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Il pericolo maggiore

maggio 19, 2019 • Cultura e Società, z in evidenza

 

di Niram Ferretti –

 

Sarebbe bello se…

Sarebbe bello se Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, oltre a denunciare in un suo intervento pubblicato su Il Foglio, l’antisemitismo presente in gruppi di frangia della destra estrema con i toni allarmati di chi vede avvicinarsi una nube densa nera e tossica, parlasse dell’antisemitismo organizzato e militante, omicida (e lo dicono le statistiche in modo inequivocabile) espresso dall’Islam radicale.

Sarebbe bello e l’attendiamo, ma temiamo che dovremmo attendere assai.

A Ruth Dureghello chiediamo, dove sarebbe, e chi rappresenterebbe la “precisa ideologia razzista e suprematista organizzata che colpisce anche cattolici e musulmani, omosessuali, rom e chiunque si frapponga all’ideologia razzista” ? Quale ideologia razzista?

Quanti ebrei, giusto per prendere l’esempio di un paese in cui si viene ancora assassinati perché ebrei, come la Francia, sono stati assassinati dai “suprematisti”? Ian Halimi, Sarah Halimi, Mirelle Knoll, sono stati forse vittime di cultori del blut und boden?

In un suo articolo dell’anno scorso, Guy Millière scrive “In due decenni più del 20% degli ebrei francesi hanno lasciato la Francia. Secondo un sondaggio, il 40% degli ebrei che vivono attualmente in Francia, vogliono andarsene. Malgrado gli ebrei rappresentino attualmente meno dello 0.8% della popolazione, metà dei militari e della polizia impiegata nelle strade francesi si trova di guardia davanti alle scuole ebraiche a ai luoghi di culto” .

A Ruth Dureghello chiediamo, sono fuggiti a causa dei suprematisti europei?

Chi sono stati i responsabili della strage alla scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa del 2012, di quella dell’Hyper Kosher del 2015?

A chi si riferiva nel 2004, Robert Wistrich, uno dei più grandi studiosi di antisemitismo del dopoguerra, quando, sempre a proposito della Francia scriveva:

“Come è possibile spiegare che dal 1945, gli ebrei dell’Europa occidentale non hanno mai provato un simile livello di malessere, insicurezza e ansia in questo nuovo idilliaco mondo antifascista che li chiama a sé? Come può essere che in Francia, per esempio, gli atti di violenza antisemita sono aumentati di sei volte dalla svolta del millennio, secondo un rapporto recente dell’Unione Europea? ”

Tutto questo scompare dalla scena. Omissis. Ciò che appare nel discorso della Dureghello è, invece questo:

“A pochi mesi di distanza vediamo sfilare per le strade del nostro Paese gruppi organizzati fascisti, leggiamo striscioni razzisti, di ogni genere, assistiamo a celebrazioni del Duce, del Führer, del white power, contro rom, immigrati, persone di colore. Scorgiamo le immagini di folle nere col braccio teso, di teste rasate pronte allo scontro o allo sgombero. Le vediamo in tv, ne leggiamo sui giornali tutti i giorni da troppi giorni. E di fronte a una continuità di episodi, il pubblico sembra quasi abituarsi a una nuova convivenza con il mostro. I suprematisti che si muovono tra gli attentati dell’emisfero anglosassone dove contiamo i morti, si sono riorganizzati nell’Europa, hanno trovato l’antica culla dove covare altro odio e non vogliono sicuramente essere meno protagonisti nell’Italia dove il razzismo ideologico esplorò il suo miglior successo”.

Discorso tutto ideologico, ben oleato, pieno di rictus generati dai fantasmi del passato. Vecchie marionette che si muovono nella mente. Certo, questi personaggi residuali di ideologie a loro volta residuali, ben noti ai servizi dell’ordine, vanno monitorati, denunciati, esecrati, ma non sono loro la fonte principale, più pericolosa e agguerrita, più organizzata e omicida dell’antisemitismo di cui oggi, ebrei e non ebrei, dovrebbero realmente preoccuparsi.

Non sono il Mein Kampf o Il Manifesto della Razza” i testi che oggi ispirano l’odio maggiore e la maggiore violenza nei confronti degli ebrei, qui in Europa, ma soprattutto in Medioriente, ma è, ad esempio, La nostra lotta contro gli ebrei di Syyid Qutb, il più influente pensatore musulmano islamista del Novecento e guida spirituale dei Fratelli Musulmani. Maestro spirituale anche di Osama Bin Laden.

Testo scritto nel 1950 e che ha influenzato e ancora influenza generazioni di musulmani radicali, sia sunniti che sciiti e dove è scritto:

“Questa guerra rabbiosa che gli ebrei hanno avviato contro l’Islam…è una guerra che non si è estinta nemmeno per un momento da almeno quattordici secoli e che continua fino ad oggi. La sua fiamma arde in ogni angolo del mondo”.

Fu il testo che ispirò, insieme ad altri, il leader di Al Qaeda nella sua decisione di colpire le Torri Gemelle nel 2001 considerate un simbolo del potere americano-ebraico negli Stati Uniti.

Invitiamo Ruth Dureghello a leggerlo.

I “suprematisti” di cui parla la presidente della Comunità Ebraica di Roma, sono un ballon d’essai, sono l’esercito brancaleonesco di buffoni senza un capo, senza una strategia, sono lunatici mascherati da nazisti e da fascisti, da arginare certo, ma non sono loro il pericolo maggiore. Il pericolo maggiore viene da un’altra fonte. Israele lo sa bene da almeno cento anni.

 

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