MENU

Il paese reale

febbraio 6, 2019 • Politica, z in evidenza

di Stefano Bonacorsi –

Per quanto fosse stato ampiamente previsto che il governo Conte sarebbe stato, a dispetto dei proclami degli altri due triumviri, un governo di breve durata e dunque, per quanto ci siano in diversi che stiano iniziando a fare il conto alla rovescia manco fosse capodanno un dato emerge: al netto delle contraddizioni il governo del triumvirato mattarelliano Conte-Di Maio-Salvini è il governo più rappresentativo di sempre.

Sappiamo che la Lega fa parte della coalizione di governo in quanto si è ritrovata, dopo il 4 marzo partito guida della coalizione di centro destra, ma anche perché Berlusconi dette il suo nulla osta a un governo coi cinque stelle. Attenzione, qui si parla di Berlusconi e non di Forza Italia, perché mentre il primo è nonostante tutto ancora in piedi, la sua creatura politica è sicuramente un malato terminale e, se le indiscrezioni che dicono che Toti se ne sta per uscire con un movimento ligure ad hoc, però in orbita leghista, siamo ormai al titanic: si salvi chi può. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Sì perché in questi otto mesi la Lega e il suo leader Salvini hanno consolidato la loro leadership nel centrodestra e anche in qualche modo nel paese. E ridimensionato l’elitario Partito Democratico, la controparte la esercitano quelli del Movimento Cinque Stelle. Ed ecco che, volente o nolente, l’attuale maggioranza ha surclassato, in termini di rappresentatività e forse anche di consenso, i vari governi che storicamente sono stati di solidarietà nazionale, conventio ad excludendum, pentapartitici e di larghe intese. Sì perché mai come questo governo c’è n’è stato uno in grado di dare l’autentica rappresentanza delle contraddizioni degli italiani.

Il triste sipario Salvini-Di Maio sulla Tav, con “ciuffoconte” a mediare e Di Battista a soffiare sul fuoco della polemica, appare il più scialbo dei dibattiti da bocciofila di provincia. Uno dice che le infrastrutture servono, l’altro dice che ci sono altre priorità; uno dice che è per lo sviluppo del paese e per il progresso, l’altro risponde che sono scuse, è un magna magna non servono progetti faraonici ma concretezza.

Fatevi un giro in provincia se vi capita, magari passate dall’Emilia centrale dove vive l’autore dell’articolo che state leggendo. Scoprirete che certe semplici circonvallazioni di paesi montani sono state progettate, promesse, proclamate e poi abortite tra campagne elettorali pre e post tangentopoli, nulla è stato fatto, c’è chi dice che servono e chi risponde che basta tappare le buche nell’asfalto perché tanto il problema si presenta solo d’inverno quando c’è la neve, perché i camionisti non girano attrezzati (come accaduto in questi giorni al Brennero).

Non vi tedieremo con le beghe della provincia, ma vi invitiamo a moltiplicare per sessanta milioni di abitanti queste contraddizioni e scoprirete che, per una volta, abbiamo un governo che ci rappresenta per davvero. Il che purtroppo non significa che va a soddisfare la volontà popolare o soddisfa i reali fabbisogni per il bene del Paese. Significa solo che se fino a un anno fa si sono succeduti governi e relative politiche economico sociali senza soluzione di continuità, oggi abbiamo lo scontro totale ideologico-pratico e meravigliosamente inconcludente. Dovessero continuare, ma ne dubitiamo, renderebbero inutile qualsiasi spoil system

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »