MENU

Quale battaglia culturale contro il politicamente corretto?

aprile 22, 2019 • Politica, z in evidenza

 

di Davide Cavaliere –

In Italia una destra che si richiami al conservatorismo liberale, al nazionalismo civile e, in politica estera, all’atlantismo sembra non riuscire ad attecchire. Eppure, non sono mancate nel corso della storia repubblicana singole figure vicine a quell’area, Indro Montanelli e Oriana Fallaci su tutti.

Il retroterra editoriale e culturale della destra italiana guarda ad altri orizzonti, alla Russia di Putin e all’Iran dei Pasdaran. La cosa non dovrebbe sorprenderci troppo, in Italia il Fascismo ha cannibalizzato la destra conservatrice e ha plasmato quella post-fascista. Cosa hanno comune testate quali: L’intellettuale dissidente, l’Antidiplomatico, La voce del Ribelle, Il Primato Nazionale e case editrici come la Arianna Editrice e la Zambon Editore?

In tanto non si definirebbero di «destra», perché questa dicotomia va superata a vantaggio di una comune lotta contro il Capitalismo e il Liberalismo, incarnati dagli Stati Uniti d’America.

Nulla di nuovo sotto il sole, già Jean Thiriart e Alain De Benoist avevano teorizzato un fronte «euroasiatico» contro il capitalismo e l’imperialismo sionista-americano. Una cosa simile venne pensata in Italia dal torinese Costanzo Preve, un hegelo-marxista e «maestro» di Diego Fusaro e Paolo Borgognone (ospiti regolari sulle pagine de Il Primato Nazionale, rivista di CasaPound). Fra i due, il più interessante e meno noto è Borgognone.

Quest’ultimo è autore di un poderoso studio dalla snervante lunghezza intitolato, L’immagine sinistra della globalizzazione dove critica il riallineamento atlantista e liberista delle sinistre post-comuniste. Come Fusaro, non avendo mai passato un’ora in URSS, è un gran nostalgico dell’impero sovietico e del socialismo reale. Nonostante l’origine marxista, Paolo Borgognone ha scritto per «Blondet & Friends» del cattolico integralista e antisemita Maurizio Blondet e per «Pandora TV» di Giulietto Chiesa.

Tanto per fare luce sulla genia: Blondet è un complottista ossessionato dalla «giudeo-massoneria», nel suo saggio Gli Adelphi della dissoluzione accusava la casa editrice Adelphi di propugnare i sacrifici umani in nome di un culto gnostico, dirige le edizioni Effedieffe fondate da Fabio De Fina nel cui catalogo si trovano numerosi testi di negazionismo dell’Olocausto. Giulietto Chiesa non ha bisogno di grandi presentazioni, per anni è stato il portavoce della propaganda sovietica in Italia, dopo il crollo di mamma URSS si è dato al cospirazionismo antiamericano.

Il fondatore de L’intellettuale dissidente è il giovane Sebastiano Caputo. Ha scritto per «Rinascita» di Ugo Gaudenzi, già a capo del gruppo di estrema destra «Lotta di Popolo», un quotidiano «di sinistra nazionale» (un modo più neutro per dire nazional-socialista).

Inoltre, Caputo, è un simpatizzante di Hezbollah e dell’Iran e autore del libro Mezzaluna sciita. Il suo giornale online è la cassa di risonanza della propaganda della teocrazia iraniana, di un rancido antisionismo e di un antiamericanismo di maniera (come quello degli indefessi contestatori dei fast food). Significativo l’articolo da lui scritto e uscito su l’Intellettuale Dissidente scritto in occasione del 27 gennaio 2013, dal titolo «La Giornata della Cicoria».

Sulla scia dei sopraccitati autori, s’inserisce anche Giacomo Gabellini. Pubblicato da Arianna Editrice, Gabellini è visceralmente antiamericano e antisionista; il suo lavoro ricorda quello di Michel Chossudovsky, grande sostenitore di Putin e Assad. Nel suo saggio Ucraina. Una guerra per procura, Gabellini sostiene che gli USA avrebbero fomentato una «rivoluzione colorata» nel paese est europeo, provocando la reazione dell’orso russo.

Insomma, se la battaglia culturale contro il progressismo e il politicamente corretto viene affidata a questo pastrocchio antimodernista c’è da mettersi le mani nei capelli. Bisogna ridare fiato a una destra liberale e conservatrice, nessuno si aspetta un nuovo Montanelli ma siamo stanchi del solito Fusaro.

 

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »