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Scampoli grotteschi

dicembre 10, 2018 • Politica, z in evidenza

di Niram Ferretti – 

 

 

Sono giorni difficili per il leader della Lega nonché Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Haaretz, il giornale della cafè society telavivina pubblica un duro editoriale contro di lui accusandolo di essere un nostalgico del fascismo e quindi il premier israeliano Benjamin Netanyahu viene invitato a non riceverlo, a troncare  le sue liaisons dangereuses con questi “ceffi” populisti, da Orbàn a Salvini.

Nel mentre anche Pamela Anderson, l’attrice bionda americana divenuta celebre per la sua sentita interpretazione di una lifeguard californiana nella serie Baywatch, è intervenuta contro Salvini. La Repubblica, la fortezza Bastiani della nostra democrazia, ci ha voluto mettere a conoscenza dei tweet della Anderson.

“L’Italia è un Paese meraviglioso, che amo molto, dal cibo alla moda, dall’arte alla storia, ma sono molto preoccupata dal clima attuale, che mi ricorda quello degli anni ’30”. scrive, “La paura e l’insicurezza in tutti i segmenti della società, gli attacchi quotidiani contro i rifugiati e i migranti, l’aggravarsi della crisi economica…”.

Anche lei, dunque, dall’alto della guardiola di salvataggio vede all’orizzonte non lo squalo ma ben di peggio, il ritorno delle camice nere, degli orbaci e dei saluti romani. Quale può essere la soluzione?

“Un risveglio pan-europeo che attraversi i confini e le nazionalità, in grado di affrontare la profonda crisi economica, sociale ed ecologica dell’Europa oggi”.

La Anderson non indica chi dovrebbe guidare il risveglio, quale condottiero a cavallo dovrebbe innalzarsi, come Napoleone a Jena, contro l’incipiente onda nazifascista che sta investendo l’Europa e di cui Salvini, prossimo a una visita israeliana, è uno degli araldi.

Su Il Manifesto, l’ebreo da opera buffa, il cabotin Moni Ovadia, il cui cuore batte da sempre per gli oppressi della terra, ci ricorda anche lui quale terribile congrega sia quella rappresentata dai cavalieri neri Netanyahu-Salvini, e visto che c’è ci aggiunge anche Trump, così la trimurti diabolica è al completo, non prima di raccontarci quanto bravo fu Baffone Stalin ad aiutare Israele a nascere. Poi però da quel sogno internazionalista e comunista fatto di kibbutz e falce e martello, un vero paradiso, Israele si è trasformata, udite, udite, in una “nazione segregazionista, colonialista e razzista…facendosi campione di violente rappresaglie”. Manca un termine che Ovadia non usa qui, “nazista”, in questo modo completerebbe tutto l’a,b,c della koinè antisionista coniata nella sua adorata Unione Sovietica nei primi anni ’60. Lo riserva però alla fine. Ci arriviamo.

Salvini però, se non nazista fiuta l’aria, lo zeitgeist, e sta dalla parte degli “ex fascisti, dei neo fascisti, dei populisti della peggiore specie”, ce lo dice lui, Ovadia, “incorruttibilmente democratico” (povero trombone…).

Nazisti sono gli israeliani che hanno votato Netanyahu, nazista è Netanyahu, e fascista è Salvini che è un nostalgico di Mussolini, come ci ricorda Haartez, il più anti-sionista e anti-israeliano dei giornali di Israele.

“Ma se gli ebrei del tempo di Hitler fossero stati come gli israeliani alla Netanyahu, i nazisti avrebbero progettato la Endlösung? La mia risposta è: non credo”, chiosa Ovadia.

Dal farsesco all’ignobile il passo è breve per chi è abituato a sguazzare nella melma.

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