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La Mezzaluna Rossa, Al-Qaeda, Hezbollah e il legame con l’Iran

aprile 23, 2019 • Agorà, z in evidenza

 

 

di Loredana Biffo – 

Dopo anni di attentati, ingerenze e finanziamenti, viene alla luce la stretta interdipendenza tra il regime iraniano e le organizzazioni terroristiche di Ezbollah e al-Qaeda.

Il 15 Aprile 2019 il Brigadier Generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC – Pasdaran ), Saeed Ghasem (foto), ha confessato per la prima volta l’attività dei Pasdaran in Bosnia sotto le spoglie della Mezzaluna Rossa, ed i loro contatti con al-Qaeda.

Nel frattempo il mullà Mahmud Alawi (foto sotto) ministro delle Informazioni della dittatura al potere in Iran è apparso, il 19 aprile, nella preghiera di venerdì a Teheran, in bocca pomposi vocaboli tipo “grandiosi valutazioni di sicurezza sotto linee guide” di Khamenei, e ha tentato di sostenere il morale delle forze frustrate del regime dopo l’inserimento del Corpo dei pasdaran nella lista dei gruppi stranieri terroristici degli USA.

Alawi in questo ritardato mostrarsi i muscoli ha dichiarato che: “durante l’anno scorso abbiamo affrontato 116 unita’ ( squadre ) legate ai Mojahedin”. Il ministero della Gestapo dei mullà, in maniera ridicola, ha menzionato “l’epopea dell’intelligence” che era stata effettuata “nei binari” suggeriti da Khamenei i cui “dettagli” si metteranno a conoscenza della popolazione attraverso le “reti nazionali”. Evidentemente per le reti nazionali questi intendeva la radiotelevisione dei mullà che in ogni manifestazione in Iran viene denominato come “vergogna nazionale” dai manifestanti.

Il numero degli arrestati dell’anno scorso (dal 21 marzo 2018 al 20 marzo 2019) è molto più alto di quanto dichiara i capo della macchina del terrore e dell’assassinio del regime. Questi volutamente non parla degli arresti effettuati da altri organi di repressione quali l’Intelligence dei pasdaran, l’ente di Sorveglianza dei pasdaran, le varie forze d’ordine e la procura.

Maryam Rajavi,  affermando che gli arrestati sono sottoposti alle disumane torture e impiccagioni, ha chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite, all’Alto commissariato dell’ONU per di Diritti umani e al Consiglio dei Diritti umani e alle organizzazioni internazionali della difesa dei Diritti umani di intervenire tempestivamente per la liberazioni dei prigionieri e per la formazioni delle delegazioni per visitare le carceri iraniane e visitare i prigionieri.
La dittatura iraniana deve pubblicare i nomi di tutti gli arrestati e osservare tutti i loro diritti secondo le convezioni che ha sottoscritto. Nelle carceri del regime dei mullà i maltrattamenti e le torture è una routine e nel corso della rivolta del dicembre 2017 sono stati ucciso almeno 14 prigionieri sotto la tortura.

In seguito all’accaduto, le Guardie della Rivoluzione e la Mezzaluna Rossa del regime clericale, temendo le conseguenze sul piano internazionali di quanto confessato da un esponente dei Pasdaran che aveva prestato servizio in Bosnia per un così lungo periodo, hanno tentato, senza successo, di respingere i commenti di Ghasemi, sperando, così facendo, di potere in qualche modo recuperare. Tuttavia, queste dichiarazioni sono state nuovamente confermate il 17 Aprile da Hossein Allah Karam, capobanda di Ansar Hezbollah.

Nel corso delle scorse quattro decadi la Resistenza Iraniana ha ripetutamente denunciato l’impiego dal parte del regime della Mezzaluna Rossa e di altre organizzazioni in apparenza civili al fine di attuare repressione interna, esportare il terrorismo e razziare i beni del popolo. La Mezzaluna Rossa è sempre stata l’arma delle Guardie della Rivoluzione nei suoi interventi criminali e terroristici nei paesi delle regione.

Il 6 Aprile 2019, nelle sue dichiarazioni in solidarietà con le vittime dell’alluvione,  Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha descritto la Mezzaluna Rossa come uno strumento per l’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo, affermando:

Le amministrazioni comunali sono organismi di sicurezza nonché le fondamenta della depredazione. I Governatorati hanno il ruolo di garantire la sicurezza del regime. La Mezzaluna Rossa ha il ruolo di esportare il fondamentalismo ed il terrorismo. Il Comitato per il Sostegno è per la Siria e l’Afghanistan, nessuna delle istituzioni e delle strutture del paese è per la protezione del popolo, ma sono tutte per la preservazione del dominio del Velayat-e-Faqih.”

L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), in un comunicato del 4 Agosto 1987 dal titolo “Denuncia dei dettagli relativi al progetto sovversivo e terrorista di Khomeini alla Mecca e degli agenti coinvolti”, relativo ad un attacco che uccise centinaia di pellegrini, scrisse:

“Per realizzare il piano, il regime dei mullah inviò alla Mecca molti dei suoi leader e delle sue autorità più importanti, tra cui anche ministri, comandanti delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Imam del Venerdì, parlamentari e Yusef Vahidi Dastjerdi, Responsabile della Mezzaluna Rossa.”

Negli anni passati la Resistenza Iraniana portò alla luce una lettera confidenziale del Consiglio Supremo di Sicurezza del regime, indirizzata al capo della Mezzaluna Rossa, Noor Bala, risalente al 19 Aprile 2003, dimostrando che la Mezzaluna Rossa non è che uno strumento nelle mani delle Guardie della Rivoluzione e della Forza Quds.

La lettera, firmata da Ali Rabiei, segretario esecutivo del Consiglio Supremo di Sicurezza, istruiva il responsabile della Mezzaluna Rossa circa la decisone “del Consiglio di Politica Iracheno, approvato dal Presidente Khatami”, secondo la quale “i bisogni immediati del popolo iracheno” sarebbero stati “determinati dalla Forza Quds” e tramite cui “la Mezzaluna Rossa” veniva indicata come “responsabile di raccogliere gli aiuti popolari”, aiuti che sarebbero stati “trasferiti in Iraq sotto la coordinazione della Forza Quds.”

In un comunicato datato 17 Aprile 2004 la Resistenza Iraniana dichiarò: “Il 5 Aprile, per ordine di Khamenei, Shooshtari Zadeh, capo della Mezzaluna Rossa del regime, è partito da Teheran per Karbala e Baghdad assieme ad una squadra del Ministero delle Informazioni e della Forza Quds, anch’essi sotto la bandiera della Mezzaluna Rossa.”

In un altro comunicato, datato 29 Marzo 2015, la Resistenza Iraniana riportò:

“Uno degli schemi usati dalla Forza Quds per farsi strada in Yemen fu quello di attivare la Mezzaluna Rossa del regime in loco, così da potere, tramite la copertura fornita dalle attività umanitarie, dalla costruzione di ospedali e dalla consegna di medicinali, aprirsi un varco nel paese. Il regime usò questa copertura per reclutare elementi per le sue reti terroristiche.”

In un altro comunicato ancora, del 24 Maggio 2004, la Resistenza Iraniana rivelò il trasferimento dei comandanti degli Houthi dall’Iran allo Yemen, tramite aeroplani, sotto le spoglie di aiuti della Mezzaluna Rossa.

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