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Le responsabilità del regime iraniano nel terrorismo internazionale

dicembre 19, 2018 • Mondo, z in evidenza

 

Redazione –

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, il Ministero dell’Intelligence e la macchina per la propaganda di stato devono essere inseriti nella Lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere degli Stati Uniti e sulla lista terroristica dell’UE, le risorse finanziarie del regime bloccate, il dossier dei crimini contro l’umanità commessi dal regime deve essere presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e i suoi leaders devono essere assicurati alla giustizia.

Durante una video conferenza sui raduni delle comunità iraniane tenutisi contemporaneamente in 42 città e capitali di Europa, Nord America e Australia sabato 15 Dicembre, Maryam Rajavi si è rivolta alle comunità iraniane che hanno partecipato.
Riferendosi alle attività terroristiche del regime iraniano nel 2018, la Presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha detto: “Il ricorso del regime al terrorismo non è una reazione transitoria o tattica, ma un mezzo strategico che usa per combattere le proteste e la sua caduta. Oggi il regime utilizza il terrorismo per combattere le proteste del popolo iraniano. Gli arresti e le espulsioni dei diplomatici terroristi del regime e di terroristi legati alle loro ambasciate, dimostrano che il Consiglio Nazionale Supremo del regime, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), la forza terroristica Quds, il Ministero dell’Intelligence (MOIS), il Ministero degli Esteri e le ambasciate del regime fanno tutti parte della rete terroristica del regime teocratico”.
Nell’esprimere il suo rammarico per il fatto che i difensori del regime stiano ancora cercando di trovare un modo per rapportarsi al regime teocratico ed aiutare gli assassini del popolo iraniano, Maryam Rajavi ha aggiunto: “Se non volete schierarvi al fianco del popolo dell’Iran, quantomeno non minacciate la sicurezza dei vostri stessi cittadini. Perché aiutate un regime che rappresenta una minaccia per le capitali europee? Noi vi diciamo: ‘Rispettate il desiderio del popolo iraniano di rovesciare questo regime e di ristabilire la libertà e la democrazia. Lasciateci far togliere le mani a questo regime criminale dai proventi del petrolio iraniano che è una nostra risorsa nazionale. Ogni barile di petrolio che il regime vende, è una frustata sulla schiena del popolo dell’Iran e un foro di proiettile nel cuore del popolo della regione. I continui test missilistici del regime non hanno altro scopo se non quello di ricattare e minacciare la pace regionale e globale”
Parlando all’assemblea dei membri del PMOI ad Ashraf 3, in Albania, Maryam Rajavi ha invocato l’adozione di una politica decisa nei confronti del regime iraniano. Nel suo discorso, trasmesso alle assemblee degli iraniani nelle città di tutto il mondo, ha sottolineato: “L’IRGC, il MOIS e la macchina della propaganda di stato del regime, devono essere inseriti nella Lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere degli Stati Uniti e nella lista terroristica dell’Unione Europea. Le risorse economiche del regime che finanziano l’apparato di Khamenei, l’IRGC e la forza terroristica Quds devono essere bloccate. Il dossier sui continui crimini contro l’umanità commessi dal regime deve essere presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e Khamenei, Rouhani e gli altri leaders del regime devono affrontare la giustizia”.

Maryam Rajavi ha sottolineato il fallimento del regime nel soffocare le proteste e le rivolte, nel limitare le attività delle unità di resistenza, nel progettare attacchi terroristici contro la Resistenza Iraniana, nel contenere la sua bancarotta finanziaria e nella ricerca di collaborazione con i governi europei come un modo di aggirare le sanzioni. Ed ha precisato: “Il regime non ha nessuna via di uscita e qualunque soluzione trova gli si ritorce contro. Il prodotto di un tale impasse politico è stata una drammatica caduta nello status politico, economico, sociale ed internazionale del regime”.
Rivolgendosi alle unità di resistenza e ai giovani in Iran ha detto: “Oggi l’esistenza del regime è in pericolo più che mai. La società iraniana poi, è più pronta che in qualunque altro periodo e ribolle. La creazione di un Iran libero ricade sulle spalle del popolo iraniano e della Resistenza. È la vostra forza di volontà che determinerà come le attuali instabili condizioni evolveranno nel rovesciamento della dittatura dei mullah. Il segreto della vittoria è la lotta unita del popolo dell’Iran e l’evoluzione delle proteste guidate dalle unità e dai consigli della resistenza”.
Le conferenze degli iraniani si sono tenute in contemporanea in 42 città di Europa, Nord America e Australia, tra cui Ashraf 3 (Albania), Bruxelles (Belgio), Ottawa, Toronto, Montreal, Vancouver, Winnipeg (Canada), Copenaghen, Arhus (Danimarca), Londra, Liverpool, Bristol, Sheffield e Birmingham (U.K.), Helsinki, Turku (Finlandia), Parigi (Francia), Berlino, Colonia, Stoccarda, Francoforte (Germania), Roma (Italia), Lussemburgo (Lussemburgo), L’Aja, Zwolle, Eindhoven (Paesi Bassi), Oslo, Kristiansand (Norvegia), Bucarest (Romania), Zurigo (Svizzera), Stoccolma, Göteborg, Malmö, Boras, Solleftea (Svezia), Washington, D.C., Berkeley, Orange County, Atlanta, Dallas (U.S.A.), Vienna (Austria) e Sydney (Australia).

Patrick Kennedy, ex-membro della Camera dei Rappresentanti (U.S.A.), Pandeli Majko, Ministro dello Stato per la Diaspora ed ex-Primo Ministro (Albania), Fatmir Mediu, leader del Partito Repubblicano ed ex-Ministro della Difesa (Albania), Sid Ahmad Ghozali, ex-Primo Ministro d’Algeria, Ingrid Betancourt, ex-candidata alle presidenziali (Colombia), Lord Navnit Dholakia, vice-presidente del Partito Liberal Democratico (U.K.), Yves Bonnet, governatore ed ex-Direttore della DST (Francia), il Senatore Gerry Horkan, vice-Presidente della Commissione Finanza del Senato dell’Irlanda del Sud, Antonio Tasso, membro del Parlamento (Italia), Peter Eide, membro del Comitato Parlamentare Giudiziario (Norvegia), molti altri parlamentari, rappresentanti eletti europei, nonché personalità politiche, giuridiche e religiose, hanno partecipato e parlato a questa conferenza.

Patrick Kennedy ha detto: “Contrariamente alla propaganda del regime iraniano, negli Stati Uniti sia i democratici che i repubblicani sono uniti nel sostenere una politica decisa sull’Iran, sostengono il popolo iraniano nel suo desiderio di cambiamento e di avere una repubblica basata su libere elezioni, sulla separazione tra religione e stato e sulla parità di genere. È in questo contesto che noi appoggiamo Maryam Rajavi e il suo piano in dieci punti per un Iran libero. La propaganda del regime contro il MEK, ripresa a volte dai media occidentali, è la migliore prova della paura che il regime ha della popolarità del MEK in Iran e del suo ruolo nelle proteste anti-regime. È ora che anche l’Europa combatta contro il crescente terrorismo del regime in Europa e le sue subdole attività nella regione”.

La Senatrice Ingrid Betancourt nel suo discorso ha detto: “Nel corso dell’ultimo anno il regime iraniano ha aumentato le sue attività terroristiche in Europa e, allo stesso tempo, intensificato la sua propaganda contro il MEK. Questo dimostra chiaramente la paura che il regime ha del MEK, del suo ruolo decisivo nelle incessanti proteste anti-regime in Iran e del suo desiderio di un cambio di regime. È tempo che i governi europei adottino una politica decisa nei confronti del regime e che si schierino senza alcuna ambiguità con il popolo iraniano. Infine, i media occidentali liberi devono stare all’erta per evitare di diffondere la propaganda dei dittatori contro l’opposizione democratica”.

Decine di rappresentanti di oltre 300 associazioni e comunità iraniane di vari paesi sono intervenuti a questa videoconferenza iniziata alle ore 15:00, ora locale dell’Europa centrale. Tutti hanno ribadito il loro sostegno al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano e al piano in dieci punti della Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi. Hanno detto che l’unica soluzione all’attuale crisi in Iran, che ha portato l’intera regione al limite, è il rovesciamento del regime teocratico, il ristabilimento della sovranità popolare e della democrazia.

Nel dichiararsi pronti a fornire un sostegno totale al PMOI e alle unità di Resistenza in Iran, nella fase finale del governo del regime teocratico, hanno detto: “La Resistenza Iraniana guidata da Massoud Rajavi gode di un vasto appoggio della base sociale in Iran, ha un’organizzazione forte, offre una piattaforma chiara ed ha adottato un piano progressista e democratico per il futuro Iran. È in grado di realizzare un cambio di regime e di restituire la sovranità al popolo. Ha capacità uniche e le potenzialità per ricostruire il futuro Iran, offrire giustizia sociale e restituire speranza e fiducia ad una nazione che ha subito tanti tradimenti negli ultimi 100 anni e che è stata barbaramente oppressa e discriminata sotto la dittatura dello scià e dei mullah.

I rappresentanti delle comunità iraniane hanno ribadito: “È a causa di queste capacità che il regime teocratico considera questa Resistenza come la sua unica minaccia esistenziale e, oltre alla brutale repressione in Iran, sta facendo ricorso ad atti di terrorismo, a massicce campagne di demonizzazione e disinformazione contro la Resistenza Iraniana per giustificare e preparare il terreno alla repressione interna e al terrorismo all’estero”.

Hanno poi aggiunto che in linea con le proteste in Iran e con il rovesciamento del regime, ritengono che sia parte del loro dovere rivelare i piani e i complotti del Ministero dell’Intelligence, della forza terroristica Quds e delle altre agenzie del regime teocratico contro l’unica alternativa democratica al regime teocratico in Iran.

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