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Nasrin Sotoudeh, avvocato per i diritti umani condannata a 33 anni di carcere

marzo 12, 2019 • Mondo, z in evidenza

Redazione –

Il tribunale islamico iraniano ha condannato Nasrin Sotoudeh, avvocato difensore dei diritti umani a 33 anni di carcere e a 148 frustate.

Si è trattato della più dura condanna inflitta negli ultimi anni contro i difensori dei diritti umani in Iran, a riprova che le autorità, incoraggiate dalla completa impunità di cui godono i responsabili delle violazioni dei diritti umani, stanno inasprendo la repressione.

I giudici hanno applicato l’articolo 134 del codice penale che autorizza a emettere una sentenza più alta di quella massima prevista se l’imputato ha più di tre imputazioni a carico. Nel caso di Nasrin Sotoudeh, il giudice Mohammad Moghiseh ha applicato il massimo della pena per ognuno dei sette capi d’accusa, 29 anni in tutto, aggiungendovi altri quattro anni e portando così la condanna a 33 anni. L’Irna (l’Agenzia di stampa della Repubblica iraniana) ha riferito che il giudice Moghiseh ha detto ai giornalisti che Nasrin Sotoudeh era stata condannata a sette anni: cinque per “associazione e collusione per compiere reati contro la sicurezza nazionale” e due per “offesa alla Guida suprema”.

Tra i reati, riferiti unicamente al suo pacifico lavoro in favore dei diritti umani, figurano “incitamento alla corruzione e alla prostituzione”, “commissione di un atto peccaminoso (…) essendo apparsa in pubblico senza il velo” e “interruzione dell’ordine pubblico”.

Ricordiamo che l’interpretazione dei principi sui diritti umani era ed è sotto l’egida ferrea del Gran Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione Khomeinista.

 

 

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