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La malia del complotto e la debolezza della psiche

gennaio 22, 2019 • Agorà, z in evidenza

di Niram Ferretti –

Non bisogna prendersela troppo con il senatore Elio Lannutti in dotazione ai 5Stelle, per avere condiviso su Facebook un link di cui, come ha poi specificato, non condivideva i contenuti. Basta già questa affermazione a suscitare la dovuta commiserazione, perché quando si giunge a mettere una pezza che è assai peggiore del buco non bisognerebbe infierire troppo sul malcapitato.

Elio Lannutti che posta un link in cui si fa riferimento al Ur text del complottismo moderno, il famigerato I Protocolli dei Savi Anziani di Sion, il centone confezionato dall’Ochrana, la polizia segreta zarista, alla fine dell’800, e presto diventato l’incunabolo dell’antisemitismo novecentesco tanto da arrivare ad ossessionare la fantasia di Adolf Hitler ed essere ancora oggi un best-seller nei paesi musulmani, è solo un sintomo di un malessere ben più diffuso.

Questo malessere sta a monte del senatore laziale. Come gli affluenti sboccano in corsi d’acqua maggiori, la psicosi abbinata all’ignoranza trova nel complotto e negli ebrei il proprio sbocco naturale. Nomi aurei come Rothschild fanno andare in fibrillazione coloro che vedono la leggendaria finanza ebraica come il dominus di tutta l’economia mondiale. Il cabarettista della filosofia televisiva, Diego Fusaro, ha, per esempio, in George Soros e nei “signori delle banche” i suoi super cattivi preferiti (come corollario, Israele, lo Stato ebraico, è uno “Stato canaglia”).

I Protocolli dei Savi sono lì per tutte quelle menti deboli o propense alla paranoia che, alla fatica del concetto preferiscono una bella spiegazione semplice ed efficace. Il Grande Vecchio, o i Grandi Vecchi, gli Illuminati, i Massoni, il Gruppo Bilderberg o i Rettiliani, sono perfetti per il fabbisogno.

Una volta individuati, come quando si giocava a nascondino da bambini e si trovava chi si era nascosto, non è necessario cercare altrove. E bambini sono rimasti nella loro struttura psichica questi scopritori di spiegazioni onnicomprensive o teorie del Tutto, in cui gli Ebrei (con la maiuscola) sono sempre al vertice, perfidi pupari o piovre tentacolari. Indicarli significa placare ansie e paure, ma non rasserenarsi, al contrario. Se c’è un Nemico, infatti, dopo averlo individuato va combattuto. Così come il medico provvede al paziente fornendogli una diagnosi adeguata per la sua patologia con conseguente cura, il complottista ha anche lui la propria cura, la quale come si è visto nel passato recente a proposito degli ebrei, può essere assai drastica.

Lannutti (di nuovo siamo a lui) è quasi certamente inoffensivo. Chiederne la testa a un partito setta che conserva al proprio interno un nutrito gruppo di seguaci di vari culti secolari, da quello delle scie chimiche a quello degli anti-vaccini è, infondo, ingiusto, anche se, naturalmente, il capro espiatorio ha una sua funzione e non è necessario avere letto Renè Girard per saperlo.

Norman Cohn, nel suo essenziale libro sulla genesi dei Protocolli, scriveva:

“Il mito della cospirazione mondiale ebraica è sopravvissuto, sotto forme diverse per molti secoli è si è diffuso nel mondo da un continente all’altro. E ha sempre mostrato la stessa stupefacente capacità di trasformare certi individui in ciechi fanatici, inaccessibili e sordi all’evidenza, e di turbare e confondere in varia misura molta gente in altri casi assai assennata”.

Nei tempi che viviamo, assai poco in ascolto della ragione e non meno superstiziosi di altri periodi storici definiti impropriamente bui, la vigilanza è assolutamente necessaria. La psiche è cosa delicata e bisogna averla ben equipaggiata di buon senso e possibilmente di cultura perché non cada preda della peggiore delle possessioni, quella che ad un tempo affascinava e atterriva Gustave Flaubert, l’idiozia.

 

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