione per libertà di espressione.

Ma di Saviano non ci occuperemo in questa sede, lo abbiamo già fatto diverse volte e ancora lo faremo, è la Dell’Aria che ci preme, la mite insegnante che nulla ha da eccepire se i suoi giovanissimi alunni propongono in un assegnamento in classe l’accostamento demonizzante preferito dalla sinistra nei confronti di Salvini. Curioso. D’altronde, l’equazione ebrei periti nella Shoah=migranti morti in mare è stata da tempo sdoganata, facendo della più grande tragedia del Novecento una commodity da sperperare a vanvera, e osando paragonare un progetto genocida senza uguali con un fenomeno assai misto, dove sì, dolore, morte, e miseria la fanno da padroni ma che accompagna, purtroppo, la storia lungo i secoli e continuerà ad accompagnarla nel futuro prossimo.

Ma questo è il clima. D’altronde, la macchina della delegittimazione contro Salvini si era già messa in moto prima delle elezioni, con il ritorno del fascismo come nuovo mantra usato dalla sinistra poi perdente alla guisa di corpo contundente. Tutto ciò era già anticipato dalla nazificazione e fascitizzazione di Donald Trump negli Stati Uniti. Anche Salvini paga lo scotto del lessico primordiale della sinistra composto dalla diade “fascista-razzista” da applicare a chiunque osi dissentire sulle magnifiche sorti e progressive che giungeranno dall’immigrazione, soprattutto quella islamica.

Il bersaglio mobile è Salvini, da abbattere, metaforicamente si intende, quanto prima, e già si preparano teatrini, possibili convergenze non parallele tra il gagà partenopeo e il fratello di Montalbano. Estromettere il semi-dittatore (copyright Eugenio Scalfari) dal governo del paese e consegnarlo a un nuovo asse europeista (PD)-populista (M5S), saldando insieme la sinistra di bandiera con l’anima di sinistra pentestellata si profila all’orizzonte come l’antidoto al Terrore.

 

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