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Questo è il modo in cui finisce il socialismo: La traiettoria evoluzionista del socialismo

gennaio 28, 2019 • Cultura e Società, z in evidenza

 

di Noah Rothman –

Abbiamo sviluppato la cattiva abitudine di delimitare l’inizio dell’implosione del comunismo europeo citando “la caduta del muro di Berlino”. Il muro di Berlino non “cadde”. Fu abbattuto con martelli, tranciato con seghe circolari rinforzate, smembrato da terra e, infine, smantellato dalle gru in uno degli atti finali della Repubblica Democratica Tedesca. Abbiamo scelto di descrivere  con una modalità passiva la ribellione che ha liberato centinaia di milioni di persone, ma il Muro non è “collassato”. Si trattò dell’atto giusto di un popolo lesionato che scommise sulla propria sicurezza nella ricerca della propria libertà.

Mentre ci troviamo in tema di codardia linguistica, vale la pena soffermarsi sulle definizioni confuse dietro alle quali gli imbonitori politici di carnevale cercano rifugio. Per i radicali di oggi, il “socialismo” è una raccolta di vaghe idee moraliste: programmi progressivi di stato sociale, risanamento ambientale, giustizia razziale riparatrice e un buffet di toccasana sentimentali in merito allo spirito comunitario. È tutto e ogni cosa tranne ciò che il socialismo è: la proprietà pubblica dei quadri dirigenti dell’economia.

La trita sdolcinatezza e le profezie escatologiche su questa o quest’altra grave condizione sociale sono spesso accompagnate da prescrizioni economiche autenticamente socialiste, ma non sono esse stesse socialismo. C’è una ragione per cui i sostenitori del socialismo indossano queste maschere. Ovunque la proprietà statale del capitale sia stata applicata nello sforzo di estromettere le compagnie private dalla società, ha prodotto sofferenza e violenza.

Questa violenza comincia con lo stato. È la violenza che sopprime il dissenso e trasforma i vicini in informatori, ma tale violenza produce una risposta reciproca da parte degli oppressi. Ora stiamo assistendo a questo dramma dal sapore familiare che si svolge in Venezuela, dove i sentimenti rivoluzionari violenti sono esplosi periodicamente e sono stati spietatamente repressi per la gran parte di questo decennio.

Il defunto presidente venezuelano Hugo Chavez passò un decennio nel nazionalizzare i mezzi di produzione in nome del suo movimento socialista rivoluzionario bolivariano. Espropriò impianti privati di trivellazioni petrolifere e impianti di produzione, implementò tasse onerose e “inaspettate” su produttori di petrolio stranieri. Si appropriò di aziende agricole, di aziende che producevano fertilizzanti, di bestiame e risiere e di terreni che Caracas, arbitrariamente, riteneva “improduttivi”. Nazionalizzò gran parte dell’industria dei servizi finanziari, chiudendo dozzine di banche di piccole e medie dimensioni che non prestavano ai tassi imposti dal governo. Le fabbriche di cemento, i vetrai, le acciaierie, l’industria dell’oro, le telecomunicazioni, i trasporti, la produzione di energia elettrica e persino le destinazioni turistiche vennero tutte controllate dal governo.

Gli inevitabili frutti dell’economia dirigista (penuria, razionamento, disfunzione politica e terrore) erano una caratteristica della vita in Venezuela anche prima della morte di Chavez nel 2013, ma si sono intensificate sotto il suo successore, Nicolas Maduro. In Venezuela Il livello degli omicidi e del crimine violento sono esplosi. Trafficare in narcotici è uno stile di vita per i civili e per i membri dell’esercito. I black-out a rotazione erano e rimangono un’esperienza quasi quotidiana. L’acqua corrente è un lusso. I beni e i servizi di base sono scarsi. Cibo e medicine sono razionati, là dove è data la possibilità di reperirli. Malattie prevenibili come la malaria, il morbillo e la difterite sono comuni. Le persone hanno iniziato a fuggire con le loro famiglie per la loro salvaguardia, alla ricerca di economie di mercato stabili. E poi è iniziata la violenza politica.

Con la diminuzione della popolarità del governo Maduro, è aumentata la volontà di reprimere il dissenso politico. Oppositori e membri dell’esercito sono stati arrestati o assassinati. Le proteste anti-governative condotte dagli studenti sono state accolte con la violenza. Le manifestazioni di massa che sono seguite a questi spasmi occasionali di dissenso sono state accolte con spargimenti di sangue sponsorizzati dallo stato.

Naturalmente, la presa sul potere da parte di Maduro ha richiesto la soppressione dello stato di diritto. Ha purgato l’esercito dagli elementi dissenzienti e ha diretto la Corte suprema lealista del Venezuela al fine di spogliare l’assemblea nazionale eletta della sua autorità legislativa, trasferendo un potere incostituzionale al presidente socialista del paese. Nel tentativo di rimediare a questo problema di legittimità, il regime di Maduro ha semplicemente riscritto la costituzione creando una legislazione alternativa, parallela composta da sostenitori del regime – una misura approvata in un plebiscito nazionale che era tutt’altro che libero e democratico. Nel momento in cui l’amministrazione Trump ha lodevolmente riconosciuto l’assunzione provvisoria dell’autorità presidenziale del leader dell’Assemblea Nazionale, Juan Guaidó, gli argomenti legali contro questa manovra ampiamente popolare sono stati rimossi dagli sforzi del regime di Maduro di mantenere il potere anche a costo della sua legittimità.

Il che ci riporta ai giochi di parole. Il fallimento pratico del socialismo è particolarmente frustrante per coloro che si sono nominalmente attaccati al carro socialista. La redistribuzione dei redditi e l’influenza dello stato sopra i segnali provenienti del mercato hanno fallito ovunque nel raggiungere i loro scopi desiderati, e richiedono oppressione e violenza quando le persone che vengono danneggiate cominciano a notare il peggioramento delle loro condizioni. È una situazione scomoda se si è un “socialista democratico”.

Traduzione dall’inglese di Niram Ferretti – fonte: https://www.commentarymagazine.com/foreign-policy/south-and-central-america/venezuela-is-how-socialism-ends/?fbclid=IwAR0CtHCVWyM_Rcs2J8qsf7scx2fjwy_-U0BWwzDu-Gm22lAGpJFN2yOqzwc

 

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