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Improbabili scenari

febbraio 2, 2019 • Politica, z in evidenza

di Stefano Bonacorsi –

Berlusconi annuncia che è pronto a sostenere un governo con la Lega e i fuoriusciti dai Cinque Stelle. Calenda via Twitter propone a Di Maio di collaborare per uscire dalla recessione.

L’aria che si fa pesante sulla maggioranza relativamente all’autorizzazione a procedere contro Salvini. Lo stesso Movimento Cinque Stelle che ha visto tornare in gioco pesantemente Di Battista che fa sponda a Fico contro Di Maio, il quale forse comprende che un conto è la piazza, ma le responsabilità di governo sono un’altra cosa.

In tutto questo fa sfondo uno scenario economico che fa traballare il triumvirato Conte-Di Maio-Salvini, con numeri per niente rassicuranti e una serie di appuntamenti elettorali dentro/fuori come un tabellone da March Madness.

Il tribunale dei ministri, come alcuni osservatori fanno notare, sta accelerando la fine naturale di questo governo, prevista in maniera più o meno sorniona per maggio, ma che potrebbe essere anticipata dalla decisione della giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato.

Chi conosce i palazzi, e a questo punto l’intervista di Berlusconi a Repubblica non è casuale, sa che a giorni ci potrebbe essere uno sconvolgimento. E col Partito Democratico che prende la via di Roma, nel senso che Zingaretti a tra un mesetto avrà dalle primarie l’investitura già ottenuta dai circoli (e il Pd andrà verso la fronda Fico-Di Battista) anche l’offerta di Calenda a Di Maio, non sembra del tutto buttata a caso.

Di recente è tornata di moda la battuta di Andreotti “a pensar male si fa peccato ma ci si prende” e allora qui, ci divertiamo a pensare male.

L’autorizzazione a procedere potrebbe essere la scusa che tutti aspettavano per porre fine al governo di Giuseppe Conte. Al che, “ciuffoconte”, rimetterà il mandato nelle mani di Mattarella il quale, dopo aver democristianamente creato il triumvirato, dovrà inventarsi qualcosa di nuovo che duri lo spazio di un governo balneare. A questo punto, un Di Maio isolato ma governista e improvvisamente invaso da un senso di responsabilità potrebbe lanciare un proclama “chi mi ama mi segua” e ritrovarsi a fare da stampella a un governo di centro destra, a trazione legista ma filo berlusconiano.

La soluzione potrebbe essere un governo Maroni o Tremonti, i quali rientrerebbero dalla finestra per guidare il governo di transizione. L’alternativa potrebbe essere una personalità neutra (non Cottarelli) perché dubitiamo che Mattarella voglia incaricare direttamente Salvini ma soprattutto, dubitiamo che Salvini voglia fare il Renzi alla vigilia delle europee. Semmai si vedrà confermato agli interni, con Giorgetti sempre a fare il sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Potrebbero restare, del governo attuale, Tria e Savona nei loro rispettivi dicasteri, mentre Ciuffoconte, ormai conscio che può dire la sua, potrebbe essere riciclato agli esteri. Il povero Di Maio potrebbe veder ridurre di molto il suo ruolo, soprattutto perché dovrà ricomporre la sua truppa e trasformarla in un movimento credibile senza l’apporto di Casaleggio, a meno che quest’ultimo non preferisca essere governista anziché movimentista.

Messi da parte gli imbarazzanti Toninelli e Grillo, Di Maio potrebbe essere l’unico grillino a salvare la poltrona, magari ritrovandosi spacchettato il suo ministero, da dividere con un Calenda che dopo il 3 marzo si sarà liberato delle zavorre del Pd (e forse anche di Renzi) per ridare slancio allo sviluppo economico.

Il resto del governo sarà diviso tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, per una transizione che arriverà almeno alle regionali d’autunno e farà quella manovra di bilancio in senso espansivo (e magari con shock fiscale) dopo che le europee di maggio avranno sancito la vittoria dei sovranisti o per lo meno di una loro pesante affermazione.

Sulla scia di questi eventi si andrà al voto nel 2020, a meno che la transizione non diventi da un lato deleteria, nel senso che la Lega potrebbe perdere forza senza mai riuscire a capitalizzare in patria il consenso, o non si solidifichi a tal punto da dare stabilità al paese.

Fantapolitica? Per certi versi sì, ma dopo il triumvirato, qualsiasi cosa è probabile.

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